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Violentatore seriale sotto accusa,
tra le vittime una 17enne

PORTO RECANATI - Un 20enne avrebbe costretto 4 donne a subire atti sessuali. Per una quinta si parla di un tentativo. Un episodio riguarda una minorenne che era stata in discoteca con una amica. Il difensore ha chiesto una perizia sull'imputato che però il gup del tribunale di Macerata non ha ammesso dando però l'ok al rito abbrevviato

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di Gianluca Ginella

Donne fermate in strada e palpeggiate, una minorenne violentata dopo la notte in discoteca: è un lungo capo di imputazione quello contestato ad un 20enne tunisino, già condannato nel novembre 2018 a 1 anno e 8 mesi per aver palpeggiato una donna. Oggi il giovane è tornato a comparire davanti al gup del tribunale di Macerata. Gli venivano contestate 4 violenze sessuali, un tentativo di violenza, la rapina di una collana ad una delle vittime, e lesioni. Il 20enne si trova in carcere dopo un ulteriore episodio (che non viene contestato in questo procedimento). Si tratta di un palpeggiamento ad una donna avvenuto all’Hotel House di Porto Recanati (episodio che lui nega). Secondo il legale del 20enne, l’avvocato Emauele Senesi, «tra le vittime c’erano anche donne sui 60 anni, una che era in giro con la figlia in carrozzina, una che era stata colpita da ictus. E’ evidente per la varietà delle vittime che ha qualche patologia» ha detto l’avvocato Senesi che ha chiesto al giudice di fare il processo con rito abbreviato condizionato da una perizia.

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L’avvocato Emanuele Senesi

Il giudice ha ammesso il rito abbreviato ma senza perizia. Il giovane in udienza ha chiesto scusa al giudice e ha detto di aver compreso la gravità di ciò che ha fatto. Prossima udienza il 17 luglio. Un primo episodio contestato al 20enne risale al 14 gennaio 2018 ed era avvenuto a Porto Recanati. Avrebbe costretto una passante, dopo averla afferrata da dietro, a subire palpeggiamenti. In quel caso inoltre avrebbe anche strappato la collana d’oro che la donna aveva al collo (da qui la contestazione di rapina). Il 6 febbraio, ancora a Porto Recanti, si sarebbe avvicinato ad un’altra donna, per poi stringerla contro una parete per impedirle la fuga e l’avrebbe palpeggiata. Il 16 febbraio ennesimo episodio contestato. Sempre a Porto Recanati, avrebbe tappato la bocca ad una donna per non farla urlare, l’avrebbe trascinata a terra e portata dietro ad uno stabilimento balneare per poi immobilizzarla – dice l’accusa –, e abbassarle i pantaloni nel tentativo di avere con lei un rapporto sessuale. La donna a causa di quell’aggressione aveva riportato ferite alla schiena e al volto guaribili in 10 giorni. Altri due episodi contestati hanno come vittime due ragazze minorenni (una del Maceratese e l’altra del Fermano) che erano state in discoteca a Porto Recanati. Il giovane avrebbe prima cercato di avere un rapporto con una di loro, che era ubriaca, ma aveva dovuto rinunciarci perché era arrivata l’amica di questa, una 17enne. A quel punto, dice l’accusa, avrebbe costretto la 17enne ad avere un rapporto sessuale completo dopo averla immobilizzata. Un fatto che era avvenuto il primo aprile 2018, la notte tra Pasqua e Pasquetta. Dopo la denuncia delle ragazze erano partite le indagini che avevano portato a individuare nel 20enne tunisino il responsabile della violenza e del tentativo.

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