Palpeggiatore seriale in manette
dopo la condanna a 6 anni

PORTO RECANATI - Nizar Ben Fredi, 21enne tunisino, tra il 2017 e il 2018 aveva molestato in strada diverse donne. In un caso aveva anche violentato una ragazza minorenne. I carabinieri lo hanno arrestato, ora è in carcere a Fermo
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di Laura Boccanera

Sei anni di reclusione per Nizar Ben Fredi, il tunisino 21enne che nel 2018 aveva tentato ripetuti approcci nei confronti di diverse donne di Porto Recanati seminando il panico. L’uomo è stato arrestato in seguito alla condanna. Alla scarcerazione lo aspetta l’espulsione dal territorio nazionale. Si conclude cos in via definitiva. Si conclude così una vicenda iniziata nel 2018 quando il tunisino, all’epoca appena 19enne aveva iniziato ad infastidire in maniera molesta donne di ogni età che incontrava sul proprio percorso. Le inseguiva, le fermava, afferrava e palpeggiava, spesso praticava su di sé autoerotismo. Quattro almeno gli episodi più gravi, fra cui una minorenne violentata fuori da un locale. Numerose le segnalazioni che in quei mesi arrivavano alle forze dell’ordine: in spiaggia, in pieno centro, ovunque. Nizar Ben Fredi spesso tentava un approccio maldestro, ma comunque sempre aggressivo e molesto e su di lui erano partite le indagini condotte dai carabinieri della stazione di Porto Recanati sulla base delle numerose segnalazioni ricevute. Il primo caso è avvenuto il 14 gennaio 2018. Aveva costretto una passante, dopo averla afferrata da dietro, a subire palpeggiamenti. In quel caso inoltre avrebbe anche strappato la collana d’oro che la donna aveva al collo.  Il 6 febbraio, ancora a Porto Recanti, si sarebbe avvicinato ad un’altra donna, per poi stringerla contro una parete per impedirle la fuga e l’aveva palpeggiata. Il 16 febbraio aveva tappato la bocca ad una donna per non farla urlare, l’aveva trascinata a terra e portata dietro ad uno stabilimento balneare per poi immobilizzarla e abbassarle i pantaloni nel tentativo di avere con lei un rapporto sessuale. La donna a causa di quell’aggressione aveva riportato ferite alla schiena e al volto. Poi l’ultimo, il più grave con le due ragazze minorenni nella notte tra Pasqua e Pasquetta. Dopo la denuncia delle ragazze erano partite le indagini che avevano portato a individuare nel 20enne tunisino il responsabile della violenza e del tentativo. Ieri i militari lo hanno arrestato dando corso all’ordine di carcerazione emesso dalla Procura per violenza sessuale aggravata, oltre alle pene accessorie di interdizione da uffici e incarichi e l’interdizione legale e la sospensione della potestà genitoriale. Dopo aver espiato un periodo di detenzione agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nel suo appartamento all’Hotel House, ieri è stato trasferito nel carcere di Fermo.

 

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