«Giunta di Tolentino arrogante,
clima politico da cambiare»
LA LETTERA con 54 firmatari, tra i quali molti esponenti politici locali, chiede un cambio di passo nei rapporti istituzionali della città: «L'amministrazione risponde spesso con attacchi personali, che nulla hanno a che fare con un normale dibattito»

Al centro Giuseppe Pezzanesi
Sono 54 i firmatari di un appello all’amministrazione di Tolentino per chiedere un clima politico «maggiormente disteso». Molti esponenti politici di un po’ tutte le fazioni (dal Pd, alle destre centriste fino al Movimento 5 stelle) e poi nomi dei comitati, dell’associazionismo e della società civile. La condanna che fanno è alla Giunta e alla maggioranza guidata dal sindaco Giuseppe Pezzanesi, per l’«atteggiamento di chiusura ed arrogante da parte della Giunta e della maggioranza, che è rimasta sorda ad ogni proposta e disponibilità di collaborazione e condivisione su temi di interesse generale, rispondendo, spesso, con attacchi personali, che nulla hanno a che fare con un normale dibattito politico. I sottoscrittori di questo appello, ritengono doveroso condannare senza se e senza ma, il clima politico che si vive nella nostra comunità».
I firmatari sono: Diego Aloisi, Anna Andreani, Mirko Angelelli, Silvia Angelozzi, Giovanni Angelozzi, Roberto Baldoni, Marina Benadduci Benigni Olivieri, Sandro Bisonni, Giorgio Cacchiarelli, Lorenzo Carradori, Ilaria Cardarelli, Luca Cesini, Angela Ciarlantini, Martina Cicconetti, Fabrizio Coccia, Gianni Corvatta, Massimo Corvini, Paolo Dignani, Flavia Giombetti, Valentina Gregori, Antonella Leggi, Lara Lorenzi, Luigina Loreti, Alessandro Luciani, Caterina Maiolati, Francesco Massi Gentiloni Silveri, Alessandro Massi Gentiloni Silveri, Dario Matteucci, Gianni Mercorelli, Matteo Mercuri, Silvio Minnetti, Fabio Montemarani, David Padella, Francesca Paradisi, Lanfranco Pascucci, Daniele Piangatello, Federico Pieroni, Angelo Pippa, Alessia Pupo, Bruno Prugni, Anna Quercetti, Fulvio Riccio, Valentina Rossi, Barbara Salcocci, Nicola Serrani, Bruno Serrani, Antonio Simonelli, Cristiana Stortoni, Nazzareno Tiranti, Margherita Turchetti, Orel Yevgen, Silvio Valeri, Enos Zacconi.
Di seguito la lettera. «La nostra città, dopo aver vissuto il dramma del terremoto nel 2016, con circa 4000 edifici danneggiati, che ha rallentato senza dubbio la crescita sociale ed economica, comportando il venir meno di circa 1500 cittadini residenti (cifra record nella Provincia di Macerata ) ora si trova coinvolta, come tutto il resto dell’Italia, a dover fare i conti con una difficile ripartenza sociale ed economica a seguito del lockdown deciso dal Governo a causa della pandemia del Covid-19. In questi mesi difficili abbiamo riscoperto il valore di essere una comunità e quanto sia preziosa la solidarietà. La drammaticità della situazione ha messo a nudo le nostre fragilità e ci ha ricordato quanto siano importanti la coesione sociale e la visione d’insieme del sistema paese. A livello locale, molti sono stati gli appelli da parte delle forze politiche, anche extra-consiliari, degli operatori economici, di ampi strati della società civile, delle associazioni e dei giovani, volti a ricreare un clima politico maggiormente disteso e rispettoso delle opinioni altrui. Purtroppo, però, abbiamo potuto, tristemente constatare un atteggiamento di chiusura ed arrogante da parte della Giunta e della maggioranza, che è rimasta sorda ad ogni proposta e disponibilità di collaborazione e condivisione su temi di interesse generale, rispondendo, spesso, con attacchi personali, che nulla hanno a che fare con un normale dibattito politico. I sottoscrittori di questo appello, ritengono doveroso condannare senza se e senza ma, il clima politico che si vive nella nostra comunità.
Il fatto che persone di diverso orientamento politico siano tutte concordi nel volere un cambiamento culturale, circa l’approccio alla vita democratica della nostra città, ci auguriamo sia uno spunto di riflessione per i nostri concittadini. Vogliamo affermare con forza, che è possibile un modo diverso di fare politica, dove prevalga sempre e comunque il rispetto dell’avversario, pur nelle diversità delle proprie opinioni e che non esiste il “nemico” politico ma l’avversario portatore di visioni alternative, fondate sull’amore per la città e sulla voglia di contribuire alla sua crescita sociale ed economica. Chiediamo che la politica torni ad essere luogo d’incontro, di confronto e di ricerca di soluzioni delle reali esigenze delle persone e che non sia terreno di scontro, dove si cerca di imporre solo la propria visione con la forza dell’arroganza. Siamo preoccupati del costante allontanamento dei cittadini dalla partecipazione all’attività amministrativa e politica della città, che non significa necessariamente far parte di un partito, ma anzi dare il proprio contribuito nei quartieri e nelle contrade, nelle associazioni culturali, sportive di volontariato ed in tutte quelle realtà che possono fornire un indirizzo alla politica circa le necessità reali della nostra città. Il nostro appello è rivolto alle istituzioni e alla politica tutta e auspichiamo che venga recepito come uno stimolo volto a favorire un maggiore dialogo coinvolgendo tutte le forze politiche, le associazioni, i movimenti e la popolazione, circa i temi che riguardano il futuro della città, riconoscendo il valore della ricchezza della dialettica, che in quanto tale non è ostativa, ma essenziale per la ricerca di soluzioni efficaci».