Tirocinio pagato al figlio della consigliera
«Scelta che ci ha fatto risparmiare»
CIVITANOVA - Il sindaco Fabrizio Ciarapica chiarisce alcuni aspetti della vicenda, finita anche all'attenzione della Corte dei conti
di Laura Boccanera
Tirocinio retribuito al figlio della consigliera di Vince Civitanova, il sindaco difende la scelta e spiega che si è trattato di una riconferma sulla base di una competenza già acquisita: «E’ stata riconosciuta un’indennità minima, una soluzione che ha consentito all’ente di evitare il ricorso a ditte esterne e di affrontare costi ben più elevati». Queste le parole del primo cittadino Fabrizio Ciarapica, che cerca di chiarire una questione spinosa al centro di una serie di accessi agli atti da parte del consigliere comunale Giulio Silenzi e di un ricorso alla Corte dei conti. La vicenda riguarda un tirocinio retribuito assegnato ad uno studente dell’Università di Verona, nonché figlio della consigliera comunale Fabiola Polverini. Il giovane aveva già svolto nel 2018 un tirocinio curriculare in Comune e Silenzi aveva sottolineato i profili di irregolarità legati al rinnovo e non alla proroga di un tirocinio già svolto, oltre al fatto che il ragazzo non avrebbe avuto i requisiti per svolgere quell’ulteriore periodo di stage retribuito extracurriculare. Ciarapica sottolinea alcuni aspetti che però non chiariscono completamente le criticità sollevate da Silenzi, relative al doppio tirocinio e ai requisiti previsti dalla legge regionale. «La possibilità di attivare almeno un tirocinio con la copertura finanziaria era stata prevista nell’aggiornamento del piano triennale del fabbisogno adottato con la delibera di giunta comunale 206 del 4 giugno 2019 – spiega il primo cittadino- in ragione del mutato contesto normativo di riferimento e di eventi non previsti né prevedibili in precedenza da parte dell’ente che avevano reso necessaria la modifica dell’organizzazione della macrostruttura organizzativa comunale. L’anno precedente, lo studente in questione aveva già svolto un tirocinio non retribuito di 500 ore in questo Comune in convenzione con l’Università di Verona, una prassi consolidata che in passato aveva favorito collaborazioni con varie università italiane proprio nel servizio informatico. Il Ced, avendo necessità di proseguire il progetto informatico avviato, in una fase di particolare carico di lavoro dovuta a migrazione delle infrastrutture informatiche e in carenza di organico, ha ravvisato l’opportunità di riconfermare lo stesso studente che aveva acquisito una rilevante conoscenza dei sistemi del Comune di Civitanova ed capacità di coadiuvare il personale interno nell’eseguire le attività legate alla sicurezza. Per il nuovo tirocinio, non avendo più lo studente necessità di crediti formativi, non è stata messa in essere una nuova convenzione con l’Ateneo, ma è stata riconosciuta un’indennità minima. Tale soluzione ha consentito all’ente di evitare il ricorso a ditte esterne e di affrontare costi ben più elevati».
Tirocinio retribuito al figlio della consigliera, Silenzi: «Esposto alla Corte dei conti»
Silenzi attacca il sindaco Ciarapica: «Tirocinio retribuito a figlio consigliera»

Ciarapica ma che te frega. E poi come al solito quando ti giustifichi peggiori la situazione perché la gente normale non riesce a capire le anormalità a cui ci fai assistere continuamente e tu e tutto il resto dei tuoi più stretti collaboratori. Lascia perdere Silenzi.. che pure quello è una bella lenza. Ma pensa a tutte le innovazioni che devi fare. Via , un bel brindisi con l’Amaro Strever.. e sai cosa bevi.
La toppa è peggio del buco. Io ho visto il video del Consigliere Silenzi ed ho anche letto gli articoli di giornale. La contestazione, oltre che sull’opportunità politica della scelta del figlio di una Consigliera, verte sul fatto che la persona scelta per il tirocinio NON ha i requisiti a termini di legge, secondo quanto illustrato da Silenzi. Quindi c’è poco da discutere. Bisogna smentire questo.
Voglio però fare ulteriori considerazioni per mostrare che la cosa NON è così semplice come viene spiegata dal Sindaco.
La prima considerazione è la scelta dell’Università di Verona, anche questo lascia perplessi, non di certo per le competenze ma per la distanza…..ce ne sono altre più vicine. Poi si viene a sapere che il tirocinante dell’Università di Verona, è il figlio di una Consigliera di Civitanova.
La seconda considerazione è che visto che il primo tirocinio ha aperto la strada al secondo a pagamento (anche se minimo) ci si potrebbe chiedere se per il primo era stato fatto un bando, o un concorso o una qualche selezione.
La terza considerazione è sul titolo di Studio che ha attualmente il ragazzo. Si presume che un Perito Informatico sappia più di uno che non lo è, che un Laureato Triennale in Informatica sappia più del Perito, che un Laureato Magistrale in Informatica sappia più del Laureato Triennale e del Perito. (Questo per lo meno sulla carta. Poi sul campo di casi particolari ce ne sono molti). Che titolo di Studio ha il ragazzo? E’ chiaro che un Ente come un Comune deve puntare al Titolo più alto possibile. Almeno secondo me.
La quarta considerazione è questa. Mi pongo la seguente domanda. In termini amministrativi, è possibile fare un concorso, citando come requisiti magari la passata esperienza in un Ufficio Informatico Comunale, o la conoscenza e l’esperienza nell’uso di Specifici Software e che poi questi requisiti diano un punteggio aggiuntivo in caso di un Concorso per l’assunzione in Comune presso uffici di quel tipo?. Se la risposta è SI, è chiaro che la possibilità di svolgere questi due tirocini, andava secondo me soggetta ad evidenza pubblica dando la possibilità a tutti di partecipare ad una selezione per scegliere il tirocinante in quel ruolo.