Proroga busta paga pesante:
«Aziende costrette a versare anticipi,
finchè non entrerà in vigore»
SISMA - Il sottosegretario Vito Crimi ha annunciato l'approvazione ma serve l'approvazione in senato della Sblocca cantieri. Confartigianato: «L'Inps non si è pronunciata e molte imprese si sono ritrovate a dover inoltrare l’istanza di rateizzo ma la procedura si è bloccata»
«Proroga busta paga pesante, aziende costrette ad anticipare la prima rata in attesa della votazione dello Sblocca cantieri». A dirlo è Confartigianato in seguito all’annuncio da parte del sottosegretario Vito Crimi dell’approvazione nei giorni scorsi nelle Commissioni riunite Ambiente e Lavori Pubblici, di uno degli emendamenti del decreto Sblocca Cantieri, «relativo alla proroga al 31 ottobre della restituzione a rate della cosiddetta “busta paga pesante” e dei contributi previdenziali sospesi a seguito del sisma 2016. I termini per pagare i tributi sospesi nelle aree colpite dal sisma, inizialmente previsti a partire da gennaio 2019, furono già prorogati al primo giugno 2019, e secondo quanto dichiarato da Crimi, ormai prossimi all’ulteriore sospensione fino al 31 ottobre». Secondo Confartigianato però «il problema è che questa proroga, non proprio scontata, entrerà a tutti gli effetti in vigore solo in seguito alla votazione dello Sblocca Cantieri in Senato che avverrà nei prossimi giorni. Nel frattempo le imprese sono state costrette a procedere con il pagamento della prima rata dei contributi sospesi entro il primo giugno. Non è infatti sufficiente un emendamento approvato in commissione per prorogare una norma. Non solo, visto che l’Inps non si è pronunciata, nonostante l’invito del sottosegretario Vito Crimi, in pochi giorni molte imprese si sono ritrovate a dover inoltrare l’istanza di rateizzo per non perderne il diritto semmai la norma non fosse definitivamente approvata. Ma la procedura, evidentemente “intasata” da molte domande, si è bloccata impedendo l’invio dell’istanza stessa». Confartigianato per tutelare le imprese aveva richiesto il posticipo dell’invio dell’istanza di rateizzazione e il pagamento delle prime rate, «Purtroppo non siamo stati ascoltati e, ancora una volta, sono le imprese e i lavoratori a pagarne le spese. Questo non è più accettabile, non siamo più disposti ad essere vittime di inefficienze e disallineamenti normativi».
