Convitto, Fratelli d’Italia all’attacco:
«Il sindaco sa solo zittire gli avversari»

MACERATA - Il partito replica alle parole del primo cittadino e annuncia che porterà la questione in Consiglio comunale. L'ex assessore provinciale Andrea Blarasin invita Comune e Provincia a collaborare
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Il Convitto di Macerata

 

Fratelli d’Italia porterà in Consiglio la questione del paventato trasferimento del Convitto di Macerata. A comunicarlo il partito in una nota in cui critica anche il sindaco Romano Carancini per i toni usati nel replicare alla vicenda, sollevata in primo luogo dai genitori degli studenti. L’ex assessore provinciale Andrea Blarasin intanto chiede che venga convocato un tavolo tra Comune e Provincia per sciogliere il nodo della scuola. Carancini si affida invece a Facebook per replicare ai dubbi sollevati da Carlo Cambi su CM, senza fornire alcuna risposta agli stessi (se non ribadire che la competenza del Convitto è della Provincia) e criticando l’utilizzo di un parola inadatta ad indicare lo spostamento degli studenti.

DAlessandro

Francesca D’Alessandro

«Per il sindaco e per l’attuale amministrazione le nostre osservazioni in merito alle scuole sarebbero state fatte solo a fini propagandistici. Evidentemente in questa città non è più lecito esprimere democraticamente un pensiero o sottolineare criticamente l’operato di una amministrazione senza essere tacciati di essere “strumentali” – dice Fratelli d’Italia -. Si tenta così di mettere un bavaglio a chiunque non la pensi come il sindaco e la sua giunta. La questione vera è che si è persa l’abitudine all’ascolto e la classe dirigente invece che dirigere impone. Un nostro esponente Francesco Pastori, ha infatti rilevato malcontento tra i genitori delle scuole che lamentavano un diverso trattamento degli studenti di Macerata riguardo agli abbonamenti del trasporto pubblico urbano, e per questo ha invitato l’amministrazione ad estendere la possibilità di rimborso degli abbonamenti anche agli alunni che provengono dalle periferie. Francesca D’Alessandro ex consigliera comunale, è intervenuta poi in merito alle lungaggini legate alla ristrutturazione del Convitto (per cui aveva avviato una raccolta firme già nel 2017) e al possibile spostamento degli alunni del Convitto dal Pannaggi ai Salesiani, per far posto agli uffici del Tribunale. Evidentemente però non è “permesso” in questa città rilevare problematiche e farsi carico, in pieno spirito con una sana politica di prossimità al territorio, di quanto i cittadini lamentano. Tutti questi temi saranno comunque portati in Consiglio dal nostro rappresentante Paolo Renna, sperando che almeno in sede istituzionale ci sia ancora la libertà di parlare. Ribadiamo, dunque, che paventare la possibilità di un trasferimento del Convitto o di una parte di esso ai Salesiani nel periodo di iscrizioni degli alunni, abbia influenzato la decisione dei genitori nella scelta della scuola, e, siccome le parole contano ed hanno un peso, gli effetti sono le diverse mobilitazioni da parte dei genitori coinvolti. Sanno invece di spot elettorali i tagli dei nastri ripetuti e forse non del tutto opportuni per le inaugurazioni delle nuove scuole. La fretta non va a favore della cittadinanza e le numerose criticità da risolvere ne sono una testimonianza (palestra non agibile, mancanza di lavagne Lim , ascensori non funzionanti ecc..), cose che si sarebbero potute evitare con la consegna delle scuole nei giusti tempi, per gli studenti non sarebbe cambiato nulla. Se al sindaco e al Pd dà fastidio che si possano rivolgere loro delle critiche è perché hanno perso completamente la capacità di stare in mezzo alla gente e di ascoltarla. Meno potere e più ascolto – conclude Fratelli d’Italia – e forse al sindaco passerebbe la voglia di zittire l’avversario politico che democraticamente lavora a servizio della città».

BLARASIN

Andrea Blarasin

Andrea Blarasin chiede invece un tavolo di confronto. «Invece che continuare nello scaricabarile delle responsabilità sarebbe necessario mettersi attorno a un tavolo che veda dialogare insieme Comune, Provincia e la dirigenza del Convitto per trovare una soluzione condivisa che non porti a creare ulteriori contrasti in città, ma metta al centro il futuro dei nostri ragazzi e di uno degli istituti più importanti di Macerata – dice Blarasin -. Il sindaco Carancini, invece, in queste settimane sembra più propenso a scaricare le responsabilità su altri, anche all’interno del centrosinistra. Basta ricordare, ad esempio, il recente caso della sede della Soprintendenza finita ad Ascoli e non a Macerata, in cui il sindaco ha scaricato parte delle responsabilità sull’assessore regionale Angelo Sciapichetti, membro del suo stesso partito. Adesso in un rimpallo di accuse si tirano in ballo la Provincia e la dirigenza scolastica. Un atteggiamento che non aiuta a risolvere la questione, mentre sarebbe preferibile usare lo stesso metodo di collaborazione che si era tenuto tre anni fa subito dopo il terremoto, quando il Comune trovò nella Provincia una “spalla” con cui affrontare la situazione di emergenza dovuta all’inagibilità di alcune sedi scolastiche. Oggi, con la stessa serietà, sarebbe importante che il Comune convocasse un tavolo a cui far sedere tutti insieme i rappresentanti della Provincia, la dirigenza dell’istituto e i rappresentanti del consiglio di istituto, in modo da ragionare insieme, senza fughe in avanti. Allo stesso modo bisognerebbe evitare di collegare la necessità di spazi per il Convitto con la situazione del tribunale, perché sono due situazioni distinte, che meritano risposte distinte, evitando di creare frizioni o contrapposizioni inesistenti tra due istituzioni fondamentali della nostra città».

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