«Niente borsa di studio per un cavillo,
mi sono ritrovata senza soldi e alloggio:
è stato distrutto il mio sogno»

LAIS DOS SANTOS REIS è brasiliana. Venuta in Italia si è iscritta a Unimc, ma nella sua nazione non esiste il documento dello Stato di famiglia e l'Erdis ha deciso di revocare il contributo. «Senza non posso permettermi di frequentare l’università. Per un po' mi hanno aiutato gli amici, ora ho trovato un impiego a Piacenza ma non basta e dovrò tornare nel mio Paese. Provo grande amarezza, pensavo che qui tutti avessero diritto a studiare, invece è solo per ricchi»
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email
lais_dos_santos_reis

Lais Dos Santos De Reis

 

di Alessandra Pierini

Non è bastato neanche l’intervento del console brasiliano a Roma per assicurare a Lais Dos Santos Reis una borsa di studio che le avrebbe permesso di studiare all’Università di Macerata. La ragazza, brasiliana, arrivata in Italia, si è vista revocare dall’Erdis la borsa di studio. Tutta colpa dello stato di famiglia, documento che in Italia è normale, diffuso e necessario per una serie di pratiche ma in Brasile non esiste. E l’Erdis (ente che si occupa del sostegno allo studio) non ha riconosciuto valido neanche l’ attestazione riguardo la veridicità e validità del documento equipollente prodotta dal console. Così Lais, dopo aver tentato ogni strada possibile, sarà costretta a tornare a casa in Brasile «con la triste consapevolezza  – dice – che in Italia le discriminazioni sono ben più grandi di quelle del mio Paese e quindi studiare è solo per i ricchi».

Come mai ha deciso di venire in Italia?
«Quando ero piccola a scuola ho conosciuto l’Italia attraverso storia dell’arte, e ne sono rimasta completamente affascinata. Il mio sogno era riuscire a venire in Italia per poter perfezionare gli studi. Purtroppo per me era un sogno irraggiungibile in quanto la mia condizione economica e quella della mia famiglia non mi avrebbero mai permesso di realizzarlo. Poi, due miei carissimi amici italiani che mi conoscevano da quando avevo 14 anni si sono prodigati per far si che questo sogno si avverasse, sostenendo da una parte le spese per poter venire in Italia (biglietto, documenti, assicurazioni, e tutto quello di cui avrei avuto bisogno in Italia) e dall’altra occupandosi di tutte le pratiche che servivano per poter avere il visto di studio e iscrizione all’università».

Si è iscritta all’Università di Macerata? Quando?
«Sono riuscita ad arrivare in Italia a dicembre del 2019 riuscendomi ad iscrivere al primo anno della laurea magistrale Iturdem».

Le hanno riconosciuto una borsa di studio?
«Sì. Questa è stata la condizione essenziale per poter venire a studiare a Macerata, in quanto né io né la mia famiglia avremmo avuto la forza economica per poter sostenermi agli studi in Italia. Avevo toccato il cielo con un dito. Il sogno che si avverava».

Poi cosa è successo?
«Poi è successo quello che non avrei mai pensato. L’Erdis, a maggio ha revocato la borsa di studio. Il motivo di questa revoca sta nel non aver voluto riconoscere un certificato emesso in Brasile che attestava alcuni requisiti necessari quali il mio stato di famiglia e lo status di casalinga di mia madre. Requisiti richiesti ai fini dell’erogazione della borsa di studio. Ovviamente il documento da me prodotto era equipollente, in quanto in Brasile non esiste né un certificato di stato di famiglia come in Italia né un certificato di disoccupazione. Quindi questo documento è stato redatto dagli uffici pubblici competenti brasiliani, poi tradotto e apostillato (le indicazioni di quale documento potesse essere considerato equipollente mi sono state date dal consolato italiano in Brasile e confermate dal consolato brasiliano in Italia). Ma nonostante questo la responsabile del procedimento, non ne ha voluto riconoscere la validità. A questo punto è intervenuto anche il console brasiliano di Roma, redigendo una ulteriore attestazione riguardo la veridicità e validità del documento, dichiarandone la validità legale in Italia, ma neanche questo è stato sufficiente per far si che  cambiasse l’ interpretazione. Cosi mi sono ritrovata a maggio senza più il sostegno economico della borsa di studio, ma soprattutto dovendo sopportare il pagamento anche le tasse universitarie».

Cosa ha fatto in questi mesi?
«Immagini la mia situazione. Sola, senza soldi, in pieno lockdown in un paese straniero. Sono riuscita a non sprofondare solo grazie al continuo sostegno dei miei amici. Sostegno economico e psicologico, perché la mia condizione cominciava ad essere drammatica. La situazione poi si è resa ancora più pesante quando ho saputo che mia madre stava molto male in quanto aveva contratto il covid e io ero qui a Macerata bloccata senza avere la possibilità di aiutarla in nessun modo. Mi sentivo sprofondare sempre di più. Senza borsa di studio, da luglio sarei stata anche senza un alloggio, senza il visto perché a causa del covid ancora non era stato emesso. Cosi sono stata ospite ancora una volta dei miei amici, ed insieme abbiamo tentato di trovare un lavoro per me così da poter riuscire a mantenermi. Ovviamente la ricerca è stata vana, primo perché a causa della pandemia e lockdown trovare un lavoro per me, straniera extracomunitaria è stato praticamente impossibile, secondo, essendo il mio visto per studio, non permette la possibilità di lavorare per più di 24 ore per settimana. Intanto era arrivato luglio. Attraverso un sito di ragazze alla pari sono stata contattata da una famiglia di Piacenza a cui serviva una persona che si occupasse dei figli. Così mi sono trasferita da loro, in quanto la mia prima grande preoccupazione era trovare un posto dove vivere».

Cosa farà in futuro?
«Purtroppo  la mia situazione non è migliorata molto, dal punto di vista economico perché i pochi soldi che riesco a mettere da parte non sono sufficienti per poter sostenermi agli studi. I costi delle tasse universitarie, i costi per il rinnovo del visto, dell’assicurazione sanitaria, la possibilità di trovare un alloggio, sono troppo alti da poter sostenere senza borsa di studio. Quindi nonostante sia riuscita a dare tre esami e aver voluto in tutti modi cercare di realizzare questo sogno non riesco più a far fronte a questa situazione, che ogni giorno si fa sempre più pesante e insostenibile. Sono quindi costretta purtroppo a dover rinunciare agli studi e ritornare in Brasile.
Dopo un anno vissuto tra incertezze, lacrime, solitudine e impotenza, la cosa che più mi fa star male è che il mio futuro è stato deciso non da me, ma dal volere di una singola persona la quale in virtù di un cavillo burocratico interpretabile, discutibile, le lascia totale potere valutativo. Non capisco come una università come Macerata possa permettere che esistano simili disparità di trattamento a seconda del Paese di provenienza. Non si tratta solo del mio caso personale, ma ad essere coinvolto è l’intero mio Paese, in quanto chiunque dal Brasile volesse venire a studiare a Macerata grazie alle borse di studio, non potrebbe accedervi in quanto la documentazione producibile non risulterebbe “adeguata” alle valutazioni del funzionario di turno. L’università di Macerata per quanto mi riguarda ha perso un’ottima oppurtunità di allargare la sua offerta oltre oceano in un paese come il Brasile in cui ogni anno più di 2800 studenti vengono in Italia per continuare gli studi. Rimango profondamente indignata per i comportamenti e le modalità con cui sommariamente l’Erdis ha liquidato la mia posizione. Pensavo che in Italia studiare fosse un diritto garantito tutti, soprattutto alle fasce più deboli. Ero venuta in Italia con tanti sogni e speranze, pensando di poter costruirmi una vita migliore, invece torno in Brasile sconfitta, amareggiata e con la triste consapevolezza che in Italia le discriminazioni sono ben più grandi di quelle del mio Paese e quindi studiare è solo per i ricchi».



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X