Donazioni ai terremotati “dirottate”
Pazzaglini a marzo davanti al giudice
Ecco tutte le accuse, c’è anche la truffa

LA RICOSTRUZIONE - Il senatore della Lega deve rispondere di abuso d'ufficio e peculato per fatti avvenuti quando era sindaco di Visso (2017). Imputato anche l'ex presidente della Croce rossa, Giovanni Casoni. Sotto la lente l'acquisto di un furgone, la "cresta" sull'acquisto di alcune casette, il denaro finito sul conto della convivente di Casoni, i compensi per gli amministratori della Sybil project (co-amministrata dai due imputati)
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La donazione del ricavato del raduno “In moto per ricostruire”. A destra il senatore Giuliano Pazzaglini

 

di Gianluca Ginella

I soldi per aiutare i terremotati di Visso sarebbero finiti nell’acquisto di un furgone, sul conto corrente della compagna di uno degli indagati, e su quelli di due società. Queste parti delle contestazioni mosse al senatore della Lega Giuliano Pazzaglini (co-amministratore di una delle due società), all’epoca dei fatti sindaco di Visso, e all’ex presidente della Croce Rossa del comitato locale, Giovanni Casoni. Chiuse le indagini, è stata fissata l’udienza preliminare che si svolgerà il 4 marzo davanti al Gup del tribunale di Macerata. Pazzaglini deve rispondere di abuso d’ufficio, peculato e truffa. Casoni è imputato per il solo reato di abuso d’ufficio.

Sono riassunte in una decina di pagine di capo d’imputazione le contestazioni mosse al senatore Pazzaglini, 52 anni, e a Giovanni Casoni, 63. Al centro dell’indagine della procura di Macerata, coordinata dal procuratore Giovanni Giorgio, ci sono tre punti cardine: le donazioni per aiutare i terremotati di Visso tramite alcune donazioni, l’intervento di Pazzaglini che per l’accusa sarebbe stato diretto a non far finire i soldi sui conti del Comune ma a due società a lui riferibili, e appunto, le due società. Queste sono la Sibil iniziative srl, gestita da Giovanni Casoni, amico di Pazzaglini, e la Sybil project srl di cui il senatore (fino al settembre 2018) e lo stesso Casoni, erano co-amministratori.

Il procuratore Giovanni Giorgio

MERCATINI – Diverse sono le contestazioni mosse a Pazzaglini. Nell’agosto 2017 arriva sul conto corrente della Sibil iniziative una somma di 10.018 euro versati dalla cooperativa ricreativa culturale Villa Costa di Pesaro. Il motivo è che il 6 maggio 2017 Pazzaglini avrebbe sconsigliato, dice la procura, i legali rappresentanti della cooperativa dal versare, come dai medesimi prospettato, una donazione direttamente al comune di Visso a scopo di beneficenza a seguito del sisma del 2016, assumendo, fraudolentemente dice la procura, «che vi sarebbero state non meglio precisate difficoltà operative ad inserire le somme nel bilancio del Comune» si legge nel capo d’imputazione. In questo modo «induceva i legali rappresentanti della cooperativa a versare la somma “in favore di una società privata di Visso che organizza mercatini con la quale ci siamo accordati”». Il contributo era diretto a mercatini di prodotti tipici locali e Pazzaglini avrebbe assicurato che la somma era destinata all’acquisto delle casette per i commercianti di Visso. Invece, dice la procura, «la somma non veniva affatto destinata all’acquisto delle casette o per altre finalità di beneficenza, ma introitata direttamente ed esclusivamente dalla detta società (la Sibil iniziative, ndr)».

FURGONE – Sarebbero invece stati destinati all’acquisto di un furgone Mercedes i 4.250 euro che la Polisportiva G. S. di Boara Pisani aveva raccolto con l’iniziativa “Pro Visso – Ricostruiamo Visso e che sempre su input di Pazzaglini il 5 settembre 2017 il Comune di Boara Pisani aveva versato alla Sybil project. Con quei soldi, dice l’accusa, era stato pagato parte di un furgone Mercedes (costo complessivo 10.169 euro) intestato alla Sybil project.

Il centro di Visso dopo il terremoto

PARROCCHIA – Anche i 2mila euro versati dalla parrocchia “Voldomino” di Luino, in provincia di Varese, sarebbero finiti sui conti di una delle due società, la Sibil iniziative, su indicazione di Pazzaglini.

PEDALATA – E ancora, continua la procura, l’organizzazione della “Pedalata per la Sibilla” (che si era svolta il 24 settembre 2017) avrebbe fruttato a Sibil iniziative e a Sybil project 16.350 euro. 4mila dalla Asd ciclistica San Sepolcro, altri 8mila euro dall’imprenditore Alessandro Guzzini, 2.350 euro dalla associazione Ri-Animazione di Macerata, altri 2mila euro erogati da due fratelli. I primi 4mila euro erano stati ricevuti per un più ampio contesto dopo che il sindaco avrebbe prospettato al Comune di San Sepolcro la possibilità di realizzare una pista ciclabile sul territorio dell’Alto nera. In vista di tale possibile obiettivo, dice la procura, l’amministrazione comunale di San Sepolcro aveva organizzato l’evento ciclistico Pro Visso, chiamato “Io ci sono” demandato alla associazione ciclistica Sansepolcro. La manifestazione c’era stata il 16 luglio 2017 ed erano stati raccolti 4mila euro di cui il sindaco Pazzaglini, presente all’evento, aveva sollecitato il versamento – si legge nel capo di imputazione – sul conto della Sibyl project al fine di consentire l’organizzazione della Pedalata della Sibilla. Avrebbe detto che la Sybil project, contrariamente al vero dice la procura, si occupava di attività sportive nella zona del vissano. Il denaro era stato versato e la procura contesta che in quel modo la Sybil project avrebbe conseguito un ingiusto vantaggio patrimoniale non avendo partecipato all’organizzazione della manifestazione. Anche i 2.350 euro raccolti dalla Ri-animazione di Macerata dovevano essere destinati ad organizzare la manifestazione sportiva, continua la procura. Lo stesso per gli 8mila euro che l’imprenditore Alessandro Guzzini aveva raccolto grazie ad una cena al ristorante Anton per aiutare Visso. Pazzaglini aveva chiesto di versare il ricavo non al Comune, sostiene la procura, per presunti vincoli di stabilità economica che non permettevano di spendere subito la somma in caso di incasso, ma di devolverla alla Sibil iniziative srl che aveva rappresentato come la società che stava organizzando la “Pedalata per la Sibilla”. I soldi erano stati versati ma la Sibil iniziative non aveva partecipato, dice l’accusa, né all’organizzazione né ai costi della manifestazione.

Giuliano Pazzaglini

TRUFFA – Al solo Pazzaglini viene contestata anche la truffa. Secondo la procura avrebbe intascato un assegno di 2mila euro dei fratelli Ridolfi, per organizzare la Pedalata. Sull’assegno non veniva specificato il beneficiario. L’assegno, continua la procura, era stato girato alla convivente di Casoni, che avrebbe accreditato il denaro sul proprio conto corrente.

CASETTE – Due cose aveva chiarito la Emilbanca quando aveva deciso di versare a Visso 91mila euro, incassati grazie ad una raccolta fondi del luglio 2017: destinare le somme per comprare casette per i commercianti e la digitalizzazione dell’archivio Gregoriano del comune di Visso, e non destinarli ad altre iniziative. Il denaro doveva andare alla Pro loco. In seguito il sindaco, ai primi di settembre 2017, aveva convocato una riunione del comitato direttivo della Pro loco sottolineando la necessità che l’ente riprendesse la collaborazione con il Comune. In una successiva riunione, sempre ai primi di settembre di quell’anno, Pazzaglini aveva comunicato che la Emilbanca aveva deliberato la donazione di 91mila euro di cui 18mila per la digitalizzazione dell’archivio storico, 44mila per l’acquisto di 13 casette di legno, 6mila per la Pedalata per la sibilla, e non meno di 12mila euro e non più di 15mila euro a favore della Sibil iniziative come rimborso spese per l’organizzazione delle manifestazioni turistiche estive. Il 23 novembre 2017 la Pro loco aveva rimborsato la Sybil per una somma di 31.900 euro con la causale “Vendita di 15 casette in legno sul posto compreso montaggio e impianto luce”. La Sybil project aveva comprato le casette sostenendo una spesa di 26.761 euro, sostiene l’accusa. Quindi dalla Pro loco avrebbe ricevuto un sovrapprezzo «senza motivo, di 4.300 euro» dice la procura. Che aggiunge, nel capo di imputazione, che «tutto è avvenuto in difformità da quanto accaduto in realtà» perché la somma versata dalla Sybil alla ditta venditrice era quella necessaria «al pagamento di poco più di 7 casette». Questo perché, si legge nel capo di imputazione, la Pro loco di Meolo aveva versato autonomamente alla ditta venditrice 11.200 euro per contribuire all’acquisto di 15 casette. Idem aveva fatto il comune di Taino che alla ditta venditrice aveva versato autonomamente 10.815 euro per l’acquisto delle 15 casette. La procura contesta anche a Pazzaglini di aver indotto la pro loco di Visso a versare alla Sibil iniziative 11.200 euro dalle somme donate da Emilbanca, per rimborso spese in relazione alla realizzazione di manifestazioni estive organizzate a Visso (nonostante la banca fosse stata chiara sulla destinazione della donazione). Inoltre due delle casette sarebbero state usate dal 5 luglio 2017 alla fine di agosto 2017 per consentire a Casoni di effettuare, quale legale rappresentante della Sibil iniziative, la vendita di prodotti alimentari nel comune di Fiastra, negli spazi concessi in modo gratuito dal Comune.

Giovanni Casoni durante una cena della Lega

PECULATO – Pazzaglini deve rispondere di peculato in merito a 10.300 euro ricevuti da Vincenzo Cittadini come sindaco di Visso (la somma donata era stata di 11.800 euro e da quella erano stati poi detratti 1.500 euro di tasse). Il denaro era il provento del motoraduno di solidarietà “In moto per ricostruire” che si era svolto a Visso il 14 maggio 2017 e destinato all’acquisto di casette prefabbricate in legno per i commercianti. Il sindaco si sarebbe appropriato di quella somma di denaro, dice la procura, «assumendo pretestuosamente di averla utilizzata per finalità pubbliche (per lavori vari, connessi alla installazione delle dette casette), senza fornire alcuna prova in proposito e, peraltro, assumendo – contrariamente al vero – di aver ricevuto la somma perché nominato da Cittadini quale suo custode privato». La procura aveva disposto il sequestro della somma dal conto di Pazzaglini.

CASONI – Secondo la procura Casoni avrebbe agevolato la commissione dei reati perché si sarebbe accordato con Pazzaglini per costituire, il 3 maggio 2017, la Sybil project di cui entrambi erano amministratori, in modo da coinvolgere questa società, oltre alla Sibil inizative srl (impresa costituita dal 2011 e, dice l’accusa, pressoché inattiva fino all’agosto 2016) nella gestione dei fondi e delle donazioni per i terremotati con azioni compiute dall’allora sindaco per farle finire alle due società. Pazzaglini il 14 settembre 2018 aveva poi lasciato la compartecipazione in Sybil project e il ruolo di co- amministratore dopo aver ottenuto il 22 gennaio 2018 l’accreditamento di 7mila euro come compenso all’amministratore e ulteriori 7mila euro «per rimborso spese sostenute per attività amministratore» dice la procura.

L’avvocato Maurizio Ballarini che assiste Casoni

ASSEMBLEA SYBIL PROJECT – In precedenza, il primo giugno 2017, in occasione dell’assemblea societaria della Sibyl project, Casoni e Pazzaglini avevano deliberato – dice la procura – che a decorrere da quel giorno, in caso di disponibilità finanziaria in seno alla società, doveva essere corrisposto sia un compenso mensile di mille euro per ciascun amministratore, sia un rimborso spese forfettario, senza obbligo di documentazione, di mille euro al mese per ciascun amministratore, «così creando i presupposti giuridici – si legge nel capo di imputazione – per l’incameramento in proprio di parte dei contributi e delle donazioni versati a beneficio di quei commercianti di Visso danneggiati dal sisma». Casoni a sua volta avrebbe incassato 7mila euro il 22 maggio 2018 con un prelievo in contanti dal conto corrente della Sybil project disponendo l’indomani il versamento di pari somma sul conto corrente della Sibil iniziative.

Queste le contestazioni che il 4 marzo finiranno al vaglio del Gup del tribunale di Macerata. Pazzaglini, difeso dagli avvocati Giancarlo Giulianelli e Giuseppe Villa, e Casoni, tutelato dal legale Maurizio Ballarini, contestano con forza le accuse, sostenendo che i soldi della donazioni sono stati sempre utilizzati per il fine cui erano destinati.

 

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