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Malore fatale dopo la visita,
inchiesta per omicidio colposo:
la famiglia si oppone all’archiviazione

SAN SEVERINO - Alfons Kaja, giovane papà di 33 anni, era morto a maggio dello scorso anno per un infarto accusato in auto mentre stava andando al lavoro. Per il consulente nominato dalla procura non c'è nesso di casualità tra il decesso e la condotta dei sanitari che l'avevano visitato la sera prima. Gli avvocati Falvo e Ciconte hanno presentato opposizione per conto dei familiari: «Al pronto soccorso non fu rispettato il protocollo»

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Alfons Kaja con la sua bimba

 

di Giovanni De Franceschi

Muore per un infarto mentre sta andando al lavoro, la procura chiede l’archiviazione dell’inchiesta per omicidio colposo. La famiglia non ci sta e fa opposizione. La vicenda riguarda la morte di Alfons Kaja, il 33enne morto verso le 4,30 sulla strada tra San Severino e Tolentino nel maggio dell’anno scorso. L’uomo, un giovane padre di origine albanese che viveva a San Severino con la moglie Ada incinta e una bimba di 3 anni e mezzo quella notte stava andando al lavoro, era un autotrasportatore: ha accusato un malore, si è schiantato ed è morto. Il punto su cui punta la famiglia è che la sera prima era stato al pronto soccorso settempedano, e da lì sarebbe stato dimesso senza tutte le necessarie verifiche. Per questo la famiglia, con gli avvocati Filippo Ciconte per il civile e Barbara Falvo per il penale, aveva presentato un esposto. Da lì il sostituto procuratore Claudio Rastrelli aveva fatto partire un’indagine per omicidio colposo, prima senza indagati, poi iscrivendo nel registro degli indagati un’infermiera e un medico del pronto soccorso di San Severino e una guardia medica.

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L’avvocato Barbara Falvo

Era stata fatta l’autopsia, affidata al medico legale Roberto Scendoni e poi una seconda perizia affidata al cardiologo Giampiero Perna. La certezza emersa dagli esami è che Kaja è morto d’infarto. Resta da chiarire se si sarebbe potuta evitare o meno, se cioè ci sia una responsabilità dei sanitari che visitarono il 33enne la sera prima della morte. Secondo i legali della famiglia c’è, secondo la procura no e infatti è stata chiesta l’archiviazione a cui è stata presentata opposizione. Si è in attesa della fissazione dell’udienza dal gip. «Kaja – spiega l’avvocato Falvo – aveva riferito di un dolore ai lati del collo che arrivava fino al petto e al braccio destro, anzi aveva detto che ce l’aveva dal giorno precedente. La prima cosa da fare secondo il protocollo era quindi un elettrocardiogramma, dal quale si sarebbe potuto vedere che c’era un infarto in corso. Inoltre il dottor Scendoni che ha svolto l’autopsia e la relativa relazione, ha poi concluso dichiarando la sua incompatibilità nel giudicare l’operato di medici e infermieri dell’ospedale di San Severino, in quanto ha rapporti di lavoro con l’Area Vasta 3».

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L’avvocato Filippo Ciconte

«Per questo – continua il legale – è stato poi nominato il cardiologo Perna per un’altra perizia, che ha concluso escludendo un nesso di casualità tra l’operato dei sanitari e la morte. Inoltre il cardiologo parla di una patologia polmonare per la quale Kaja sarebbe comunque morto nel giro di qualche anno, patologia che però non era stata per nulla. Anche il nostro consulente di parte, il dottor Vincenzo Rosini, ha evidenziato che quella patologia non poteva esserci vista la saturazione del 100% come quella di Kaja. Secondo noi la responsabilità dei sanitari per il mancato rispetto del protocollo è evidente, per questo ci siamo opposti all’archiviazione, chiedendo l’annullamento della prima perizia e conseguentemente anche della seconda e perlomeno di disporre una nuova perizia con la presenza del consulente di parte». Per quanto riguarda il civile invece, «dopo aver esaminato la documentazione medica – spiega l’avvocato Ciconte – ho presentato ricorso per accertamento tecnico preventivo, al fine di ottenere una ctu medico legale che accerti cause e origini del decesso, indicando le varie condotte eventualmente non adeguate dell’ospedale settempedano». In questo caso la prima udienza è stata fissata al 16 dicembre.

 

 

 

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