«Ciao Lega Cingoli»
I consiglieri Pacetti e Marchigiani
passano a FdI
POLITICA - «Decisioni incomprensibili rispetto a quanto concordato in campagna elettorale»: questa la motivazione della scelta
Delusione in Lega a Cingoli. I consiglieri Francesco Pacetti e Maria Catia Marchegiani hanno deciso di lasciare il partito e passare a Fratelli d’Italia. Non si tratta di un passaggio indolore, i consiglieri denunciano: «Abbiamo iniziato un anno fa questa esperienza politica nel gruppo “centro destra per cambiare” in occasione delle scorse elezioni comunali. Con entusiasmo e determinazione avevamo un progetto nel quale credere pienamente per portare a Cingoli un cambiamento tangibile, seguendo quei principi di serietà, onestà e soprattutto coerenza, per noi imprescindibili. Entrambi abbiamo un background di conoscenze ed esperienze specifiche maturate nei rispettivi settori lavorativi, che volevamo mettere in campo a servizio della nostra comunità. Siamo arrivati con questo intento alla candidatura ed alle elezioni comunali, per senso civico e non per velleità di carriera politica: la Lega ha individuato in noi due validi candidati e dal canto nostro, tale partito rappresentava quelle idee e quei valori che anche personalmente ci hanno sempre guidati e che abbiamo posto in primo piano nel nostro percorso».
Poi nell’ultimo periodo qualcosa è cambiato: «Abbiamo dovuto constatare con sommo rammarico che quella stessa formazione del partito, che ci aveva insistentemente cercati per portare una nuova visione a sostegno di Cingoli, ha preso delle decisioni assolutamente incomprensibili rispetto a quanto concordato, decisioni – a nostro avviso- non dettate da coerenza ma da altre dinamiche che a noi non interessano. La coerenza, come detto, è il principio al quale mai rinunceremo nel rispetto dei concittadini che hanno posto la loro fiducia in volti nuovi come i nostri e nelle nostre idee: venir meno a quanto detto con forza in campagna elettorale sarebbe tradire profondamente gli elettori e non ci consentirebbe di condurre con la necessaria serietà l’importante ruolo per cui siamo stati eletti nel consiglio comunale. Pertanto, alla luce di quanto sopra, con effetto immediato lasciamo la Lega. La profonda delusione che anima tale decisione non mette, però, in discussione l’impegno assunto con la cittadinanza e continueremo come consiglieri di opposizione a monitorare con attenzione l’operato dell’attuale amministrazione e a proporre le nostre iniziative; diventeremo anzi ancora più determinati nel supportare la destra della Regione Marche che vede in Acquaroli il suo candidato Governatore». L’adesione a Fratelli D’Italia è maturata dopo una collaborazione con gli alleati in atto da tempo. «Ci ha mostrato il suo supporto anche nell’ultimo difficile periodo. Degli esponenti locali abbiamo potuto testare la valenza da oltre un anno, avendo collaborato e condiviso insieme sin dall’inizio il progetto del gruppo “centro destra per cambiare con Pacetti sindaco” che si presentava come coalizione alle scorse elezioni comunali. Uniti dallo spirito costruttivo, che sempre ci ha contraddistinto, daremo il nostro serio contributo utile al raggiungimento dell’obiettivo elettorale nonchè di coerenza politica».

Mi sono iscritto alla Lega di Salvini dopo che alcuni Compagni dell’ex-PCI, da tempo, mi sollecitavano a dare una mano al Partito di cui erano diventati elettori. Io provenivo come elettore dai 5 Stelle. Deluso, avevo già votato per la Lega di Salvini.
In gioventù sentivamo molto il senso di appartenenza. E, pur andando in minoranza e in delusioni, rimanevamo nel partito. Al massimo, ci dimettevamo dalla carica consigliare targata con il partito di appartenenza, prima di passare ad altro.
La mia domanda è: questi leghisti passati al FdL hanno una carica consigliare come Lega? Se sì, allora si dimettano, poichè sono stati votati pure per l’appartenenza alla Lega e non solo come personaggio. Se la Lega aveva avuto per essi un valore ideologico e politico, tale valore rimane pure se elettoralmente i dirigenti della Lega hanno scelto di proporre un “non leghista”… Siamo in un’epoca di pericolo estremo, dove PD, 5 Stelle e consoci, al servizio dei poteri mondiali, tenteranno di tutto per non dare il potere al centrodestra. Questo è lo schieramento in cui bisogna credere. Non solo nella Lega, nei suoi uomini, o in chi oggi è saltato sul carro considerato vincente, o è stato proposto dal vertice partitico per avere più voti.
Sarà dopo le elezioni che si dovranno fare i conti.
Mi sono accorto che la Lega, in questi paraggi, è un partito che non esiste come struttura operativa, salvo muoversi con simbolo e con Salvini in occasione di elezioni. Se è ciò che passa il convento, con tutte le sue pietanze insipide e indigeribili, dobbiamo accettarlo, lasciando la verifica a dopo aver mandato a casa i nemici dei lavoratori, dei pensionali, della povera gente, della piccola e media industria e dell’artigianato, del piccolo commercio, dei piccoli agricoltori, piccoli pescatori, eccetera. Era questa la lotta democratica che facevamo ai miei tempi, a Sinistra, contro la grande speculazione, l’alta finanza, e che facciamo oggi pure per i valori e le tradizioni occidentali contro l’invasione di clandestini belli e addestrati, fatti venire per confonderci, imbastardirci, e contro il “pericolo giallo” a cui, chi ci governa, si è venduto.
Cari Francesco e Maria Catia, non è che voi abbiate scelto il nostro Nemico. Ci mancherebbe altro. Anche qualche Compagno del PCi vota oggi per la Meloni… Ma, in questo momento non potete sguarnire lo schieramento per cui avete combattuto e sognato, solo perchè è stato scelto un “non leghista”, che potrebbe – dico, potrebbe – portare più voti. Già lo sto sentendo in giro (e sono d’accordo): i “conti” li faremo a dopo le elezioni, quando – a Dio piacendo – avremo tolto il potere ai nemici del popolo e della democrazia. Comunque, vi voglio sempre bene.