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Antonio Bravi: «Collaboreremo con Montefano»,
Savoretti propone le bocce a scuola

DIARIO ELETTORALE - Diversi gli annunci delle liste a sostegno del candidato sindaco. Nel comune vicino Anastasia Accattoli spiega perché il recupero dell'ex scuola elementare non è nel programma
martedì 14 Maggio 2019 - Ore 18:06 - caricamento letture
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Antonio Bravi

RECANATI – Il candidato sindaco Antonio Bravi annuncia che «Recanati e Montefano torneranno a collaborare. Scuole, isola ecologica, servizi ed attività per i cittadini. Un rapporto che purtroppo si è interrotto per volontà unilaterale di Montefano, con Antonio Bravi e Angela Barbieri sindaci riprenderà con nuovo slancio e nuovi progetti», è l’annuncio di Bravi che ieri sera ha esternato il suo endorsement per la candidata Barbieri a Montefano. «Recanati è stata sempre disposta a collaborare ed essere un punto di riferimento per i centri più piccoli, nel rispetto della loro autonomia e della loro storia- ha detto Bravi-. Oggi però la complessità della gestione amministrativa e le sfide che affrontiamo richiedono unità e forme di collaborazione sempre più forti. Una rete che può consentire agli uffici di lavorare meglio e ai cittadini di avere servizi migliori». Bravi ha anche spiegato che riproverà a cercare forme di finanziamento per riaprire il Castello, per migliorare la manutenzione del verde, sistemare illuminazione e strade che ancora mancano all’appello, in particolare Cantalupo. Un altro annuncio riguarda l’introduzione del gioco delle bocce nelle scuole.

Mirko Savoretti

A farlo Mirko Savoretti, campione mondiale di bocce che è candidato nella lista “Infinito sport” a sostegno di Antonio Bravi. L’idea è stata presentata durante l’incontro a Villa Musone: «Ho conosciuto e apprezzato Francesco Fiordomo da sindaco e quando insieme ad Antonio mi hanno parlato di questa lista mi sono detto: perchè no? Perchè non dare il mio contributo per Recanati? Adesso sono più che mai contento di farlo. Nel programma c’e’ una grande attenzione per lo sport. Al molto che è stato fatto si aggiungono la palestra polifunzionale e il bocciodromo. Questo è il sogno di tanti appassionati. Poi vorremmo portare le bocce nelle scuole, insieme alle altre discipline». Un gioco che, ha ricordato durante l’incontro, era anche molto amato dal tenore Beniamino Gigli. Un’altra lista, “Vivere Recanati” sempre a sostegno di Antonio Bravi, porta avanti invece l’applicazione della tariffa puntuali sui rifiuti: «sì al premio per i cittadini viruosi – dicono -. No a un sistema che penalizzi le famiglie».

Anastasia Accattoli

MONTEFANO – «La ex scuola elementare? Un progetto ad oggi non fattibile». Così Anastasia Accattoli, candidata a sindaco per “Montefano domani”, spiega perché il recupero dell’edificio non è stato inserito nei punti programmatici. «Il nostro programma – ha detto Accattoli -, non è un elenco di promesse, ma un impegno concreto con tutti i cittadini. Per questa ragione non ci siamo sentiti di prevedere, tra i vari punti programmatici, il recupero della ex scuola elementare. A nostro avviso, stando alle condizioni attuali, si tratta di un’operazione non fattibile da parte del Comune. La struttura, a cui tutti siamo profondamente legati, è stata ceduta in permuta dal Comune alla ditta Francucci srl di Treia, che ne è a tutti gli effetti attuale proprietaria. Pertanto, l’amministrazione comunale che verrà, non avrà alcun potere decisionale sulla struttura e sulla sua destinazione d’uso, a meno che non decida di riacquistarla, ipotesi difficilmente percorribile visti i costi a cui si andrebbe incontro, o di chiederne il comodato d’uso al proprietario. Solo questa seconda possibilità renderebbe la ex scuola recuperabile attraverso importanti interventi strutturali. Ma davvero vogliamo investire le nostre risorse per un edificio che potrebbe tornare in qualsiasi momento nelle mani della ditta proprietaria? Non solo – prosegue Accattoli -, quando parliamo di ristrutturazione, dobbiamo tenere in considerazione diversi fattori: la ex scuola non risponde più agli attuali criteri antincendio. È necessario prevedere la costruzione di una scala di evacuazione per la sua messa a norma. C’è poi la questione antisismica: dopo l’ultimo terremoto la sua agibilità non è più stata verificata. Ed esiste la possibilità, tutt’altro che remota, che l’edificio non rientri più nella attuale normativa antisismica. Unico elemento questo che potrebbe forse consentire di intercettare eventuali fonti di finanziamento esterne. In ultimo – conclude Accattoli , è necessario ricordare che sulla facciata pesa un vincolo architettonico che limita la libertà di azione nel processo di ristrutturazione e quindi nel contenimento dei costi. Quanto verrebbe a costare tutto ciò?».



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