Maxi evasione: 10 milioni nascosti al Fisco
Sequestrati conti correnti e una villa,
indagate due persone
TOLENTINO - Indagine della Guardia di finanza su un'azienda che opera nell'informatica. Scoperto un articolato sistema di società con continui cambi di ragione sociale. Imposte non pagate per 1,5 milioni di euro. Sfruttati indebitamente anche i benefici della “Zona franca urbana” per le ditte del cratere sismico

Foto d’archivio
Prima in Italia, poi all’estero, poi di nuovo in Italia per ottenere le agevolazioni previste a causa dal sisma. Anche se la ditta, fondata a Tolentino, lì era rimasta e lì lavorava. Il tutto al fine di evadere le tasse: 10 milioni di euro non dichiarati al Fisco e 1,5 milioni di imposte non pagate. E’ questo l’esito di un’articolata indagine condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Macerata e coordinata dalla procura, che ha portato alla denuncia di due persone, entrambe di Tolentino, accusate tra l’altro di evasione e indebita percezione. Al centro dell’inchiesta una società che opera nel campo dell’informatica e dei software. Secondo quanto ricostruito dalla Fiamme gialle, l’azienda con sede proprio a Tolentino, avrebbe più volte cambiato ragione sociale delle varie società a cui ha fatto capo in seguito ad alcuni fallimenti: da cooperativa ad srl, passando anche per una ltd straniera, prima di ritornare nuovamente una srl italiana proprio a ridosso dell’introduzione della “Zona franca urbana”, misura introdotta a fine dicembre 2017 per le imprese del cratere sismico, che prevede di poter compensare imposte e contributi previdenziali ed assistenziali. Secondo le indagini della Finanza però, l’azienda, nonostante questa girandola di società, sarebbe rimasta sempre in capo alla stessa persona e la sede non si sarebbe mai spostata da Tolentino. Il titolare, vero dominus dell’operazione per gli inquirenti, iscritto all’Aire (l’Anagrafe degli italiani residente all’estero), avrebbe anche intestato la ditta a un rappresentante legale di facciata, un dipendente. Sono loro due gli indagati. In totale le Fiamme gialle contestano redditi non dichiarati per 10 milioni di euro, con tasse evase per 1,5 milioni. L’azienda, inoltre, grazie alla “Zona franca urbana” aveva ricevuto un bonus sui contributi previdenziali e assistenziali per 200mila euro, di cui 65mila euro già utilizzati. Per questo è stato anche interessato il ministero dello Sviluppo economico, ai fini della revoca dell’agevolazione concessa. In base agli elementi raccolti dalla Finanza, il Gip ha emesso un decreto di sequestro preventivo, diretto e per equivalente dell’intera imposta evasa: 1,5 milioni appunto. Così sono stati sequestrati una villa, peraltro schermata in un trust (una particolare figura giuridica che amministra beni per conto terzi), un fabbricato industriale, un’abitazione e conti correnti riconducibili agli indagati.
(ultimo aggiornamento alle 12,20)
Come mai in questo articolo non è presente nessun commento,nonostante il fatto in questione è di una certa gravità per non dire che è la piaga più presente ed anche la più diffusa nel nostro bel paese? Forse perché non c’era nessun straniero da mettere alla gogna pubblica? O forse perché in Italia i veri problemi facciamo finta che non ci riguardino ,perché il problema è sempre l’altro,sempre pronti ad indicare qualcosa o qualcuno che non siamo noi,sempre ad individuare il caproispiatorio. “Italiani brava gente”
Inviato da Riccardo Ilari
…forse perché questi delinquenti in Italia ci sono sempre stati, e bisogna continuare a combatterli, mentre quelli che, probabilmente, Lei, signor Ilari, mi pare che difenda tanto amorevolmente, li importiamo, li andiamo a prendere e li manteniamo, e pure bene, e sempre a spese nostre, anche se commettono i più orrendi omicidi. Contento del commento!? Visto..qualcuno ha commentato!! gv
Per Ilari. Non è vero che nessuno commenta, lei infatti lo ha fatto e merita un laik.