«Non fate come me,
dedicate più tempo ai vostri figli»

CIVITANOVA - Per la seconda serata di "Io desidero", manifestazione dedicata alla lotta contro la droga e le dipendenze, le testimonianze di Gianpietro Ghidini e Carolina Bocca

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Una serata di commozione e di forza l’appuntamento di ieri di “Io desidero” a Civitanova. Ospiti Gianpietro Ghidini e Carolina Bocca. Un vissuto pesante e doloroso che entrambi sono stati capaci di trasformare in bene per gli altri. E il bene è stato il fil rouge della serata che si è aperta con la testimonianza di Carolina dell’associazione Admo, giovanissima iscritta che ha deciso di rendersi utile agli altri: «Non intendo solo la donazione fisica ma soprattutto donarsi come persona», ha detto la giovane volontaria.

unnamed-2-325x244Presenti anche i giovani del direttivo dell’Avis che con Federico, hanno ribadito l’importanza delle donazioni di sangue, utili non solo a persone malate ma anche per salvare la vita di chi subisce un incidente. Lay Giannini, promessa della ginnastica artistica italiana e il suo allenatore Riccardo Pallotta  sono saliti sul palco per mostrare cosa significa avere un sogno e cercare di perseguirlo con dedizione e sacrificio: «Gli allenamenti sono duri ed i sacrifici tanti, l’importante è però divertirsi perseguendo uno scopo. E quando finalmente esco dalla palestra preferisco uscire con gli amici piuttosto che passare il mio tempo sui social». E dopo l’intervento a distanza di Diego Rubiconti, è stato il turno della performance di Lorenzo Capretta che dopo aver recitato un pezzo con al centro il rapporto genitori-figli ha lasciato il palco ai veri protagonisti della serata: la Pars, partner dell’evento, Gianpietro Ghidini e Carolina Bocca.

f8e2424b-47b0-4f72-a7f0-116f2092479b-488x650«Ci siamo fatti convincere che gli affari sono più importanti dei nostri figli. Non fate il mio stesso errore – ha detto Ghidini- dedicate più tempo ai vostri figli, sono la cosa più preziosa». «Non puniteli – ha continuato Carolina Bocca- lasciateli cadere, le difficoltà creano capacità: nell’errore riusciranno a gestire fallimento e frustrazione, tenerli sotto una campana di vetro non fa il loro bene». Forte anche la testimonianza di Lorenzo, originario di Roma che parla dei suoi due anni in comunità per lavorare sulle dipendenze. «Non c’è uno stereotipo, può succedere a chiunque – ha raccontato – la mia famiglia è stata una buona famiglia, nella norma, senza tragedie, eppure io sono finito in questa spirale di autodistruzione, finché non mi sono guardato allo specchio e mi sono fatto schifo. Quando ti droghi non lo fai perché lo desideri ma perché ne sei dipendente e diventa una necessità, con l’ingresso in comunità ho iniziato a desiderare una famiglia,  il lavoro che amavo, la normalità». Oggi terzo appuntamento sul tema:  comunicazione tra le generazioni.  Ospiti gli artisti del laboratorio musicale “Il Palco” con musicisti di due generazioni che si incontreranno e si passeranno il testimone. L’evento si terrà in piazza Conchiglia alle 21,15 o in caso di maltempo presso il teatro Conti di San Marone.

 

 

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