Il laghetto dei Giardini Diaz vuoto
diventa una pista per bici:
«Sulla sicurezza è meglio arrivare prima»

MACERATA - Lo specchio d'acqua continua a far discutere. Il consigliere dem Tommaso Domizi: «Per fortuna non è successo niente, ma ci sono elementi delle fontane che sporgono dalla pavimentazione. Bisogna prevedere queste situazioni»

- caricamento letture
Giardini Diaz_Laghetto_Fontana_FF-4

Il laghetto dei giardini Diaz vuoto qualche giorno fa

 

Un laghetto completamente vuoto, alcuni bambini e ragazzi che entrano con le biciclette e lo trasformano, per qualche giorno, in una sorta di half pipe. Cosa che era successa anche nei mesi precedenti alla sua rimessa in funzione, ma una scena che secondo il consigliere comunale del Partito democratico di Macerata, Tommaso Domizi, solleva soprattutto una questione di sicurezza. Il riferimento è al laghetto dei Giardini Diaz, rimasto per alcuni giorni senza acqua per le operazioni di pulizia e ora tornato progressivamente alla sua normale funzione.

«Il laghetto sta ora tornando alla sua normale funzione ed è certamente positivo – sottolinea Domizi – la questione che vorrei porre riguarda però ciò che è accaduto durante quei giorni e, più in generale, la sicurezza degli spazi pubblici durante le diverse fasi degli interventi». Il problema, secondo il consigliere, è stato anche il fatto che il laghetto, una volta svuotato, sia rimasto facilmente accessibile. Una condizione che ha favorito l’ingresso di alcuni bambini e ragazzi, che hanno utilizzato lo spazio anche con le biciclette.

Tommaso Domizi_Consiglio Comunale_FF-22

Tommaso Domizi

«Il laghetto, completamente vuoto e facilmente accessibile, è diventato per alcuni giorni uno spazio nel quale alcuni bambini e ragazzi sono entrati anche con le biciclette, utilizzandolo di fatto come una sorta di pista improvvisata – aggiunge – A vederli viene anche da sorridere. Un laghetto vuoto che per qualche giorno diventa una pista per biciclette è una scena particolare. Ma proprio qui sta il punto. Quello che può far sorridere a prima vista, guardato con maggiore attenzione, è in realtà una situazione che avrebbe potuto avere conseguenze ben diverse».

A preoccupare Domizi sono soprattutto gli elementi delle fontane che sporgevano dalla pavimentazione del laghetto: «All’interno del laghetto erano infatti presenti elementi delle fontane che sporgevano dalla pavimentazione – prosegue Domizi -. Entrare, correre o andare in bicicletta in quello spazio significava quindi esporsi al rischio di una caduta contro strutture che non erano certo pensate per essere utilizzate in questo modo».

Domizi precisa però che la questione non riguarda il comportamento dei bambini. La sua riflessione punta piuttosto sulla necessità, quando uno spazio pubblico cambia temporaneamente funzione o caratteristiche, di prevedere anche i possibili comportamenti di chi lo frequenta. «Non si tratta di dare la colpa ai bambini. Se uno spazio è accessibile e si trova all’interno di un parco, è normale che possa attirare la loro curiosità soprattutto come in questo caso dei più piccoli. Fortunatamente non è successo nulla. Ma spesso è proprio dopo che accade qualcosa di grave che arrivano le polemiche e le domande. La sicurezza, invece, dovrebbe servire a prevenire. Questa vicenda dovrebbe quindi essere un monito per il futuro, perché non possiamo aspettare che qualcuno si faccia male per accorgerci che una situazione poteva essere gestita con maggiore attenzione».

Un ragionamento che Domizi allarga alla gestione degli spazi pubblici e delle diverse fasi dei lavori: «La sicurezza non riguarda soltanto le grandi emergenze – sottolinea – riguarda anche queste situazioni apparentemente piccole, gli spazi pubblici e quei semplici accorgimenti che possono evitare un incidente. È anche attraverso queste attenzioni quotidiane che si misura la capacità di amministrare una città». Da qui l’auspicio che l’episodio dei Giardini Diaz possa servire da esperienza per i prossimi interventi, sia quelli già programmati sia quelli che interesseranno altre aree della città. «Spero quindi che quanto accaduto ai Giardini Diaz possa essere utile per il futuro e portare a una maggiore attenzione nelle prossime fasi dei lavori, sia quelli già programmati sia quelli che interesseranno altre zone della città. Perché quello che oggi può sembrare una piccola situazione, una scena quasi curiosa con dei bambini che entrano in un laghetto vuoto, domani potrebbe trasformarsi in qualcosa di molto meno divertente. E sulla sicurezza è sempre meglio arrivare prima, non dopo».

Laghetto verde ai Giardini Diaz, Pantana: «La causa è il guasto di una pompa. Sul fondo trovati grandi sassi»

Giardini Diaz, svuotato il laghetto. Pantana: «Un intervento d’urgenza» Cicarè: «Non prendeteci per scemi»

Acqua verde nel laghetto dei Giardini Diaz: Pantana cerca le cause dell’inquinamento, erano già stanziati 6mila euro

Laghetto verde ai Giardini Diaz, «Lo svuoteremo per capire le cause»

Giardini Diaz, il laghetto è diventato verde. Pantana: «Situazione dovuta al caldo»


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X