Case della salute, proposta respinta:
«Parcaroli si vanta di Villalba
Dimentica che è sanità privata»

MACERATA - La delusione di Alberto Cicarè per la bocciatura dell'ordine del giorno: «Hanno detto che è troppo presto. Come se in Toscana ed Emilia non fossero già ampiamente diffuse e apprezzate». L'opposizione ha votato tutta sì, compresa Elisabetta Garbati: «Sono strutture fondamentali per ridurre gli accessi al Pronto soccorso»
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Alberto Cicarè in Consiglio comunale

 

di Federica Nardi

Bocciata la proposta di istituire Case della salute a Macerata. La maggioranza ha detto no in Consiglio comunale, mentre le opposizioni hanno votato sì in modo compatto. Un muro contro muro con al centro la proposta di Alberto Cicarè, Strada comune-Potere al Popolo, che commenta la bocciatura mostrando molta delusione. E lasciandosi anche andare a esternazioni particolarmente colorite sulla vicenda che ieri ha acceso il dibattito in città: il commento dell’assessora Laura Laviano contro il noto cantante Fedez.

«Io non so se ho avuto mai le palle (Cicarè, come Laviano, utilizza delle emoticon al posto della parola, ndr) tanto evocate dall’assessora Laviano (la immagino circondata da uomini col petto in fuori e gambe divaricate, che non devono chiedere mai), ma so che ieri le suddette mi sono cadute in Consiglio comunale, di fronte alla bocciatura della nostra proposta sulle Case della Salute – ha scritto Cicarè sulla sua pagina Facebook -. Immaginate un cambiamento radicale nel rapporto tra cittadino e struttura sanitaria. Io cittadino posso andare ogni giorno della settimana, per tutto il giorno, in un luogo dove riesco a trovare tanti servizi di base e specialistici, senza per forza dovermi rivolgere all’ospedale o alla clinica privata, o dover attendere i turni sporadici del mio medico di base. Il Recovery Plan illustrato ieri da Draghi promette di investire molto su questo tipo di strutture, che consentono di ridurre gli accessi al pronto soccorso trattando i casi configurati come codici bianchi, di accogliere le dimissioni protette dagli ospedali curando il percorso personalizzato di cura, di fornire servizi infermieristici diffusi, di integrare cura sanitaria e sociale tramite la presenza di assistenti sociali. Bene, sindaco e maggioranza hanno respinto la proposta. Con motivazioni francamente risibili. Ho sentito Parcaroli vantare Villalba come una struttura territoriale d’eccellenza. Mi è toccato ricordargli che si tratta di una clinica privata, e che le strutture private vivono delle insufficienze del servizio pubblico. Hanno detto che è troppo presto. Come se in Toscana ed Emilia non fossero già ampiamente diffuse e apprezzate. Ma forse è vero, sono idee troppo complesse e innovative. Ci vogliono cuore e cervello, poche palle».

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Elisabetta Garbati

Delusa per la bocciatura anche Elisabetta Garbati di Macerata Rinnova, che aveva sostenuto convintamente la proposta di Cicaré: «Abbiamo voluto appoggiare caldamente questo ordine del giorno perché siamo fortemente convinti come sia importante incentivare la realizzazione di Case della Salute anche nel nostro territorio, strutture molto importanti per i cittadini soprattutto in questo momento storico di pandemia. Ne ha parlato anche Mario Draghi a febbraio quando ha tenuto il suo primo discorso al Senato. Il premier ha ribadito il concetto della necessità di rafforzare e ridisegnare la sanità territoriale partendo dalla rete di servizi di base. Da questo ne è uscito un elenco in cima al quale c’erano appunto le cosiddette Case della Salute che Draghi ha definito Case della Comunità, luoghi vicini ai cittadini dal punto di vista assistenziale, collocati in zone strategiche facilmente raggiungibili da chi ne ha bisogno. Le Case della Comunità sono luoghi in cui medici di base, medici specialisti, infermieri, ostetriche, psicologi e associazioni di volontariato, lavorano insieme unendo le forze sanitarie per risolvere i problemi di salute della città. Secondo il centro studi della camera dei deputati nelle Marche sono attive 21 Case della salute, introdotte nel nostro territorio a partire dal 2013, attraverso la riconversione di 13 ospedali in strutture finalizzate all’erogazione di cure intermedie lungodegenza, sei anni dopo la legge finanziaria nazionale che ne aveva autorizzato per prima la sperimentazione. L’insieme delle cure extra ospedaliere raggiungono i pazienti dentro le mura domestiche negli studi dei medici di famiglia o appunto nelle Case della Salute – aggiunge Garbati -, sono queste ultime a giocare un ruolo importante che consentirebbe di affidare agli ospedali solo le esigenze sanitarie acute, riducendo i ricoveri inappropriati e spostando a livello del territorio le prestazioni meno complesse. Un’indagine pubblicata dall’agenzia sanitaria della regione Emilia-Romagna relativa all’impatto delle Case della Salute sul territorio nel decennio 2009 – 2019 evidenzia come dove c’è una Casa della Salute, vi è una riduzione del 16% di accessi al pronto soccorso per cause che non richiedono interventi urgenti, la percentuale arriva al 25,7% quando il medico di medicina generale opera all’interno delle stesse, e si intensifica l’assistenza domiciliare al paziente sia infermieristica che medica a più del 9,5%. Dai dati a disposizione emerge inoltre una importante riduzione del 2,4% dei ricoveri ospedalieri per le patologie croniche che possono essere curate a livello ambulatoriale come il diabete, la bronco-pneumopatia cronica ostruttiva e lo scompenso cardiaco; in questo modo si vengono a ridurre i ricoveri ospedalieri inutili, che oltre ad aumentare la spesa sanitaria, creano disagi per i pazienti, costretti oggi più che mai ad una degenza solitaria, priva di assistenza e conforto familiare, con risvolti anche psicologici».

Macerata Rinnova cerca di guardare al futuro «per una buona sanità, attraverso la riduzione dei ricoveri impropri, la riduzione dei codici bianchi al pronto soccorso, una maggiore appropriatezza prescrittiva, la deospedalizzazione dei malati cronici, lavorando sulla prevenzione delle complicanze dei pazienti. Tutto per il bene dei cittadini e della città intera», conclude Garbati.

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