Casette, quel vuoto nei villaggi:
«Mancano spazi di aggregazione»
SISMA - La rete di associazioni e imprenditori "Terre in moto" punta il dito contro i progetti delle casette: «Le aree sono previste ma sono gli enti locali a dover trovare i fondi per riempire il "buco" dello Stato»

Neve sulla aree Sae di Visso
Nei comuni più danneggiati dal sisma è difficile anche festeggiare un compleanno o fare una riunione. Con il maltempo gli spazi all’aperto sono off-limits e le attività con spazi adatti sono poche. Nei villaggi delle casette consegnati poi «mancano gli spazi aggregativi». A puntare il dito contro questa mancanza nella progettazione è la rete di associazioni e imprese “Terre in moto”, ricordando che i problemi delle sae vanno anche oltre quelli dei cantieri segnalati dalla Cgil e da chi ci abita (come nel caso del boiler congelato a Visso). Il problema è che nei villaggi è prevista un’area ma «acquisto e installazione della struttura sono lasciate ai Comuni – dicono – che devono trovare i fondi per garantire questo servizio. Ancora una volta quindi la vita dei borghi dipende dalle donazioni dei privati, dalla scaltrezza o “dagli agganci” del singolo amministratore che si ritrova a dover cercare sponsorizzazioni per riempire questo “buco” lasciato dallo Stato. In questo contesto si creano situazioni di serie A e serie B, con condizioni limite particolarmente difficili come quella di Ussita, comune commissariato che risente ancor più degli altri della mancanza di queste dinamiche di “crowdfunding comunale”. Crediamo che questa mancanza debba essere sanata perché servizi di questa importanza non possono essere frutto del caso o di forme di liberalità privata ottocentesche ma diritti garantiti a tutti». Al momento gli unici spazi a disposizione «sono stati i pochi ristoranti e le poche strutture ricettive che non hanno subito danni e che hanno dato la possibilità a sindaci, comitati, associazioni e semplici cittadini di riunirsi nei loro spazi – concludono -. Ora che lentamente si stanno consegnando le sae le comunità avranno degli spazi comuni in cui riunirsi, organizzare un compleanno per i bambini o la festa di Capodanno? La famosa “ricostruzione delle comunità” è stata presa in considerazione? La risposta è no, purtroppo».
Ecco, questa si che era e rimane una buona idea per mettere a frutto la bontà di tutti quelli che hanno mandato gli Sms solidali. Ma questi soldi mi pare che a tutto vanno ma meno che alle vere esigenze dei terremotati per un ritorno alla vita sociale. Stare tutti chiusi, in quelle casette perché non ci sono luoghi in cui ritrovarsi e da processo sommario, senza appello né cassazione, con condanna immediatamente eseguibile dal lancio di pomodori ghiacciati ( da notare la delicatezza nel non incitare a fare uso di pomodori super maturi se non addirittura marci ), a broccoli sparati con cannoni da neve ecc.
Gli SMS solidali e’ una truffa ben organizzata.
Per Romagnoli. Va compreso che una parte consistente delle entrate via SMS (20%?, 30%, di più?) vanno a coprire i costi di questo servizio di raccolta fondi, quindi forse poca cosa va a destino e inoltre non vengono evidenziati comportamenti illegali.