“Sopra al mare non passa mai il tempo”
Rive Festival, in 1500 per gli Avion Travel
CIVITANOVA - La Piccola Orchestra accolta in città da un caloroso abbraccio. La rassegna ha unito le voci del porto a quelle dei Sibillini, con testimonianze uniche

Tra i pontili Marina e Levante, più di 1500 persone hanno trascorso ieri l’imbrunire sul porto, gustando le specialità dello street food e la musica degli Avion Travel, concerto di punta di Rive Festival.

La rassegna, diretta da Giorgio Felicetti e organizzata dal comune e dall’Azienda dei Teatri di Civitanova, ha regalato grandi emozioni, grazie alla magia di una proposta d’autore capace di unire ricercatezza e popolarità. Il gruppo ha presentato inediti e vecchi successi, concedendo al pubblico un generoso bis, terminato sulle note di “Storia d’amore” di Adriano Celentano. «Sopra al mare non passa mai il tempo», recitano i versi di “Sentimento”, un’altra delle canzoni più conosciute della Piccola Orchestra, che cita nel testo proprio Ulisse, eroe più volte ricordato dai tre ospiti che hanno aperto il festival nel pomeriggio, sul terrazzo del Circolino della vela. Una giornata, quella di ieri, dedicata all’Appennino, con le storie dei personaggi e dei miti del Gargano, terra di briganti e di pellegrinaggi, magistralmente narrate dalla scrittrice Lucia Tancredi. Uno spazio quello di Rive Letteratura, capace di far viaggiare l’ascoltatore sulle onde delle parole e di farlo tornare a casa come in una transumanza.

Ed “eroe” non vuole essere definito Marco Scolastici, “il pastore che ha sconfitto il terremoto”, che invece spera per il futuro che una scelta come la sua, sull’Appennino, con i suoi animali al pascolo, possa essere un giorno vista come una normale possibilità aperta a tutti. A chiudere la sezione incontri, lo straordinario Renato Marziali, che ha recitato a memoria un passo della Gerusalemme Liberata, con l’umanità di un poeta-pastore, depositario di storie antiche, che è cresciuto tra i prati leggendo quelle grandi opere che ora recita a memoria. L’edizione 2019 della manifestazione ha voluto collegare la costa dell’Adriatico con l’Appennino e le sue comunità, che, dopo il traumatico cambiamento subìto nel 2016, si sono ancor più avvicinate alla gente di mare. Rive unisce i due luoghi simbolo del territorio: i Sibillini col porto di Civitanova. 
Un percorso nel teatro, nella musica, nel cinema, nella poesia, nella fotografia, nel cibo, alla ricerca di quelle stesse radici, quel linguaggio fatto di terra, di acqua di mare, di roccia e di carne che suda, e quell’identico sguardo verso la vita, che ci fanno riconoscere come appartenenti allo stesso paesaggio umano. Alle 23.30, la serata si è chiusa con Fuori Orario, palcoscenico per le proposte più innovative: una audio visual live performance Onda, “Nel cosmo dell’occhio”, mostrata dopo la prima assoluta al recente Pesaro Film Festival. Il musicista Marco Fagotti ha proposto suggestioni visive sonorizzando dal vivo le immagini proiettate sul grande schermo, invitando lo spettatore ad una “immersione sincretica” nell’acqua.




Un bellissimo spettacolo, i Travel
bravi come sempre, con un Servillo che non si finisce mai di apprezzare.
Comunque Sabato sera Civitanova da qualsiasi angolo la si vedeva era una moltitudine di persone, locali al collasso dalle presenze.