«Io, picchiato dal branco
perché sono straniero»

CIVITANOVA - Parla il giovane indiano aggredito da un gruppo di ragazzi. Ha il naso rotto e un occhio tumefatto. Lui e alcuni amici erano stati mandati via dal personale della sicurezza del Donoma perché sospettati di aver spruzzato spray urticante. A pestarlo, a due passi da piazza XX Settembre, sarebbero stati italiani e albanesi che non erano stati fatti entrare in discoteca perché ubriachi
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di Laura Boccanera

«Era la prima volta che andavo al Donoma, io non ho fatto nulla e sono stato pestato solo perché straniero, hanno insultato i miei genitori e me». Ha 20 anni, è indiano, studente, un naso rotto che dovrà essere operato e un occhio nero. E’ stato picchiato per una lite scoppiata per le vie della città e che ha una matrice razziale (leggi l’articolo). E’ uscito dall’ospedale e prima di tornare a Porto Sant’Elpidio dove vive con la famiglia emigrata da anni nella cittadina costiera e integrata, il 20enne racconta l’antefatto che ha originato il pestaggio messo a segno da una decina di ragazzi italiani e albanesi avvenuto all’alba di venerdì quando su corso Garibaldi è scoppiato il putiferio fra urla da stadio, cori razziali e saluti romani a braccia tese. Due i gruppi che si sono scontrati: da un lato 6 ragazzi tra minorenni e maggiorenni di origine indiana che erano entrati all’interno della discoteca e poi sono stati sbattuti fuori a causa di un episodio che si è verificato all’interno. E’ successo che qualcuno ha spruzzato dello spray urticante, quelli che erano lì vicino hanno avvertito il bruciore e dato l’allarme e la sorveglianza ha mandato via dal locale i ragazzi indiani, ritenendoli responsabili dell’accaduto. Non era stato fatto entrare invece il gruppo di italiani e albanesi, alcuni minorenni, che si erano presentati all’ingresso già visibilmente ubriachi. I due gruppi si sono incrociati all’uscita e ne è nata una accesa discussione: «io non ho spruzzato nulla – racconta il 20enne – però ci hanno fatto uscire e fuori abbiamo incontrato una decina di persone che ha iniziato a provocare, a dirci che siamo sempre noi stranieri che facciamo casini, a insultarci. Hanno offeso anche i miei genitori. Non abbiamo reagito e siamo andati verso l’auto. Lì però ci hanno raggiunto e hanno iniziato a prendere a calci la vettura. Allora siamo scesi e abbiamo chiesto se avessero qualche problema, e mi hanno picchiato». Il ragazzo è ancora malconcio, non ha molta voglia di raccontare ma ha sporto denuncia per l’aggressione subita. Ha ricevuto calci e pugni, uno lo ha raggiunto all’occhio e un altro al naso. Sul posto è intervenuta anche l’ambulanza che ha condotto il ragazzo in ospedale. Altri due i feriti seppur lievi. Sono in corso le indagini per ricostruire quanto accaduto e individuare gli autori del pestaggio ai danni degli indiani. «Quel gruppo di italiani e albanesi non li abbiamo fatti entrare perchè avevamo visto che erano già molto ubriachi – dice Aldo Ascani del Donoma – e quando abbiamo avuto il sospetto che a spruzzare lo spray urticante fosse stato il gruppo dei ragazzi indiani li abbiamo fatti uscire immediatamente. Da parte nostra c’è sempre la massima attenzione a questo tipo di cose perchè la stragrande maggioranza dei nostri avventori è gente perbene, i maleducati vengono messi alla porta e cacciati». Fuori però, su corso Garibaldi e nella piazzetta a fianco della chiesa di San Pietro si è scatenato l’inferno con sacchetti presi a calci e immondizia sparsa sulla strada e l’aggressione a due passi da piazza XX Settembre.

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