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Maceropoli e Mercalli in fiera,
nei luoghi del sisma i giochi
di chi si sente dimenticato

PRIMO DELL'ANNO al centro sociale di Ussita per la manifestazione organizzata dalla Pro loco assieme a quelle di Castelsantangelo e Visso. Tante le persone che si sono ritrovate per una partita e tenere accesi i riflettori sui territori e la ricostruzione
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di Monia Orazi

Il terremoto che diventa il pretesto per un gioco di società, per discutere dei problemi pluriennali del sisma e farci una risata in compagnia, tra una fetta di panettone e vin brulé.

Tante persone hanno partecipato oggi pomeriggio all’evento “Maceropoli, una terra dimenticata”, organizzato dalle tre Pro Loco di Castelsantangelo sul Nera, Ussita e Visso, da un’idea lanciata da Peppe Lu Mattu, pseudonimo attivo sui social, dietro cui si cela una persona reale, molto legata al territorio. Dalla sua fantasia sono nati due giochi di società, Maceropoli dove i problemi del sisma, le macerie, le messe in sicurezza, lavori, puntellamenti, ed i soldi sono quelli della ricostruzione, che non bastano mai per ricostruire case, alberghi e scuole, lungo le vie ribattezzate con nomi reali dei vari centri terremotati.

A sfidarsi sono state quattro squadre, una per ciascun comune e una dei non residenti, secondo le regole del celebre gioco di società. Per i più piccoli invece è stato creato “Mercalli in fiera”, una bella sfida a cui hanno partecipato i più piccoli, con quaranta carte ispirate a personaggi locali, animali dei Sibillini, gli amati personaggi dei fumetti, la personificazione di personaggi della leggende locali. Sono stati messi in palio per loro premi con giochi educativi, e qualche premio anche per i grandi. Nel centro sociale si è respirata oggi pomeriggio un’atmosfera di festa, si è svolto un momento conviviale in cui si è brindato al nuovo anno, degustando dolci locali e caldo vin brulé. L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di creare un’occasione di incontro tra gli abitanti dei comuni ed ancora una volta quello di accendere i riflettori su un territorio che dopo il sisma si sente dimenticato e ha voglia di veder partire la ricostruzione, per ritrovare borghi, strade, piazze, luoghi di incontro e spazi comuni, per vivere la dimensione di comunità e di far incontrare le persone che vivono nelle soluzioni abitative di emergenza.

 

 

 

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