Civitanova, appello del Pd:
«Sindaco e giunta donino le indennità
Gli imprenditori scendano in campo»
COVID-19 - L'opposizione propone di creare un fondo per attivare fin da subito la gratuità dei trasporti non sanitari a chi deve fare terapie fuori dal comune, dopo la riconversione dell'ospedale cittadino. Ma è polemica sul bilancio preventivo, Rossi: «Nessun provvedimento per il post emergenza e rimane pure la tassa di soggiorno»

L’ospedale di Civitanova riconvertito in Covid Hospital
Trasporti gratuiti per chi deve andare fuori comune per le terapie, il consigliere comunale Mirella Franco appoggia la proposta e rilancia: «Si attivi il comune in prima battuta, si destinino indennità e gettoni di presenza a favore di queste fasce».
La consigliera d’opposizione del Pd si dice favorevole alla richiesta inoltrata dal sindaco Ciarapica all’Asur e alla Regione. Una lettera nella quale si chiedeva ai vertici della sanità di ripristinare la gratuità per i trasporti sanitari dei pazienti costretti alla trasferta per le terapie ora che il nosocomio civitanovese è diventato Covid hospital. «I trasporti sanitari continuano a essere gratuiti – spiega la Franco – quindi se il sindaco si riferisce ai trasporti cosiddetti non sanitari per pazienti non barellati e che non necessitano di particolari presìdi sanitari non posso che essere totalmente d’accordo e più che favorevole all’idea di trovare una soluzione, la più rapida ed immediata possibile, per venire incontro a queste persone ed alleviare il loro disagio». Da qui la proposta della consigliera di attivare da parte del Comune il servizio in maniera urgente. «Non so se e cosa risponderà la Regione e l’Asur – continua la Franco riferendosi a Ciarapica – ma, essendo il problema reale ed urgente, mi chiedo perché non si attiva immediatamente come Comune per risolvere, o almeno tamponare, la questione ed alleviare lei, prima di tutti, e la sua amministrazione, il disagio a questi suoi cittadini in difficoltà. In qualità di presidente della VI Commissione consiliare nel 2014 ebbi modo di affrontare il problema del trasporto non sanitario a pagamento e, non potendo il Comune farsi carico di spese sanitarie, ci si mosse affinché il Comune si facesse carico delle problematiche sociali, accantonando un fondo di 10mila euro da destinare per il rimborso dei pazienti in questa situazione, ovviamente privilegiando i redditi più bassi. Data l’attuale situazione di emergenza che aumenta il numero delle persone che vengono a trovarsi in questa situazione, si tratterebbe solo di implementare il fondo già stanziato a tale scopo. Le risorse non dovrebbero mancare, considerando anche il risparmio che il Comune ottiene in questo momento dai trasporti e dalla cancellazione di eventi in programma. Suggerisco, inoltre, di dare noi, consiglieri comunali, assessori, e sindaco in primis, un esempio immediato di solidarietà alle fasce più vulnerabili e deboli della nostra cittadinanza in questa situazione di drammatica emergenza, destinando una parte delle indennità di sindaco, assessori e vertici delle partecipate, e dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali ad iniziative a loro favore».
E dal Pd parte anche un appello all’imprenditoria della città: «Gli industriali, gli imprenditori, i professionisti di Civitanova e chiunque sia nella possibilità di farlo scenda in campo per aiutare l’ospedale e l’amministrazione comunale a gestire questo momento di gravissima emergenza». Questo quanto chiedono con una nota i dem.«Dobbiamo rispettare il decreto e restare a casa, possiamo però dare anche un aiuto concreto donando – sottolineano – Inoltre, sotto l’aspetto dell’organizzazione pratica dei servizi a supporto della cittadinanza, torniamo a chiedere l’istituzione di una unità di crisi comunale in cui far convergere tutte la competenze amministrative di cui Civitanova è capace e che anche l’opposizione può offrire in questa fase. Soprattutto per predisporre un bilancio che, ad emergenza terminata, possa consentire alla città e alla categorie più colpite di risollevarsi. Serve una strategia economico-finanziaria diversa, anche a livello locale, davanti a quello che sta accadendo e il bilancio appena approvato dalla giunta non risponde a questi bisogni. Nonostante sia stato deliberato il 10 marzo, quindi in piena emergenza coronavirus, è un documento palesemente inadeguato a quanto sta accadendo, costruito con la logica vecchia, pre Covid. Addirittura viene confermata la tassa di soggiorno sui turisti (che non basta sospendere ma va tolta) quando è chiaro a tutti che il settore della ricettività sarà tra quelli più colpiti. Averla confermata dimostra che non si è capito la portata delle conseguenze che, in termini di vite umane anzitutto, e poi economiche, investiranno il nostro Paese e la nostra comunità. Al sindaco chiediamo di modificare radicalmente il bilancio e di aprirsi a tutte le migliori risorse e competenze della città per lavorare insieme ed essere tutti di aiuto alla nostra Civitanova». E sul bilancio critici anche Massimiliano Ghio e Pier Paolo Rossi. «Non ci sarà una riduzione della tassa sui rifiuti, nessun provvedimento sulla tassa di soggiorno, nessuna riduzione delle tasse per l’occupazione del suolo pubblico e per l’affissione. Questa sarebbe la loro idea di aiuto alle aziende, agli artigiani, ai professionisti, ai commercianti»dice Rossi. «La manovra sull’Irpef incide 4 euro a famiglia all’anno», aggiunge Ghio.

















…be’, tassa o non tassa di soggiorno, se dura così sai quanti “turisti” verranno a Civitanova questa estate, si si, proprio tanti e non certo per la tassa o non tassa di soggiorno!! Ma per favore!! gv