Farmacie comunali, Pd:
«Il presidente è inadeguato
Coordinatore ai margini»
POTENZA PICENA - I dem tornano ad attaccare l'amministrazione sulla gestione e accusano Properzi: «Ha revocato l'incarico al coordinatore Mariotti, riconosciuto professionista. La sua figura è essenziale per operare come una vera azienda»
Le farmacie comunali di Potenza Picena e la gestione dell’amministrazione nel mirino del Pd di Potenza Picena: «Mario Properzi è un presidente inadeguato e opera con l’intento di delegittimare, relegare ai margini dell’attività o forse indurre ad andarsene il Coordinatore dell’azienda, il dottor Mariotti, rapportandosi con lo stesso in modo apertamente conflittuale». Nel mirino dei dem l’attività ordinaria che, dicono, fa acqua da tutte le parti.
«Le farmacie sono un’azienda modello per servizi, professionalità, risultati economici, cresciuta in passato prima con il trasferimento sulla statale, avversato allora dalla Destra che oggi governa il Comune, e poi con l’apertura nel 2007 della seconda unità produttiva nel capoluogo. Viceversa la giunta Acquaroli tentò a inizio mandato nel 2014 di vendere le farmacie con una frettolosa convocazione del Consiglio Comunale di domenica mattina. Il tentativo fu sventato ma poi le amministrazione Acquaroli e ora Tartabini hanno avviato l’opera di demolizione di questo patrimonio. L’azienda è stata affidata, solo per garantire gli equilibri politici interni, ad un Presidente inadeguato, che anziché proseguire l’azione di consolidamento patrimoniale e dei servizi ha preferito disperdere a pioggia gli utili dell’attività con contributi e sponsorizzazioni del tutto estranee alle finalità dell’azienda (basti citare Iliac, l’acquisto di opere d’arte e gli innumerevoli contributi distribuiti a semplice richiesta di giunta, consiglieri di maggioranza e Presidente del Consiglio Comunale, che evidentemente considerano la ASPP più un’agenzia di credito che un’azienda di servizi per il territorio!)».
I dem sottolineano come fu l’allora sindaco Francesco Acquaroli nel 2018 a proporre l’istituzione della figura del Direttore Generale che però non è mai stato nominato. «Dopo due anni ora si cancella addirittura la figura del Coordinatore del servizio, essenziale per evitare che le due Farmacie comunali funzionino come due entità separate anziché come una vera azienda. Evidentemente il capriccio e le vendette personali valgono più della logica e dell’interesse dell’azienda. I comportamenti e le scelte del Presidente, avallate o forse promosse dall’amministrazione comunale, arrecano un grave danno all’azienda e ai cittadini che ne sono gli azionisti. Speriamo almeno che il Presidente non voglia prendersi gioco dei cittadini aggiungendo al danno la beffa di giustificare tale scelta con un risparmio economico poiché l’incarico di coordinatore, essenziale per una azienda con due unità produttive, è un investimento ed ha un costo risibile rispetto alle risorse invece sperperate per operazioni d’immagine. Tra l’altro stanno maturando scelte ingiustificate come l’assunzione di un magazziniere, nonostante l’azienda non attui una politica di magazzino, proprio come avvenuto di recente con l’inserimento di un altro magazziniere nell’organico comunale in assenza da tempo immemore del relativo magazzino».
A questo punto, l’amministrazione si rivolge a alla Giunta comunale: «visto che le scelte del presidente Properzi sono pienamente condivise, è doveroso chiedere all’amministrazione comunale quale sia il suo interesse a veder deturpato un patrimonio come quello delle farmacie comunali. Ma corre anche l’obbligo di chiamare in causa il vice sindaco Casciotti, primo responsabile insieme al sindaco della tutela delle Farmacie Comunali ed egli stesso operatore del settore in quanto titolare della farmacia privata diretta concorrente di quella pubblica. Dall’alto della sua esperienza ci dica a suo giudizio se sia questo il modo migliore per valorizzare e far crescere un patrimonio pubblico, (privare i due esercizi di una figura di coordinamento, azzerare gli utili utilizzandoli in contributi e sponsorizzazioni impedendo la capitalizzazione dell’azienda, promuovere rapporti conflittuali all’interno dell’ azienda). Se la sua attività privata, come pensiamo, non è gestita secondo questi criteri provveda a dare qualche consiglio al Presidente Properzi per una corretta gestione del servizio che gli è stato affidato. Poiché le farmacie sono pubbliche è senza dubbio doveroso chiedere conto sia al Properzi dei motivi della sua condotta, sia a Casciotti di quale sia la sua posizione, in modo da rendere del tutto evidente che la sua unica preoccupazione, in questi anni nei quali è chiamato a ricoprire un incarico amministrativo, sia esclusivamente quella di servire l’interesse pubblico.
Sappiamo bene che le radici ideologiche di questa amministrazione creano qualche imbarazzo ai suoi esponenti nel rendere conto del loro operato ai cittadini ma forse non è inutile ricordare loro per l’ennesima volta che sono stati chiamati a ricoprire temporaneamente un incarico proprio su mandato dei cittadini in un sistema che si chiama democratico e di cui devono garantire la prosperità».
«Mancata consegna degli atti sulle farmacie comunali? Dal Pd solo illazioni»

