Scuole, l’affondo di Pettinari:
«Carancini mente, le ho salvate io
Tribunale al Pannaggi? L’ha detto più volte»

MACERATA - Il presidente della Provincia risponde al sindaco sulla questione Convitto: «Una soluzione ci sarà e la stiamo costruendo con l'istituto e il Miur». Sulla vicenda degli uffici del palazzo di giustizia: «La convenzione è scaduta da tre anni, cominci a preparare il trasloco. Prima è venuto da me con il cappello in mano, ora mi spara addosso, probabilmente non gli piacciono le posizioni politiche che potrei prendere»
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Carlo Cambi

 

di Carlo Cambi

Convitto d’interessi atto secondo: se ne parla lunedì 27 in Consiglio comunale con un’interrogazione di Carla Messi (5 Stelle) e un’annunciata massiccia presenza di genitori di alunni dell’Istituto. Perciò torno a chiedere ospitalità a Cronache Maceratesi per approfondire il caso sulla disponibilità di aule per il Convitto nazionale Leopardi perché Romano Carancini mi ha fatto oggetto delle sue ruvide attenzioni in un post su Facebook senza tuttavia dare nessuna spiegazione né alcuna delucidazione sul futuro dell’Istituto e sulle promesse da lui fatte e poi smentite. Tedio i lettori riportando stralci del post del primo cittadino (è consultabile sulla sua pagina pubblica) il quale afferma:

Romano Carancini e Antonio Pettinari durante una conferenza stampa

«Resto incredulo nel leggere che qualcuno in questa città usa la parola deportazione per descrivere lo spostamento di studenti da scuole inagibili e insicure al nuovo campus scolastico Alighieri-Mestica. Ancora oggi la parola “deportazione” è stata di nuovo consapevolmente riutilizzata e ripetuta per inventarsi un nuovo spostamento del Convitto attualmente nella sede del Pannaggi. Viene da vomitare di fronte a certe affermazioni, allo sputo ripetuto verso la storia di 15 milioni di persone vittime della Shoah di cui almeno 5 milioni deportate nei campi di sterminio… Non è maceratese, non è italiano, forse toscano chi non ha memoria della resistenza del nostro Paese, della liberazione dal nazifascismo, della Costituzione Italiana. A fronte delle bugie sul Convitto, tanto sfacciate da non meritare dignità, pubblico qui sotto 2 documenti che spero possano aiutare a formarsi una idea». Non so che esempio si possa ricavare da chi si fa scudo di un’interpretazione capziosa della parola “deportazione” per non rispondere sui fatti utilizzando un linguaggio esplicitamente razzista, ma è giudizio che lascio ad altri. Carancini non si è però accorto di aver fornito nel suo post due preziose indicazioni. La prima è che evidentemente i Salesiani dove erano stati ospitati temporaneamente gli alunni della Mestica non sono una scuola sicura. Perché ha lasciato lì quei ragazzi per tre anni? E perché si è poi adombrato di mandarci temporaneamente i ragazzi del Leopardi? La seconda e più preziosa informazione è che dai due documenti (un parere dell’Avvocatura dello Stato e un pronunciamento del Consiglio di Stato) si evince, come peraltro da me affermato nel precedente articolo, che la responsabilità – e anche l’onere delle spese – dei Convitti ricade sulle Province come stabilito dalla legge 23/1996. Non so con quali successi professionali Romano Carancini eserciti l’avvocatura, ma resto un po’ interdetto se per provare di aver titolo a fare, si produce un documento che esclude detto titolo e dunque in evidente contraddizione. A fortiori, il parere dell’Avvocatura, prodotto dal sindaco, afferma “…la Provincia deve provvedere alla realizzazione, alla fornitura e alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici sede degli istituti d’istruzione secondaria superiore…”. Il sindaco dovrà spiegare ora a quale titolo spenda parole e prenda impegni sul Convitto, ma soprattutto a quale titolo trattenga fin dalla Primavera del 2018 ben 7 milioni di euro destinati alla ristrutturazione post sisma del Convitto. Ci spiegherà che quei milioni sono a ristoro del danno alla proprietà dell’edificio che è comunale? La legge però dice che “la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici” è in capo alla Provincia. E’ quindi di tutta evidenza che quei fondi sono destinati al ripristino dell’Istituto d’istruzione perciò Carancini dovrebbe immediatamente liberare i 7 milioni e dare conto di quelli che il Comune ha ricevuto post sisma ’97. Ma è faccenda che lasciamo agli amministrativisti.

 

Il Convitto

Poiché però in questa faccenda la Provincia è pesantemente chiamata in causa dal sindaco che ha speso parole non proprio di elogio verso Antonio Pettinari, soprattutto da quando il presidente della Provincia ha fatto capire che sosterrà il centrodestra nelle prossime elezioni, denunciandone una presunta inazione sono andato alla fonte e ho chiesto ad Antonio Pettinari medesimo come stano le cose. Ecco le sue risposte.

«Carancini mente sapendo di mentire; semmai sono io, grazie l’abnegazione del personale della Provincia, che ho salvato le sue scuole e non il contrario. Il 30 agosto 2016 nel primo pomeriggio lui e la vicesindaco Stefania Monteverde vennero nel mio ufficio pregandomi di trovare una soluzione per le scuole. Li accompagnava anche la direttrice del Convitto, l’ottima professoressa Annamaria Marcantonelli. Da tempo volevo sistemare l’Ipsia che sta in un condominio ed è una situazione che mi duole. Perciò avevo predisposto di accorpare il Pannaggi col Bramante e al Pannaggi volevo mandare l’Ipsia. Era già tutto pronto: dopo le vacanze di  Natale sarebbe avvenuto il trasloco che era tardato perché io nel giugno ero rimasto gravemente ferito in un incidente stradale. Di fronte all’emergenza sia del Convitto, ma anche della Dante Alighieri che è una scuola a tutto titolo del Comune dissi: d’accordo fermiamo il trasferimento dell’Ipsia e spostiamo al Pannaggi il Convitto e la Dante. Avevamo due settimane di tempo perché il 12 settembre cominciavano le lezioni: ho messo sotto tutte le squadre della Provincia e abbiamo fatto in tempo. Ma ribadii al sindaco: il Pannaggi è destinato all’Ipsia e appena finita l’emergenza devono andarci quei ragazzi. Peraltro a Carancini avevo fatto già un piacere: gli avevo concesso di far occupare dagli ufficiali giudiziari che ancora stanno lì 600 metri al pianoterra del Pannaggi facendo una deroga perché quell’edificio è e resterà sempre a esclusivo uso scolastico. Questa è la vera storia».

Il presidente della Provincia Antonio Pettinari

Carancini sostiene che la Provincia si disinteressa da sempre del Convitto, che non paga le spese: ha ragione?

«La legge del ’96 ha trasferito le competenze sulle scuole superiori alle Province lasciando però gli immobili ai Comuni e indicando che per ogni singolo istituto si facciano delle convenzioni tra i due enti. E’ un pasticcio. Il Comune non ci ha mai chiesto di occuparci del Convitto né ha mai fatto la convenzione. Solo il Convitto stesso ha chiesto un parere all’Avvocatura dello Stato che si è espressa ribadendo ciò che stabilisce la legge. Ma se il sindaco immagina questa come una vittoria atteso che il Convitto va ristrutturato e lui finora nulla ha fatto potrebbe procurargli qualche problema. Per spiegare il perché dovrei riaprire vecchie storie e vecchie mire e sarebbe troppo lungo. Nella stessa condizione del Convitto ci sono altri istituti superiori per cui non si sono fatte le convenzioni: il professionale di Corridonia, Palazzo Venieri a Recanti col Classico, il professionale di San Severino, l’ex magistrale di San Ginesio quello dove Paola De Micheli ha posato la prima pietra e poi la ricostruzione si è fatta di nebbia. Siccome Carancini parla di soldi gli ricordo che sul Classico di Macerata abbiamo speso come Provincia 3,5 milioni di euro perché ci hanno dato in carico una scuola che non era a norma. Se apro questo capitolo di contenzioso col Comune non si finisce più. Dovrei dirgli che il Cipia lo ospitiamo all’Itc e che la competenza sarebbe del Comune che non se ne fa carico, dovrei dirgli che li ospito nella mia sala consiliare e che me l’hanno ridotta in condizioni pietose. Insomma quando si è trattato di salvare la Dante Alighieri è venuto col cappello in mano, ora che lui si è spinto un po’ troppo in là con le dichiarazioni pubbliche la colpa è di Pettinari. E allora se Pettinari ha le colpe del Convitto perché la responsabilità di quella scuola è mia lui eviti di fare dichiarazioni sul fatto che sposta la scuola, che promette il Pannaggi al Tribunale, che manda gli studenti ai Salesiani».

Il Pannaggi

Presidente Pettinari, ma il sindaco nega di aver mai promesso al Tribunale i locali del Pannaggi e dice di non aver mai pensato di spostare gli studenti ai Salesiani…

«L’ho sentito io con le mie orecchie perché lo ha detto più volte pubblicamente sia al Tribunale sia agli avvocati che per affrettare i lavori di ristrutturazione del Tribunale, edificio di sua competenza, avrebbe usato i locali del Pannaggi e voleva trasferire il Convitto ai Salesiani. Io mi sono limitato a ricordargli che non lo può fare, che il Pannaggi è un edificio a esclusivo uso scolastico, che quando il Convitto se ne andrà il Pannaggi è destinato all’Ipsia. Ma siccome il sindaco ora mi spara addosso anche perché forse non gli piacciono le mie possibili prese di posizione politica gli ricordo che la convenzione per l’uso dei locali a vantaggio degli Ufficiali Giudiziari è scaduta da tre anni e che è bene che comincino ad organizzarsi il trasloco».

Presidente c’è una soluzione per il Convitto?

«Una soluzione ci sarà e la stiamo costruendo insieme: la Provincia, il Convitto e il Miur. La cosa che posso dire ora è che il Pannaggi è e resta un edificio a esclusivo uso scolastico e che in quelle aule ci possono andare solo studenti e professori. Poi vediamo se Carancini continua a dire che non mi occupo della scuola. Ma a differenza di lui la soluzione che voglio adottare deve garantire ragazzi, insegnanti, operatori della scuola e famiglie del Convitto anche dopo il mio mandato. Piuttosto sarebbe il caso che il sindaco di Macerata ci facesse sapere perché pur avendo ricevuto ormai da quasi due anni il finanziamento di 7 milioni per la ristrutturazione del Convitto – monumento di assoluto valore della città – i lavori non sono ancora partiti. Avesse fatto le cose con la necessaria celerità, con la diligenza che l’urgenza post sisma richiedeva a quest’ora il caso Convito non ci sarebbe perché l’Istituto sarebbe già potuto tornare nella sua sede. Voglio ricordare per inciso a Romano Carancini che pone e dispone sugli edifici scolastici che sul Convitto c’è un vincolo assoluto e perpetuo: fin quando esisterà un solo convittore, fin quando ci sarà anche un solo iscritto il Convitto deve stare nell’edificio storico che è casa sua. Parola di Antonio Pettinari».    

PS: Per onestà intellettuale avverto chi legge che mia figlia è un’alunna del Convitto. Per informazione avviso che presso l’Istituto allocato al Pannaggi è in corso la raccolta firme per una petizione. Chiunque sia maggiorenne può aderire.

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