Il neurochirurgo Fred Gentili
da Toronto a Sarnano:
«Questa è la mia casa»

ORIGINARIO del Maceratese, è diventato un luminare a livello mondiale nel suo campo: la chirurgia della base cranica a minimo impatto invasivo. Ogni estate torna nella sua terra per trascorrere le vacanze
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Manfred Gentili con sua moglie Gina

 

di Maurizio Verdenelli

C’era una volta un bambino di 4 anni che giocava libero nei prati di Brilli, 30 anime, a 2 km dal capoluogo Sarnano ai piedi dei Sibillini che pare di toccarli. «Quel paesaggio, quei monti azzurri mi sono rimasti nell’anima e da trent’anni sono tornati ad essere un po’ anche i miei» dice il professor Manfredo Gentili, 72 anni, docente di neurochirurgia all’università di Toronto. Del suo essere cittadino canadese ed insieme, ancor più, il principale esponente mondiale della chirurgia della base cranica a minimo impatto invasivo, lo rivela l’abbreviazione anglosassone del suo impegnativo nome rinascimentale: Fred. E pure quel suo metalinguaggio tra sarnanese arcaico ed avvolgente («me l’hanno insegnato i nonni a Toronto») intervallato da un perfetto inglese. «Questione di famiglia e radici legate alla storia di questo territorio. Mio nonno si chiamava Alberico, Gentili il cognome a ricordare il grande ginesino maestro di Diritto in Inghilterra» dice lui che con la sua continua ricerca in oncologia è riuscito a trattare tumori maligni salvando in una percentuale fino al 50%, pazienti che non avrebbero altrimenti avuto possibilità di vita. Migliaia e migliaia di interventi a Toronto e in tutto il mondo, dei quali lui ha perduto da anni il conto. «Solo in tre Paesi la medicina è rigorosamente pubblica senza presenza di operatori privati: Cuba, Nord Corea ed appunto Canada. Se in Italia cresce la quota della privatizzazione, è forse perché lo Stato paga poco i medici. Ma io sono orgoglioso di poter salvare vite umane senza nulla in cambio eccetto lo stipendio di docente. In questo mi sento fortemente figlio di questa terra. Di cui amo sopratutto Giacomo Leopardi, un poeta che amava il genere umano».

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Gentili con il sarnanese Remo Grassetti

Fred, come tutti chiamano a Sarnano il professore, sta esaurendo in questi giorni il suo mese di ferie che trascorre da decenni circondato dell’affetto generale di Sarnano e la casa di Brilli. «Mio padre Angelo che emigrò a Toronto, dove già si erano stabiliti alcuni familiari, mi consigliò di cederla, ma io non volli tagliare queste radici. Per dieci anni ho vissuto riservatamente qui il mio mese di vacanze, poi i sarnanesi hanno voluto che tornassi in famiglia a pieno titolo». E sarnanese ancora di più è Gina, avvocato di Toronto, che Fred, due volte vedovo, ha sposato nel 2007 all’Abbazia di Piobbico (celebrante don Eraldo Pittori). «Ho avuto successo e fortuna nella vita. Ma soprattutto devo molto a queste tre donne straordinarie. Ed ora Gina è tutta la mia gioia. Con lei giro i cinque continenti dovunque mi chiamano per illustrare le mie tecniche operatorie, non dimenticando certo le mie Marche e l’amicizia operativa che mi lega al prof. Scerrati di Ancona» dice Fred che è pure appassionato di lirica. «Queste sere, sempre allo Sferisterio, come ogni anno. Carmen? Very good, vero Gina?».

L’avvocato, impegnata sul fronte della disabilità e della difesa delle fasce deboli, gli fa yes!  Con occhi adoranti. «Teniamo tanto a questo Paese. Entrambi siamo cittadini italiani con passaporto e il Presidente ha concesso a Fred, illustre italiano residente all’estero, il titolo di Cavaliere della Repubblica». Gentili: «E’ un titolo che mi fa onore, ne ho avuti tanti in tutto il mondo. Ma confesso che da sarnanese tengo tantissimo al premio San Giacomo della Marca, che gli amici Umberto Zamponi e il senatore Luciano Magnalbo hanno voluto concedermi nel 2013». L’estate dell’anno successivo, una bellissima statua (ad altezza naturale) di San Giacomo della Marca è stata collocata al centro dei centralissimi giardini di piazza della Repubblica nella cittadina «dove sgorga l’acqua di Gna Gnà» accenna con un sorriso complice, Manfredi Gentili. La statua in metallo, è of course, un suo dono insieme con Gina. «Lo sapeva che il culto di San Giacomo della Marca, nel cui nome sono sorte le terme del paese dove sono nato, è presente in Nord America? Sapeva pure che c’è nel New Jersey una chiesa consacrata al santo marchigiano?». No, veramente lo ignoravo. «Per me, più di un segno» dice Gentili mentre alcuni sarnanesi di passaggio, si sbracciano per salutare lui e Gina. Ricambiati subito calorosamente da Fred, il sarnanese: «Oh, my friends».



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