Il Csa bacchetta la Cammertoni:
«Minacce fuori luogo alla Cgil»

CIVITANOVA - Municipale: il sindacato si schiera contro la comandante che aveva paventato querele per le critiche ricevute riguardo alla gestione del corpo

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Benedetto-Crescenzi

Benedetto Crescenzi

 

«Affermazioni fuori luogo da parte di un funzionario comunale, toni e contenuti non consoni ed eticamente inadeguati, rispetto al ruolo ricoperto». Questa la posizione di Benedetto Crescenzi del Csa circa le parole della comandante della municipale di Civitanova Daniela Cammertoni che l’altro giorno ha sbottato dopo le numerose critiche arrivate da più parti sulla gestione del corpo, tanto che ha riferito di voler querelare i sindacati e in particolare la Cgil. «Il sindacato è un soggetto istituzionale previsto dalla Costituzione I e che in tale ruolo ha tutte le prerogative ed il potere di esercizio di critica, se necessaria anche aspra, nei confronti delle proprie controparti sociali ed a tutela dei lavoratori – replica Crescenzi – nel caso di specie non c’è stata nessuna offesa alla persona ma al ruolo ricoperto. Per quanto sopra detto questa organizzazione sindacale nel condividere quanto sostenuto dai colleghi della Cgil si dichiara in linea con i suddetti dichiarando la massima solidarietà con gli stessi». Il Csa critica anche un altro aspetto nelle parole della Cammertoni, ovvero l’ineleganza nel tirare in ballo Sirio Vignoni. «E’ di cattivo gusto dire che nel corpo di polizia municipale di Civitanova ci sarebbero vedovi di Vignoni – aggiunge Crescenzi – sparla di un comandante in un altro ente e non ha alcun diritto di tirarlo in ballo nel modo più assoluto, mostrando anche che le è completamente sconosciuta la deontologia professionale. Dimentica la comandante che nel corso degli anni e da varie amministrazioni è stata sempre sotto ordinata ad un dirigente e per cui viene da chiedersi: per quale motivo? Per finire, in modo del tutto fuori luogo, afferma che esiste l’istituto della mobilità per chi non gradisce la conduzione del settore lasciando intendere che se certe persone se ne andassero tutto funzionerebbe meglio; siamo d’accordo, tenendo presente che tale principio può essere applicato a tutti nessuno escluso».

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