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Ospedale-pensiero unico,
il centrosinistra autocelebra la sua sanità
«Ci sono privati interessati al progetto»

MACERATA - Il governatore Luca Ceriscioli ha partecipato all'incontro sul nuovo polo ospedaliero che dovrà sorgere nel capoluogo. Per finanziarlo la Regione contrarrà un debito e cercherà finanziamenti statali. Il presidente della Regione: «Andremo avanti col progetto, entro fine mese si concretizzeranno le prime manifestazioni d'interesse». Molti politici e addetti ai lavori ma pochi i maceratesi presenti all'Asilo Ricci. Il sindaco Carancini: «E' una scelta storica per i cittadini, non contro qualcuno»
sabato 2 Febbraio 2019 - Ore 15:53 - caricamento letture
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Da sinistra: Massimo Pizzichini, Massimiliano Bianchini, Luca Ceriscioli, Stefano Di Pietro, Francesco Baldantoni e Pierpaolo Tartabini

 

di Giovanni De Franceschi (foto di Fabio Falcioni)

Ospedale unico a Macerata: avanti tutta. «Entro fine mese si concretizzeranno le prime manifestazioni d’interesse». In pratica ci sarebbero già i primi privati interessati a realizzare la struttura alla Pieve. Ad annunciarlo è stato il governatore Luca Ceriscioli, “ospite d’onore” ieri  all’Asilo Ricci della serata organizzata dalle forze di centrosinistra per parlare del sistema sanitario a Macerata. 

Allo stesso tavolo tutte le principali forze politiche che sostengono l’attuale amministrazione: Massimo Pizzichini (Udc), Massimiliano Bianchini (Pensare Macerata), Stefano Di Pietro (Pd), Francesco Baldantoni (La città di tutti) e Pierpaolo Tartabini (A sinistra per Macerata). Ennesimo appuntamento organizzato dal centrosinistra in vista delle elezioni del 2020. Se l’obiettivo era coinvolgere la cittadinanza per raccontare e spiegare una visione di sanità: l’obiettivo è stato completamente mancato. In sala, infatti, al netto di consiglieri comunali di maggioranza, sindaco e alcuni assessori, vertici dell’Area Vasta 3 (Alessandro Maccioni e Stefano Palazzo) e diversi primari c’erano al massimo una quindicina di cittadini. E così da occasione di confronto, la serata si è trasformata ben presto in un’autocelebrazione. Basti pensare che nello spazio riservato al dibattito, ad occupare la scena (se si escludono un timido intervento della civitanovse Giovanna Capodarca Agostinelli, presidente del comitato per gli ospedali pubblici, che ha chiesto un maggiore coinvolgimento del territorio e quelli degli addetti ai lavori) è stato proprio il sindaco Romano Carancini. Vietato criticare l’ospedale unico e il famoso algoritmo con cui ne è stata decisa la localizzazione.

Romano Carancini

«Sono armi di distrazione – ha detto il primo cittadino, criticando senza mai citarli un articolo di commento su Cronache Maceratesi e l’intervista al rettore Adornato -, il tema non è di una città contro un’altra, ma di un intero territorio. Quella dell’ospedale unico è una scelta storica non contro qualcuno, ma per i cittadini. E’ un passaggio decisivo, un passo in avanti incredibile per qualità di servizi ed efficientamento delle risorse. Oggi noi abbiamo il compito di difendere questo percorso fondamentale – che va ricordato è stato votato dai sindaci in cinque conferenze – sperando che sia irreversibile. Non possiamo farci soffocare». Solo una piccola frecciatina (a Ceriscioli?) per concludere, tra l’altro lasciata cadere nel vuoto: «La più grossa stortura della sanità in regione è la divisione tra aziende e aree vaste – ha concluso Carancini – serve uno sforzo per equilibrare i vari territori». Dopo diversi interventi in cui è stato ribadita l’eccellenza della sanità maceratese, gli investimenti fatti negli ultimi tre anni (12,5 milioni per il solo ospedale di Macerata, 30 per l’intera Area Vasta), le assunzioni e le nomine dei primari nelle caselle mancanti, le conclusioni sono state affidate al governatore.

Luca Ceriscioli

«Quello dell’ospedale unico – ha esordito Ceriscioli – è un percorso forte, partecipato, che ha portato a una scelta condivisa dai sindaci. In termini di sistema tutti capiamo che centralizzare gli acuti è sinonimo di qualità, ma poi ci sono le difficoltà di coda dovute all’Italia dei campanili, dei mille comuni, dei contrasti secolari, del pentitismo (leggi Ciarapica, ndr). Quindi questo è un cammino che sta andando avanti e che arriverà a compimento, stia tranquillo Carancini, questo è certo. Già a fine mese si concretizzeranno le prime manifestazioni di interesse per realizzare la struttura. Come lo finanzieremo? Ci sono tutti gli spazi per contrarre debito, visto che i conti della Regione lo permettono, se poi si riuscisse ad intercettare finanziamenti pubblici sarebbe meglio». Quindi Ceriscioli ha allargato la visione al nuovo Piano sanitario regionale, dove “partecipazione” è la parola chiave e “territorio” il capitolo portante. «Il territorio è la parte centrale del piano – ha aggiunto il presidente della Regione – è una visione tutt’altro che “ospedalocentrica”. Concentrare infatti la parte dedicata agli acuti in strutture di massima qualità, significa liberare tutt’intorno una serie di servizi sparsi sul territorio». E per chi teme una progressiva privatizzazione della sanità pubblica? «Io sono per la sanità pubblica – ha specificato Ceriscioli – ma vedo il privato convenzionato come parte della sanità pubblica, specie in un momento storico in cui c’è un tetto nelle assunzioni per il pubblico. L’incidenza del privato è di cinque punti percentuali inferiori ad altre regioni in Italia, per cui no, non abbiamo paura di privatizzare».

L’intervento del sindaco Romano Carancini

Emanuele Rossi primario Pronto Soccorso

 

Romano Carancini, Narciso Ricotta e Stefano Palazzo

Stefano Palazzo

Angelo Sciapichetti e Alessandro Maccioni

Stefano Di Pietro

 

 



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