Festa dell’Ascensione,
si rinnova la tradizione dell’Infiorata

MOGLIANO - Tappeto di fiori realizzato sulla strada davanti al Santissimo Crocifisso, il Covid non ha fermato il tradizionale appuntamento organizzato dalla Pro loco. Il presidente Giovanni Cesetti: «Lo sforzo organizzativo mira a valorizzare un vero e proprio patrimonio culturale immateriale, perché il senso del sacro è alla base della nostra identità»
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L’Infiorata realizzata nella notte

 

Il Covid non ferma l’Infiorata di Mogliano. Per la Festa dell’Ascensione e per l’accoglienza dell’arcivescovo di Fermo Rocco Pennacchio,  la Pro loco di Mogliano, nel rispetto di tutte le regole di sicurezza vigenti a causa del Covid-19, non ha voluto rinunciare per il 2021 a quella che per tradizione è una vera mostra a cielo aperto, in uno scenario suggestivo, lungo la via davanti al santuario del Santissimo Crocefisso.

infiorata2021-2-300x400Un tappeto colorato realizzato all’insegna dell’originalità e della creatività: 6 quintali di segatura, colorata rigorosamente con le tempere naturali dei bambini, per unire armonicamente la bellezza dei colori con i simboli più autentici della devozione popolare. «Desidero ringraziare uno ad uno i miei preziosi collaboratori – dichiara il presidente della Pro loco Giovanni Cesetti – che in queste ultime settimane non si sono risparmiati neppure di notte per tenere viva una tradizione profondamente sentita a livello popolare e per rendere possibile la realizzazione, anche in questo tempo complesso, di un unico e lunghissimo tappeto floreale che i visitatori potranno ammirare dalla vigilia stessa dell’Ascensione. Ringrazio quindi Ramona Mariani, Jessica Mariani, Guido Ginobili, Luigi Ginobili, Sara Angeli, Emilio Petrelli, Giulia Picozzi, Ivana Fagiani, Anna Bonifazi, Roberto Vita, Giorgio Perroni, ai quali aggiungo i nostri stretti collaboratori volontari Patrizio Astolfi, Gina Mazzoni, Paolo Gorbini, Marco Pennesi, Giuseppe e Kevin Monterotti, Beatrice Perroni, Michela Miliozzi, Claudia Conti, Serena Mercuri, Gregorio, Edoardo e Alessio. Il tappeto prenderà avvio alla base con lo stemma del Comune di Mogliano, cui seguirà la riproduzione del Tau di San Francesco, della croce di San Michele, di un fiore che simbolicamente rievocherà e ricapitolerà tutte le precedenti infiorate e al quale seguiranno le lettere dell’Alfa e dell’Omega. Lo sforzo organizzativo mira a valorizzare un vero e proprio patrimonio culturale immateriale, perché il senso del sacro è alla base della nostra identità. Con mani al posto dei pennelli e la strada per tavolozza, ognuno ha un compito preciso. In ginocchio, mentre cala la notte, gli infioratori stanno distribuendo la segatura negli spazi assegnati, seguendo le indicazioni del bozzetto. Dietro ad ogni infiorata c’è un lavoro certosino che dura mesi: quest’anno abbiamo scelto una modalità semplice, ma che esprimesse nel gesto stesso il segno di una presenza, di una comunità che desidera mantenere vivo anche in questo tempo una tradizione che ci proietta nel futuro mantenendoci saldi nelle nostre solide radici».



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