Banca Macerata solida nella tempesta
«Ora pensiamo alla nostra nuova “casa”,
via al cantiere nelle prossime settimane»

ECONOMIA -L'istituto ha presentato il bilancio che registra quasi due milioni di utile. Il presidente Cavallini: «Godiamo di ottima salute». Il presidente onorario Tartuferi svela il progetto per la nuova sede lungo la Carrareccia: «Un’operazione che va anche a recuperare un luogo degradato e che contribuirà a migliorare la circolazione stradale grazie alle infrastrutture ed ai parcheggi collegati. Sarà conclusa nel giugno 2022»
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La presentazione di questo pomeriggio: da sinistra il presidente onorario Tartuferi, il presidente Cavallini e il direttore Rescigno

 

di Mauro Giustozzi (foto Fabio Falcioni)

Festeggia domani 15 anni dalla fondazione con tanti segni più, con una crescita che viene configurata nei numeri del bilancio e dell’aumento dei dipendenti regalandosi il sogno tanto atteso di una nuova sede. E’ il profilo di Banca Macerata, l’unico istituto bancario con reali radici sul territorio che ha saputo resistere in tutti questi anni alle bufere che hanno attraversato il mondo bancario e quello sociale: dalla crisi finanziaria del 2008, pochi anni dopo la sua apertura, al crollo del sistema bancario marchigiano con la sparizione dell’istituto che ne era il riferimento da sempre per arrivare al terremoto del 2016 ed alla più recente pandemia da covid 19. Banca Macerata ha saputo navigare in questi mari in tempesta, al punto di diventare un’istituzione ammirata e rispettata, sempre al fianco di imprese e famiglie maceratesi.

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Il presidente Ferdinando Cavallini

Presentando l’ennesimo bilancio in positivo del suo esercizio, un bilancio che segna quasi 2 milioni di euro di utile, indici patrimoniali confortanti a conferma della crescita e della solidità della banca che ha saputo meglio interpretare le difficoltà di cittadini ed imprese. «Dopo un anno e mezzo torniamo finalmente ad incontrarci in presenza –ha esordito il presidente di Banca Macerata, Ferdinando Cavallini- per porre all’attenzione della comunità quelli che sono i numeri ancora una volta positivi, che il nostro istituto ha inanellato nell’ultimo bilancio. Numeri dovuti ad una buona tenuta del settore manifatturiero nei nostri territori che non ha sofferto come altri comparti la crisi portata dal covid. Questo momento giunge a pochi giorni dal termine del mandato dell’attuale cda e devo sottolineare come i tre anni di questo mandato siano stati forieri di una gestione che ha colto risultati molto soddisfacenti. E’ stato incrementato il patrimonio netto di 5 milioni di euro e la raccolta diretta di 104 milioni di euro, quella indiretta di più di 38 milioni e gli impieghi di 44 milioni di euro. Sono state poste sotto assoluto controllo le partite deteriorate lorde, che sono passate dal 19,2% degli impieghi lordi di fine 2017, al 9,4% di fine 2020. In buona sostanza, Banca Macerata gode di ottima salute, che si è riflessa naturalmente anche in significativi utili, che nei tre anni si sono ragguagliati ad € 9,1 mln lordi (€ 6,2 mln. netti). Questo attraverso anche l’operato di chi ha guidato l’istituto in questo periodo con la continuità dovuta alla sinergia che c’è stata col presidente onorario Tartuferi, coi direttori generali Zucchini prima e Rescigno adesso».

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Il direttore Rescigno

Tra le note positive emerse ci sono quelle legate ad un istituto che si amplia e che ha visto nel nuovo punto consulenza di Civitanova, caratterizzato da elevata automazione e innovazione di processo, un importante punto di riferimento che pone le basi per l’ulteriore evoluzione di Banca Macerata in chiave tecnologica e la costituzione dell’unità private per rafforzare la capacità dell’azione commerciale del mercato. Aumenta anche i numero dei dipendenti con un occhio di riguardo alle giovani generazioni ed alle donne, visto che il numero dei lavoratori è passato dai 70 del 2019 agli attuali 75 di cui 41 sono donne e 34 uomini, con un’età media che rispetto allo scorso anno passa da 38,8 a 38. Soddisfazione che traspare anche dalle parole del direttore generale Francesco Rescigno, da poco più di un anno in questo ruolo, che chiude il suo primo bilancio con risultati di rilievo, nonostante le difficoltà determinate dalla pandemia nell’ultimo anno. «Utile netto a 1,9 milioni, raccolta complessiva da clientela + 17,5%; impieghi + 10%, Roe al 5,4% contro una media del sistema bancario inferiore al 2%. –ha ribadito Rescigno- Per effetto di tali andamenti, gli indici patrimoniali hanno registrato livelli di assoluta soddisfazione, al di sopra delle risultanze fatte registrare dalla media del sistema: al 31 dicembre 2020 il Cet 1 ratio si è attestato al 15,20% ed il Total Capital ratio al 15,82%. Da sottolineare il valore del Texas ratio che dal 94% del 2015 è ora al 47%. La raccolta diretta è al 13,22% contro il 6% del dato nazionale, con 411 milioni derivati dalla raccolta diretta e 144 da quella indiretta. Gli impieghi sono di 754 milioni di euro, con un più 118 milioni sul 2019 ed in sette anni questa cifra si è addirittura raddoppiata. Voglio poi ricordare come Banca Macerata si sia spesa molto nel sociale che ha riguardato interventi a favore della sanità pubblica, delle associazioni sportive e di eventi rilevanti per la città come il nome al palasport di Fontescodella e l’abbinamento a Musicultura».
BancaMacerata_FF-3-325x217 E’ toccato infine al presidente onorario nonché fondate di Banca Macerata, Loris Tartuferi, svelare il progetto della nuova ‘Casa della Banca’ come è stata ribattezzata, la nuova sede che sarà costruita in località Acquevive, lungo la strada Carrareccia, e che ospiterà la nuova sede direzionale e rappresentativa. Un’operazione che va anche a recuperare un luogo degradato e che contribuirà a migliorare la circolazione stradale grazie alle infrastrutture ed ai parcheggi collegati. Il via al cantiere è previsto nelle prossime settimane con la conclusione indicata nel giugno 2022. L’area disponibile è di 15 mila mq, di cui circa 2,7 mila mq che saranno occupati dalla nuova costruzione ed altri 5/6 mila metri quadrati destinati ad un parcheggio di uso privato e pubblico. «Finalmente si avvera questo sogno –ha dichiarato Loris Tartuferi- che abbiamo in mente da cinque anni ma che ha subito rallentamenti nel suo iter di progettazione. Ora ci siamo, sono stati superati tutti i problemi e si può partire. La proposta del nostro istituto riqualifica una zona molto degradata, risulterà integrata nel contesto paesaggistico, rispettandone immagine e conformazione, ma allo stesso tempo possiede naturalmente un carattere particolare e distintivo che rende l’opera un elemento unico, architettonicamente e strutturalmente rappresentativo. Il complesso edilizio perciò non utilizza forme inconsuete o materiali sfarzosi ma si configura, pur nella sua contemporaneità, con forme legate alla tradizione, all’architettura dei luoghi, con materiali semplici ma di qualità, ecosostenibili e riciclabili, senza mimetismi e senza protagonismi».

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