Il ricordo delle vittime delle Foibe,
corona d’alloro e docufilm di Cristicchi
«Una tragedia troppo a lungo taciuta»
CIVITANOVA - Il sindaco Fabrizio Ciarapica ha sottolineato l'importanza della ricorrenza: «Fatti gravi che non devono accadere mai più». Tra le iniziative la proiezione di un documentario del cantautore

Il sindaco Fabrizio Ciarapica, il presidente del consiglio Claudio Morresi e l’assessore Barbara Capponi
di Laura Boccanera
«Civitanova non vuole dimenticare fatti gravi della nostra storia recente per troppo tempo sottaciuti. Una tragedia italiana che non deve ripetersi e deve essere ricordata». Il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica ha ricordato così questa mattina le vittime delle foibe per il Giorno del ricordo. Per l’occasione è stato celebrato un consiglio comunale aperto che ha visto la partecipazione delle scuole e che per la prima volta ha dato spazio, oltre agli interventi, alla visione della docu fiction “Magazzino 18” un film di Simone Cristicchi sulla tragedia dalmata istriana. La cerimonia di commemorazione è stata aperta con la deposizione di una corona di alloro, da parte del sindaco Fabrizio Ciarapica, del presidente del consiglio comunale Claudio Morresi e dell’assessore ai servizi sociali Barbara Capponi al monumento dei martiri delle foibe in piazza Abba.
«Oggi siamo qui per ricordare fatti gravi della nostra storia recente, una storia tutta italiana, affinché un numero più ampio di studenti, seppur in modalità diversa dagli scorsi anni causa pandemia, possa partecipare e conoscere un periodo triste e drammatico dell’Italia e per non commettere più in futuro errori così grandi. Solo nel 2004, si ottenne un riconoscimento di una tragedia che per molti anni era stata sottaciuta anzi omessa intenzionalmente e solo da quella data possiamo parlare ufficialmente del “giorno del ricordo”. Le motivazioni di un tale grave ritardo sono molte e complicate e comprendono anche responsabilità di grandi capi di governo, forze contrapposte politicamente che per tanti anni non avevano l’interesse di far sapere. Italiani massacrati e dimenticati in queste grandi fosse, almeno 20mila le vittime uccise e circa 300 mila le persone costrette in un brevissimo arco di tempo a lasciare tutto per mettersi in salvo e sparpagliarsi, esuli, sul territorio italiano. Tra questi anche un cittadino civitanovese che abbiamo avuto ospite due anni fa in questa stessa giornata, Lucio Sotte». Per l’occasione il Comune ha noleggiato “Magazzino 18” un film che nel 2013 e nel 2014, Simone Cristicchi, cantante di successo, portò nei teatri come rappresentazione. Il Magazzino effettivamente esiste e si trova nel Porto Vecchio di Trieste ed è uno spazio dedicato alla memoria delle vittime. Il video rimarrà visibile fino a domani nel sito del comune nella sezione “streaming del consiglio comunale” e da parte dell’assessore Capponi l’invito è a guardarlo questa sera in famiglia assieme ai propri figli: «ho conosciuto questa testimonianza grazie alla canzone “Dentro la buca” usata qualche anno fa da una classe per un lavoro sulle foibe. Da lì ho proposto di vedere insieme per questa occasione il film perché credo che oltre all’aspetto storico questo lavoro testimoni anche altro. E in particolare mi riferisco all’aspetto educativo. Cristicchi fornisce un quadro impietoso da entrambe le parti, partigiani come fascisti, c’è il tema della valigia che ancora oggi altri popoli si trovano a condividere con quelle popolazioni che dovettero lasciare la propria terra e vennero accolti fra l’indifferenza e il rifiuto. Ma c’è anche la critica al cinismo e all’indifferenza del quotidiano».
La storia narra di un funzionario ministeriale che si ritrova a dover sgomberare un magazzino, il magazzino 18 che però in realtà custodisce la memoria delle popolazioni massacrate negli oggetti sopravvissuti ai loro proprietari. Francesco Bongiovanni, studente della classe quinta del Grafico “Bonifazi”, ha realizzato il manifesto scelto per questa edizione del Giorno del Ricordo. «Sono onorato per la scelta del mio manifesto, ma voglio complimentarmi con i miei compagni di classe perché tutti gli elaborati sono interessanti – ha detto -. Mi sono ispirato alla frase di Cristicchi, tutti i segreti dentro la buca, che mi ha spinto a riflettere sul concetto di indifferenza, il fatto che le persone sapessero ma rimanessero in silenzio, accettassero quello che avveniva, l’indifferenza è una malattia morale».