Punto nascita di Fabriano, Ceriscioli:
«Il ministero chiede di chiuderlo»

SANITA' - Il presidente della giunta regionale annuncia la bocciatura della richiesta di proroga. Poi garantisce l'attivazione al 'Profili' di un percorso di gestione della gravidanza  a tutela della donna e del bambino come è già avvenuto nei presidi dove le sale parto sono state cancellate. Lo sconcerto del sindaco Gabriele Santarelli
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Le sale parto dell'ospedale E. Profili

Le sale parto dell’ospedale E.ngles Profili

 

 

La notizia è piovuta come una doccia gelata su Fabriano ed i fabrianesi che da due anni combattono per la sopravvivenza del punto nascita dell’ospedale ‘Engles Profili’. “Il Ministero della Salute ha chiesto alla Regione Marche di ‘…trasmettere l’atto formale di chiusura del punto nascita di Fabriano…’. Chiudere questo reparto è un impoverimento per le comunità della nostra montagna. Dal governo ci aspettavamo un moto di sensibilità e attenzione per quella parte del territorio ma così non è stato”. Ad annunciarlo il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli.

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Luca Ceriscioli

“L’amministrazione regionale – prosegue Ceriscioli – è sempre stata in prima linea chiedendo già due anni fa, al Ministero della Salute, la deroga per questo reparto, a luglio abbiamo ricevuto il primo diniego da parte del ministero della Salute.  Noi, nonostante le difficoltà a reperire pediatri, abbiamo garantito medici, ostetriche e tecnologie, per dare a mamme e bambini la massima sicurezza. L’unico problema restava quello del numero: 300 parti all’anno sono inferiori ai 500 previsti per legge. Solo per questo aspetto abbiamo chiesto la deroga. Dopo due anni è arrivata la risposta dal Ministero,  che anziché darci la deroga ci chiede di inviare un atto formale di chiusura”.

Ospedale_Fabriano-DSC_0254-400x267Il punto nascita dell’ospedale Profili di Fabriano, come riconosce il presidente della Giunta regionale, è una realtà strategica per il territorio già duramente colpito dal terremoto. “Costituisce un importante presidio per l’entroterra marchigiano, – sottolinea Ceriscioli- garantisce un servizio di presa in carico per la donna in gravidanza in prossimità dei centri abitati più isolati di un territorio in area sisma. Ci siamo impegnati anche per la ricerca del personale in particolare i pediatri. Per l’Area Vasta 2, negli ultimi tre anni, sono stati espletati due concorsi a tempo indeterminato rispettivamente con 15 e 9 pediatri collocati in graduatoria. Anche gli ospedali di Senigallia, Jesi ed il Salesi in questo periodo hanno inviato i propri pediatri a supporto dell’ attività. I reparti di ostetricia – ginecologia e pediatria continueranno ad essere funzionanti. La Regione – conclude il presidente -, per garantire massima sicurezza a tutte le donne del fabrianese,  attiverà immediatamente il ‘percorso della gestione della gravidanza’ già codificato in Asur. Gradualmente i parti  da Fabriano andranno verso altre strutture su scelta della donna. Ginecologi e ostetriche che hanno seguito la donna la accompagneranno nell’ospedale prescelto.  Su Fabriano rimarrà l’attività di gestione pre-parto e post-parto, quella ginecologica e l’assistenza pediatrica specialistica”.

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Il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli

LO SCONCERTO DEL SINDACO SANTARELLI –  “Apprendo con sconcerto quanto dichiarato da Ceriscioli che chiaramente si è ben visto dal comunicarmi in anticipo la notizia anzichè farmela apprendere dalla stampa.
Sto cercando di verificare di che tipo di documento si tratta e chi lo ha inviato” è stata la reazione a caldo del sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli. “Rimangono però chiaramente dei punti – prosegue Santarelli -. e delle responsabilità dalle quali nessuno può provare a sfuggire: il problema è la carenza di personale che la Regione dovrebbe garantire. Se, come leggo dalle parole del Presidente, non c’è riuscita si tratta di incapacità. Poi la Regione ha avuto la possibilità di derogare in autonomia ma ha deciso di non farlo. Quindi Ceriscioli si tenga per se le lacrime di coccodrillo e le considerazioni che arrivano in ritardo e che rimangono solo parole delle quali non sappiamo più che farcene sulla strategicità del reparto.
Infine Ancona parla di 2 anni di attesa quando abbiamo già dimostrato documenti alla mano che la richiesta di deroga è avvenuta pochi mesi prima della risposta da parte del Comitato Percorso Nascita (e non del Ministro che oltretutto all’epoca era ancora espressione del Governo Gentiloni) Appena ricevute le notizie che sto chiedendo decideremo e comunicheremo il da farsi”.

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