Riduzione dei rimborsi accise,
Confartigianato chiede incontro
con il ministro Paola De Micheli

ALLARME - Il presidente interprovinciale del settore trasporti, Emanuele Pepa: «Il provvedimento sarebbe un grossolano errore per lo Stato e inaccettabile per la categoria, soggetta alla concorrenza dei vettori esteri»

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Emanuele-Pepa

Emanuela Pepa, presidente interprovinciale di Confartigianato Trasporti

 

Il comitato di Presidenza dell’Unatras, convocato dal presidente nazionale di Confartigianato Trasporti Genedani, ha sollecitato un incontro urgente con il neo Ministro De Micheli, per evitare sul nascere strategie che potrebbero portare ad un ulteriore indebolimento dell’autotrasporto italiano e quindi al conseguente fermo del settore. Le circa 4mila imprese marchigiane dell’autotrasporto e della logistica, con oltre 14mila addetti, non sarebbero in grado di reggere un aumento dei costi del gasolio, causato dalla riduzione dei rimborsi delle accise. E’ necessario quindi un concreto confronto con il Governo, al quale è stata nuovamente richiesta l’introduzione dei costi di riferimento in maniera trasparente, la fissazione di tempi di pagamento certi, il finanziamento del fondo per gli investimenti ed il controllo sugli abusi commessi dai vettori esteri che non rispettano le normative sul cabotaggio. Confartigianato ricorda che il 19 settembre scorso è apparsa la bozza di un Decreto Clima sugli incentivi per la riduzione dell’inquinamento, che potrebbe progressivamente eliminare i sussidi definiti “ambientalmente pericolosi”, tra cui la diminuzione dei rimborsi sulle accise per i veicoli industriali, da operarsi progressivamente, fino a una sua totale eliminazione. In concreto per l’autotrasporto, significherebbe intervenire sullo sconto sulle accise, conteggiato trimestralmente, riconosciuto alle imprese che usano veicoli industriali con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate e motori Euro 3 o superiori. Il testo diffuso prevede la riduzione delle accise del 10% dal 2020, fino al suo azzeramento totale entro il 2040. «Nel ricordare che per tale sconto vengono impiegati 1,4 miliardi di euro l’anno, riducendo il gap dei costi di esercizio esistente fra i trasportatori italiani e quelli europei – afferma il presidente interprovinciale di Confartigianato Trasporti, Emanuele Pepa – riteniamo che il provvedimento sarebbe un grossolano errore per lo Stato e sarebbe inaccettabile per la categoria, soggetta alla concorrenza dei vettori esteri. Confartigianato Trasporti propone da tempo un’alternativa, ovvero finanziare l’acquisto di veicoli nuovi in sostituzione di quelli vecchi, i più inquinanti, che dovrebbero essere rottamati e tolti dalla circolazione. In questo modo si incentiverebbero le imprese a rinnovare il parco circolante, con un evidente vantaggio per l’ambiente e per lo Stato che incasserebbe l’Iva su ogni veicolo di nuova generazione acquistato. Si ridurrebbe inoltre il consumo di carburante per effetto della migliore efficienza dei nuovi veicoli, alimentati anche con carburanti green».


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