Dpcm, sale la protesta:
Baristi e ristoratori in Regione
Addetti dello spettacolo venerdì in piazza

ANCONA – Ieri sera i manifestanti provenienti da varie province si sono ritrovati davanti a Palazzo Raffaello e sono stati ascoltati dal vice presidente di regione  e assessore alle Attività produttive, Mirco Carloni. Oltre 6mila lavoratori si preparano a manifestare in piazza del Plebiscito
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La protesta di ieri sera davanti a Palazzo Raffaello: i manifestanti parlano con il vice presidente Mirco Carloni

Una cinquantina di baristi e ristoratori, gestori di palestre e personal trainer delle Marche ieri sera si sono dati appuntamento davanti a Palazzo Raffaello, sede della Regione  per protestare contro il nuovo Dpcm che impone la chiusura alle 18 dei locali e lo stop forzato fino al 24 novembre per palestre, teatri e cinema. Una manifestazione autorizzata alla quale hanno partecipato operatori arrivati anche dal Maceratese, dal Fermano e dal Pesarese. I manifestanti sono stati ascoltati dal vice presidente di Regione e assessore alle Attività produttive, Mirco Carloni. «Ho incontrato i manifestanti sotto il Palazzo della Regione Marche. – ha spiegato Mirco Carloni in un post sui social media- Dobbiamo rispettare le regole per evitare il diffondersi del virus ma non è giusto scaricare su palestre, ristoranti e bar le mancanze. Questo Dpcm deve essere cambiato lo abbiamo detto in Conferenza Stato Regioni ma non siamo stati ascoltati, ovviamente lavoriamo ancora sperando di fare cambiare idea al governo». Il presidente Acquaroli e lo stesso Carloni  sono tra gli amministratori che hanno avanzato la richiesta di contributi immediati come ristoro per le categorie più penalizzate.

Intanto si preparano  a scendere in piazza tecnici di scena, operatori dei service, coreografi, registi, danzatrici, professori d’orchestra, cantanti e attori. Saranno oltre un centinaio le lavoratrici ed i lavoratori dello spettacolo delle Marche, che venerdì 30 ottobre dalle 10,30 alle 13 osservando le regole anticontagio, manifesteranno ad Ancona in piazza del Plebiscito, per chiedere un intervento urgente sul settore. La manifestazione sarà in contemporanea nazionale insieme a tutte le altre regioni, stesso giorno, stessa ora, per unire in unico momento tutto il paese.

«L’emergenza Covid-19 ha evidenziato la debolezza strutturale dell’intero settore, da anni interessato da un inesorabile processo di precarizzazione, i cui esiti porteranno ad una perdita di professionalità e posti di lavoro. – sottolineano le organizzazioni sindacali Cgil Slc, Cisl Fistel e Uil Uilcom che promuovono con i lavoratori dello spettacolo la manifestazione – Per questo si chiede d’ intervenire sia a livello nazionale sia regionale. Nelle Marche si contano circa 6000 addetti che, per la maggior parte, sono precari. Le richieste, a livello nazionale, riguardano la necessità di una riforma complessiva che porti ad un reddito di continuità, diritti e tutele universali, come la malattia e la maternità spesso inesistenti. A livello regionale, si chiede di affrontare l’emergenza ma soprattutto di guardare al futuro ed ottenere interventi strutturali come l’aggiornamento della legge regionale sullo spettacolo ferma al 2009, costituire un tavolo permanente con i rappresentanti sindacali e degli artisti, individuare forme di sostegno alle realtà strutturate (Form, Marche Teatro, ecc.) ma anche a quel tessuto di compagnie e singoli artisti, fuori dal Fus (fondo unico dello spettacolo), censire ed assegnare gratuitamente gli spazi per tecnici e artisti. Inoltre, si chiede di sostenere e valorizzare gli artisti marchigiani e individuare forme di sostegno con borse di ricerca».

Le organizzazioni sindacali sollecitano, infine, «un ripensamento delle forme di sostegno alla cultura, soprattutto in funzione del miglioramento della qualità del lavoro: nessun progetto culturale è credibile se è basato su condizioni economiche e normative che producono concorrenza sleale, se non prevede risorse economiche sufficienti a sostenere e rendere stabile il lavoro degli operatori. I lavoratori dello spettacolo rappresentano una ricchezza difficilmente sostituibile e, senza questo cambio di direzione, giungeremo alla desertificazione professionale e al conseguente calo di qualità delle produzioni. Un implicito invito ai nostri giovani a lasciare la nostra regione e il nostro paese» chiude la nota di Cgil Slc, Cisl Fistel e Uil Uilcom.



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