Helvia, tris al Trodica
e zona playoff nel mirino
PROMOZIONE - Gli arancioneri si impongono in casa, decidono il confronto la doppietta di Campana e il gol di Ramadori. I ragazzi di Carassai salgono al sesto posto in classifica. Gli ospiti, in formazione rimaneggiata, rimangono terzultimi
Missione compiuta per l’Helvia Recina nel derby casalingo contro il Trodica nel tredicesimo turno di campionato. Una doppietta di Campana e il sigillo di Ramadori piegano la resistenza della giovane e rimaneggiata formazione ospite e mettono in conto tre punti pesanti che portano gli arancioneri al sesto posto in classifica ad un solo punto dalla zona play off. Senza più Romanski, ceduto in settimana alla Filottranese, e con il neo arrivato Marcoaldi ancora ai box, mister Carassai schiera la stessa formazione che bene aveva fatto una settimana fa contro l’Atletico Piceno. La partita – Pronti via e la gara si sblocca al terzo minuto sugli sviluppi di un calcio d’angolo con un tiro smorzato di Montanari che trova la deviazione decisiva sotto porta di Marco Campana. Primo gol per il centrocampista che si riprende la marcatura annullata una settimana fa. Acquisito il vantaggio l’Helvia controlla la partita e il gioco, facendo girare il pallone e cercando soprattutto con Perrella le incursioni sulla fascia destra per scardinare la difesa ospite. Il Trodica, decimato dal mercato invernale e con una formazione giovanissima, ci prova e si rende pericoloso con due colpi di testa di Panico e Vitali che non centrano però il bersaglio. Dall’altra parte molti cross e incursioni da parte dell’Helvia con i pericoli maggiori creati da un destro di Hoxha deviato con un braccio da un difensore a pochi centimetri dal palo destro della porta ospite e un destro sciupato da Perrella. Ad inizio ripresa l’Helvia alza i ritmi cercando il gol che chiuderebbe la partita ma la difesa ospite resiste anche se in affanno. I pericoli arrivano nell’arco di un minuto tra il 57′ e il 58′ con due colpi di testa su corner prima di Hoxha che colpisce il palo e poi di Mastrojanni che trova la paratona di Pennacchietti. L’unico sussulto del Trodica al 64′ con un destro da fuori di Marchioni controllato in due tempi da Recchi.
Il raddoppio arriva tre minuti dopo su un’azione rocambolesca con un lungo rilancio di Pagliardini a spiovere al limite dell’area, Pennacchietti a vuoto sull’uscita e ancora Campana che trova la deviazione vincente da vero bomber da area di rigore. Partita di fatto in ghiaccio con i ragazzi di Carassai che controllano e trovano anche il tris con Ramadori che su un’imbucata centrale di Campana, protagonista assoluto, salta il portiere e mette dentro.
Il commento del mister Carassai – «Siamo stati bravi a impostare subito il gioco e a interpretare nel modo giusto la gara perché queste sono partite insidiose, al di là delle difficoltà di organico del Trodica, che vanno affrontate nella giusta maniera e oggi l’abbiamo fatto. Sono soddisfatto per la prestazione e per il gioco espresso, stiamo crescendo e questa è la cosa importante. La classifica ora non la guardo come non la guardavo tre settimane fa, sapevo che sarebbe stato un campionato equilibrato, per il momento mi importa che la squadra si esprima al meglio e ora approfitteremo della sosta per prepararci bene alla ripresa a gennaio».
Il tabellino:
HELVIA RECINA: Recchi, Piccioni, Montanari, Hoxha, Capparuccia, Pagliarini, Perrella (69′ Girotti), Campana (82′ Maccioni), Mastrojanni, Ramadori (85′ Foglia), Badiali (88′ Domizioli). All. Carassai.
TRODICA: Pennacchietti, Ercoli, Belfiore (53′ Lombardelli), Mbengue, Panico, Lattanzi (78′ Elatmani), Marchioni, Giri, Foresi (70′ Lambertucci), Vitali (61′ Marini), Berettoni. All. Cetera
RETI: 3′ e 67′ Campana, 80′ Ramadori
TERNA ARBITRALE: Fiorucci di Jesi (Morganti e Cecchini di Ascoli Piceno)
NOTE: Piccioni, Hoxha, Foresi


Ma invece di pensare agli ” Amici della rata, l’isola che non c’è”, guardate ciò che ancora impedisce la scomparsa di Macerata nelle cronache calcistiche. L’unico a starci ancora con la testa è Scattolini, che parla di qualcosa di concreto e non di fumose chiacchiere di chi non è riuscito nonostante tutti i pezzi grossi della vita maceratese a costruire un cencio di squadra. Ma prendete esempio da Civitanova e da Ancona che umilmente, senza stupida e soprattutto inutile arroganza talaltro pure immotivata, senza quelle motivazioni che seppur poco simpatiche potrebbero dare una parvenza di superiorità del tutto,poi, fantasiosa, tipica di chi soffre di mania di superiorità. La parola soffre, sta ad indicare per l’appunto un disagio psicologico. Civitanova e Ancona hanno una squadra che porta ancora il nome della città.Neanche il buon gusto di aggiungere all’Helvia Recina il suffisso Macerata per renderla una squadra appartenente al calcio maceratese. Volete comprare la sangiustese e non siete riusciti neanche a mettere su una squadra di ragazzini che giocano all’oratorio.