Le opere di Tullio Crali a Londra
grazie a una maceratese:
«Tesoro inestimabile lasciato alla famiglia»

MACERATA - Barbara Martorelli ha curato, assieme a Christopher Adams, la prima mostra internazionale dedicata all'artista futurista. L'inaugurazione il 15 gennaio all'Estorick Collection of Modern Italian Art, con l'incoraggiamento degli eredi del pittore, la nuora Anna Bartolozzi Crali: «Felice ed orgogliosa»
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La curatrice d’arte maceratese Barbara Martorelli

 

di Elisabetta Pugliese

È grazie alla curatrice d’arte maceratese Barbara Martorelli, che il 15 gennaio verrà inaugurata una mostra interamente dedicata al pittore futurista Tullio Crali all’Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra. È la prima a livello internazionale, per questo assume un’importanza ancora maggiore. L’esposizione, dal titolo “Tullio Crali. A futurist life”, sarà visitabile fino all’11 aprile e sarà curata dalla Martorelli e da Christopher Adams, che nel suo dottorato di ricerca ha trattato il secondo futurismo e si è dimostrato, quindi, molto entusiasta dell’idea. Il tutto, sarà accompagnato da un loro catalogo, illustrato e corredato da testi. Tutto questo, però, non sarebbe stato possibile senza la benedizione degli eredi dell’artista, particolarmente di sua nuora, Anna Bartolozzi Crali, che si è definita «felice ed orgogliosa della grande opportunità».

COM’È NATA L’IDEA – «Non appena ebbi l’occasione di visionare la collezione delle opere di Tullio ne rimasi subito colpita – spiega la Martorelli – Ho conosciuto Anna Bartolozzi Crali, la nuora dell’artista, 3 anni fa. Inizialmente abbiamo lasciato ogni idea in stand-by, poi ci siamo risentite un anno fa, in occasione della mostra sull’artista curata da De Grassi a Monfalcone, e io le ho fatto la proposta di organizzare una mostra a Londra. Ho parlato con Roberta Cremoncini, direttrice dell’Estorick Collection of Modern Italian Art, che si è mostrata da subito molto favorevole ed entusiasta ed ha immediatamente accettato il progetto. Ad oggi sono molto sorpresa – racconta la maceratese – perché generalmente servono anni per organizzare un evento di questo calibro; stavolta, invece, proprio perché le opere appartengono tutte allo stesso fondo e non abbiamo avuto bisogno di fare richieste esterne, tutto è avvenuto in maniera snella e con tempistiche molto veloci. È proprio vero che quando le cose devono prendere la piega giusta, la prendono».

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“In alto volo” di Tullio Crali

BEN 70 OPERE IN MOSTRA – «In questo 2020 ricorre il ventesimo anniversario della morte dell’artista – ha sottolineato la Martorelli – Abbiamo selezionato una buona parte delle sue opere, di cui alcune raramente esposte in precedenza, quasi 70 divise in tre gallerie. Ci saranno dipinti, opere di aeropittura, che Crali ha portato avanti fino alla fine della sua vita (visioni aeree di paesaggi visti dal cielo, nonostante lui non abbia mai davvero volato), fotografie, disegni, manifesti, i suoi meravigliosi diari, anch’essi raramente presentati prima di questo momento, e le “Sassintesi”, nome coniato non da lui, ma da sua moglie, Ada Savelli. Si tratta di composizioni su cui l’artista inizia a lavorare dopo il periodo parigino: all’epoca, infatti, il pittore approfittava dei weekend per “fuggire” con la famiglia in Bretagna, in cui sempre restava affascinato dai paesaggi incontaminati, dalle rocce e dai “menhir”. Sviluppa, quindi, un amore smisurato per la geologia e inizia a collezionare queste pietre: scriverà in seguito, in maniera piuttosto simpatica, che “dopo 10 anni passati in Francia rientrerà a Milano con le valigie cariche di pietre, più che di affetti”, e che esse, un giorno, avrebbero trovato la loro identità. In effetti – commenta la curatrice – la sua previsione si è avverata, perché queste pietre hanno trovato nuova vita proprio nelle “Sassintesi”. Ogni galleria racconterà un periodo, il pre-guerra, il post-guerra e il post anni ’50, in cui inizia una ricerca sulla materia, pur rimanendo sempre fedele al futurismo. Il catalogo, invece, ripercorre i momenti salienti della sua carriera».

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“Paesaggio supersonico” di Tullio Crali

«IL FONDO EREDITATO DALLA FAMIGLIA MI HA LASCIATO SENZA PAROLE» – Le opere di Crali rappresentano senza dubbio un grande tesoro, un patrimonio importantissimo che fortunatamente è stato molto ben conservato dalla famiglia: «Sono felice di aver creduto nel progetto e di averlo visto svilupparsi in maniera così naturale – ha detto la Martorelli – tutto si è realizzato nel migliore dei modi, con grande professionalità e volontà da parte di tutti. Per me è stata una sorpresa incredibile trovare un fondo così importante, perché nonostante varie acquisizioni da parte dei musei, l’artista ha tenuto molto a farne rimanere l’anima nella sua collezione privata, che è passata agli eredi. Sono rimasta senza parole quando ho iniziato a studiare questo archivio – ha spiegato la curatrice della mostra – vederne la completezza e osservare la cura con cui per anni è stato conservato dalla famiglia in condizioni perfette, dà un idea completa ed organica di tutta la vita dell’artista. Abbiamo una vera ricchezza, sia a livello maceratese che regionale, per fortuna  è stata protetta e conservata ottimamente».

L’ASSOCIAZIONE “FUTURCRALI” – Nell’organizzazione di questo evento, e non solo, ha assunto un ruolo fondamentale l’associazione “Futurcrali”, costituita dagli eredi del pittore tre anni fa, come spiega Anna Bartolozzi Crali: «L’associazione, non a scopo di  lucro, è nata nel 2017 e si prefigge di valorizzare le opere del pittore e di promuovere eventi, mostre e tutto ciò che è legato alla sua figura e, perché no, anche ad altri artisti, se ce ne fosse l’occasione. Siamo sempre disponibili a prestare opere, a fare mostre e a valorizzare come ci è possibile la figura di Tullio».

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“I tetti di Parigi” di Tullio Crali

LE IMPRESSIONI DI ANNA BARTOLOZZI CRALI – La nuora dell’artista ha espresso i suoi pensieri e le sue emozioni riguardo l’imminente evento di Londra, raccontando anche com’è stato lavorare con i suoi due curatori: «È la prima mostra internazionale su mio suocero, siamo particolarmente fieri di questo. In passato fu molto oscurato, a causa di false credenze che lo vedevano legato a Benito Mussolini negli anni della seconda guerra mondiale. Lui non si è mai schierato con nessuno, non si è mai immischiato nelle questioni politiche, ma ha sempre messo l’arte al primo posto, ricevendo spesso molte critiche. Desidero che venga conosciuto e che possa avere un suo spazio di rilievo, perché è indubbio che sia stato uno dei grandi del futurismo. Lavorare con Barbara e Christopher – ha proseguito la Bartolozzi Crali – è stato meraviglioso, mi hanno coinvolto in maniera molto attiva. Mi sono occupata del lavoro “bruto”, ho cercato il materiale, ho fatto fare le foto, tutto ciò che era necessario ai fini dell’allestimento della mostra. Sono due persone bravissime sotto ogni punto di vista, collaborative, intelligenti e disponibili. Sono eccezionali – ha concluso – mi auguro che in futuro potremo ancora collaborare nell’organizzazione di altri eventi».

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Tullio Crali negli anni Settanta

CHI È TULLIO CRALI – Nato a Zara, in Dalmazia, si è spostato tantissimo nella sua vita, da Gorizia a Torino, da Milano a Parigi, poi diverso tempo in Egitto e di nuovo a Milano. Sposa totalmente il futurismo: lo porta nella sua arte e ne fa un modo di vivere, che mai smetterà di seguire. Da questo aspetto è nato il titolo della mostra. L’eredità dei numerosi viaggi apparteneva anche a suo figlio, un importante geologo che in Libia conobbe Anna e la sposò. Entrambi, padre e figlio, riposano oggi al cimitero di Macerata, dove l’artista visse per un periodo durante la seconda guerra mondiale. Le sue opere sono attualmente conservate dai suoi discendenti.



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