Una nuova impresa al giorno,
i giovani riscoprono l’agricoltura

I DATI di Coldiretti Marche evidenziano la nascita di 275 imprese under 35 nel 2018, di cui 79 in provincia di Macerata

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Maria Letizia Gardoni

 

Nel corso del 2018 sono nate 275 nuove imprese agricole dirette da imprenditori under 35. Una media che supera le 5 alla settimana e che porta la quota di aziende attive del settore a 1562 unità nella nostra regione. Lo rende noto Coldiretti Marche nel commentare i dati della Camera di Commercio delle Marche. Oltre il 6% in più rispetto all’anno precedente, il 5,83% del totale delle realtà che operano nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura e dell’acquacoltura. E, nota positiva, la maggior parte di esse sono state aperte nelle province terremotate: 79 in provincia di Macerata, 56 in provincia di Ascoli e 38 in provincia di Fermo. Positivo, in tutte le province, anche il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni. Un vero e proprio ritorno alla campagna per i giovani che vedono nel lavoro agricolo una possibile traiettoria del proprio futuro ma anche un modo essere protagonisti di un risorgimento dell’entroterra a rischio spopolazione e ancora, purtroppo, ancora lontano dal ritorno alla normalità dopo i danni del terremoto. Che la terra sia appetibile alle nuovo generazioni si evince anche dal numero di domande presentate all’interno del Bando Giovani 2018: ben 191 (su un totale di 735 negli ultimi 3 anni). Tanto entusiasmo, tuttavia, è costretto a fare i conti con la burocrazia. Le Marche sono la regione italiana con la più bassa percentuale fondi europei erogati nell’ambito del Prs: appena il 17,57% allo scorso 31 dicembre. Per il Bando Giovani si sono registrate richieste per oltre 146 milioni (per primo insediamento, investimenti, agriturismo o longevità attiva). «Ma non si tratta di un problema solo di risorse – spiega Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – I giovani devono avere priorità nel disbrigo delle pratiche. Occorre velocizzare le istruttorie per i piani di insediamento e agire sull’erogazione degli anticipi, oggi vincolati alla presentazione di fideiussioni troppo onerose e prolungate nel tempo».


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