«Cari Antifa, chiedete scusa»
Condanna bipartisan da tutto il Consiglio

MACERATA - Discussione fiume in assise per la Pignatta del 25 aprile. Da destra a sinistra la richiesta di stigmatizzare il gesto e i toni utilizzati dal collettivo che ammette di non rinunciare alla violenza e resta nell'anonimato. Il sindaco Carancini: «Il loro atteggiamento fa male all'antifascismo». Siparietto della consigliera Pantana: il collega Miliozzi ricorda i drammi del fascismo in provincia e lei telefona ad Alessandra Mussolini
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di Federica Nardi

(foto di Fabio Falcioni)

Verso un documento unico del Consiglio comunale per la condanna politica bipartisan agli Antifa di Macerata. Sia per la pignatta del 25 aprile che riproduceva Mussolini nei fatti di Piazzale Loreto, sia per i toni usati nelle successive comunicazioni. Dal manifesto pubblicato a mezzo Facebook dove il collettivo indicava i suoi nemici (dai partiti politici fino a tutti i giornali locali), indicando la violenza come mezzo di lotta dove il dialogo fallisce, fino all’attacco di ieri contro i consiglieri di minoranza che avevano presentato una mozione di censura per quanto accaduto il 25 aprile.

consiglio-comunale-pdUn dibattito fiume oggi pomeriggio in Consiglio comunale, che ha ingranato la marcia con un’oretta di ritardo: quella che ci è voluta ai capigruppo per decidere di anticipare e accorpare in unica discussione le due mozioni di centrodestra (primo firmatario Riccardo Sacchi, FI, che poi ha ritirato la prima) e l’ordine del giorno della maggioranza, presentato dal capogruppo Pd Maurizio Del Gobbo. L’oggetto: la condanna della messinscena del 25 aprile, che era costata alla città l’ennesima comparsa – in negativo – a livello nazionale. Una condanna che è arrivata, almeno dagli interventi, unanime, tanto da prospettare, su impulso del consigliere Gabriele Mincio di Città viva, il ritiro di tutti i provvedimenti e la stesura di un unico documento da parte di maggioranza e opposizione. Tutto da vedere nei prossimi giorni. Nel pubblico anche alcuni esponenti di Casapound, che già altre volte avevano assistito in attesa che venisse discussa la vicenda in assise.

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Riccardo Sacchi

«Non è possibile – ha detto Sacchi presentando le mozioni -, che in una città come la nostra, di grande sensibilità anche culturale, assurgere agli onori della cronaca perché in una piazza c’è un’associazione facente capo molto chiaramente a una parte politica che incentiva dei bambini a colpire con un bastone un fantoccio. Per la prima volta io mi sono vergognato di essere maceratese. E mi riferisco anche alla lettera di ieri che attacca brutalmente i consiglieri firmatari (leggi l’articolo). In maniera anche abbastanza codarda. Noi siamo fieri di questa mozione. Mi aspettavo che dopo la pubblicazione di quell’articolo ci fosse una chiara non dico espressione di solidarietà per frasi ridicole quanto la penna da cui provengono, ma almeno una presa di posizione chiara a difesa dell’istituzione. Su questa condanna non possiamo dividerci.»

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Romano Carancini

E Carancini, questa volta, è d’accordo. «Penso che sia necessaria questa discussione. Lo è tanto più dopo i comunicati dell’associazione Antifa – ha detto il sindaco Romano Carancini -. Non solo esprimo solidarietà ai consiglieri di minoranza ma credo di dover prendere posizione. Possiamo essere tutti quanti incapaci, ma siamo consiglieri eletti dal popolo. Dentro un contesto democratico. E di questo credo che il Consiglio comunale debba essere consapevole. Rispetto ai comunicati di Antifa ci sono opinioni completamente opposte sul fatto che mancherebbero servizi sociali, sanitari e così via. Noi cerchiamo di venire incontro a tutte le situazioni che riguardano i cittadini maceratesi. Aggiungo che questo atteggiamento fa male ai principi antifascisti. Il fatto che è accaduto è gravissimo. Fanno pensare anche che più che un atto di goliardia ci sia stato proprio un pensiero sbagliato».

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Maurizio Del Gobbo

Anche De Gobbo insiste sul punto presentando l’ordine del giorno. «L’antifascismo è sia di centrodestra che di centrosinistra. Quella rappresentazione ha snaturato svilito e rattristato una festa che doveva essere di tutti. Il patrocinio era stato concesso soltanto all’Anpi. Anche l’Anpi ha fermamente condannato la rappresentazione. Abbiamo visto l’articolo dell’associazione Antifa. Non mi sembra abbia mostrato nessun ravvedimento. Una situazione che va comunque considerata. Per questo proponiamo un’espressione corale di condanna verso questi fatti. La richiesta di suolo pubblico – aggiunge – è stata fatta da parte di un’associazione che era ignara di quello che stava per accadere». Anche Ivano Tacconi (Udc), (che in apertura aveva inoltre chiesto una mozione d’ordine per l’encomio alla donatrice di midollo Alessandra Cervigni – leggi l’articolo), sdogana il Csa sisma, che aveva chiesto insieme a Palestra popolare l’occupazione di suolo pubblico nella piazza della pignatta.

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Ivano Tacconi

«Non è nemmeno goliardia universitaria, per me è 4 in storia, sono molto ignoranti – bacchetta Tacconi -. E i centri sociali là non c’entrano proprio niente. Oggi dovevano essere qui (il colletivo Antifa, ndr) a dire scusateci. Poi certo, la politica ne ha approfittato. Cari ragazzi vi invitiamo in Consiglio comunale, riparate a questo errore, spiegate che è stata una leggerezza e che Macerata non c’entra niente. Altrimenti non è un dibattito ma una politica sciocca che non porta in nessun posto». A difendere il Csa Sisma anche Enrico Marcolini (La città di tutti): «Non capisco il livore. Fanno attività meritevoli e sono regolarmente registrati. Lo conosco e conosco le attività che fanno. Non discutiamo mai dei nuovi fascismi che ci sono in questa città. Lamancanza di solidarietà, il razzismo». E anche per Enzo Valentini (Macerata bene comune): «Le associazioni che organizzavano il 25 aprile sono sicuro che siano le più arrabbiate di tutte».

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Andrea Marchiori

Sul fatto che il centro sociale non sapesse non è d’accordo però Andrea Marchiori (FI), che prima speficifa: «In quel comunicato degli Antifa ci si attribuisce la colpa di non aver condannato la sparatoria di Traini. Su questo non ci sto proprio. Lo abbiamo fatto subito tempestivamente», e poi aggiunge: «Credo sia grave che gli Antifa abbiano rivendicato la messinscena non come gesto goliardico ma necessario, perché il fascismo va combattuto a parole e anche con la forza. E in questo contesto fa una selezione di organi e persone che devono essere colpiti. Indica espressamente Casapound, Forza nuova, Lega nord. Poi alcune sezioni del Pd è poi via via organi di stampa locali. Questo è ancora più inaccettabile. Andando a ritroso dobbiamo chiarire chi sono i rappresentanti di Antifa, voi lo sapete? Se questa organizzazione aveva una legittimazione a partecipare in piazza allora il problema è anche di chi ha organizzato la manifestazione. Quell’evento faceva parte del volantino, quindi non è un’incursione. Tutti quelli che hanno partecipato a manifestazione 25 aprile si dissocino e la condannino. Se il centro sociale  non intende farlo c’è qualcosa che non funziona». L’anonimato dà fastidio anche a Paolo Micozzi (Pd) «Li invito a dire chi sono e a confrontarsi in maniera democratica», e al Movimento 5 stelle. Dai banchi pentastellati Carla Messi aggiunge: «Si sono messi sullo stesso piano che vogliono combattere perché con la violenza non si va da nessuna parte. Anche se la Digos non può fare nulla politicamente dobbiamo fare qualcosa».

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David Miliozzi

David Miliozzi fa un quadro più ampio, ricalcando in parte l’intervento di Paolo Manzi che ricordava anche il blitz di Casapound contro la giunta comunale. «Condanno quella messinscena ma mi ha colpito anche la violenza che ne è seguita – ha detto Miliozzi -. Come la sfilata dell’onorevole Mussolini venuta scortata da alcuni consiglieri di minoranza che hanno fomentato il clima. Intimava al sindaco di chiedere scusa alla famiglia Mussolini. Una richiesta da non fare, solo se penso a tutte le vittime e gli abusi commessi dal fascismo nel nostro territorio. Penso alla violenza che fanno continuamente alcuni esponenti di opposizione. Noi dobbiamo difenderla la democrazia. Dove c’è ignoranza, rabbia, violenza e rabbia lì dobbiamo stanare e combattere il fascismo». Un intervento che ha scatenato la rabbia del consigliere Deborah Pantana (FI) che è uscita dall’aula per telefonare proprio ad Alessandra Mussolini e riferirle le parole di Miliozzi. I lavori in assise sono durati fino a tardi. Non c’è stata votazione, con l’accordo dell’assise, in modo da aggiornare la discussione al prossimo Consiglio comunale.

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Il presidente del consiglio comunale Luciano Pantanetti

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Da sinistra Enzo Valentini e Gabriella Ciarlantini



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