«Dopo aver perso tutto
ha piantato mille ciliegi»
MOSTRA - La storia di Tagashi Paolo Nagai diventa un'esposizione online voluta dall’Ordine provinciale dei medici di Macerata. L'evento venerdì prossimo alle 21 sul canale youtube del Centro Nuova Cultura

La mostra al Meeting di Rimini
di Luca Patrassi
E’ una mostra di grande attualità, per i temi ad essa collegati, ma anche capace di dare visione a chi cerca orizzonti. «Annuncio da Nagasaki. Tagashi Paolo Nagai la vicenda umana di un medico che testimonia una speranza anche per oggi» è il titolo dell’iniziativa che l’Ordine provinciale dei medici di Macerata e Il centro Nuova Cultura di Macerata hanno messo in programma per venerdì prossimo con inizio alle 21 sul canale youtube del Centro Nuova Cultura: presentazione online della mostra del Meeting di Rimini.

Una delle foto in mostra
Iniziativa forzatamente online per via della pandemia in atto, ad intervenire saranno il presidente dell’Ordine dei medici Romano Mari, la curatrice della mostra Paola Marenco mentre il ruolo di moderatore sarà svolto dal dottor Mariano Avio. Ed è Mariano Avio ad illustrare l’appuntamento di venerdì 9 aprile e le sue motivazioni: «E’ un messaggio molto attuale, la pandemia che ci ha investito ci ha costretto a riconoscere il limite, ha lanciato la sua sfida a tutta la nostra paura e alle nostre domande, anche a chi si è chiuso nella sua microzona personale». Come si risponde? «Di cosa abbiamo bisogno – dice Mariano Avio, medico di base, impegnato nel volontariato e tra le altre cose responsabile del servizio medico del Pellegrinaggio a Loreto e medico sociale della Lube volley – per stare di fronte a una circostanza drammatica? La risposta non è nelle nostre strategie, ci vuole una presenza come il dottor Tagashi Paolo Nagai, ci ha fatto vedere come abbracciare le circostanze in certi momenti, con un annuncio di bene e di speranza, punto di partenza per la ricostruzione di un popolo. La bomba atomica gli uccide la moglie e 60mila concittadini, lui è malato di leucemia ma è stato annuncio di bene e testimone della Provvidenza, punto di gioia e di ricostruzione.
Nagai era un medico radiologo, pensava che fare il medico significasse salvare vite e fornire grandi performances e ha scoperto che essere medici significa invece soffrire quando il paziente soffre, aver paura quando il paziente ha paura. Essere medico è quello che fai e quello che sei, ogni gesto è importante: non a caso nella locandina abbiano inserito due immagini, quella del medico di cui parliamo e quella dell’infermiera del Salesi sdraiata vicino al bimbo malato, simboleggia l’idea della tenerezza e della speranza di cui abbiamo bisogno oggi. Non basta la prestazione, ma occorrono piccoli gesti che ti aprono il cuore. Il dottore giapponese aveva perso tutto ma ha ricominciato, con i primi soldi ha piantato mille ciliegi per far rinascere e rifiorire la vita di ognuno. La vita ricomincia anche se le circostanze sono diverse ma è in questi momenti che si gioca la nostra umanità».

