Il dialetto e la lingua,
quattro poeti si incontrano

MACERATA - “Lingua Lengua. Poeti in dialetto e in italiano” è l'antologia di Jacopo Curi, Gianluca D’Annibali, Francesco Gemini e Fabio Serpilli che verrà presentata venerdì 1 dicembre, alle  17, nella sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi Borgetti

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“Lingua Lengua. Poeti in dialetto e in italiano”, quattro autori per un libro antologico dedicato alla riflessione sulla lingua. La presentazione venerdì 1 dicembre, alle  17, nella sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata.  Jacopo Curi, Gianluca D’Annibali, Francesco Gemini e Fabio Serpilli sono quattro voci differenti per ovvie ragioni tematiche e stilistiche, ma anche per età e provenienza geo-culturale. Quattro punti di vista che si incontrano con i loro codici  in un’osmosi in cui i dialetti anconetano (Serpilli), elpidiense (D’Annibali) e appignanese (Curi), sono solcati trasversalmente dall’italiano di Gemini, che si avvicina alla lingua parlata anziché all’italiano classico. Si tratta di autori neodialettali che scrivono nel loro idioma locale con gusto e sensibilità moderna, evitando i facili compiacimenti vernacolari e i vizi del bozzettismo a buon mercato. Serpilli, D’Annibali e Curi intendono fare poesia autentica e il dialetto non è che una lingua come un’altra per comunicare con intensità lirica in maniera completa e profonda. E chiaro che il dialetto si aggiorna per esprimere le mutazioni socio-economico-culturali.

Jacopo-Curi

Jacopo Curi

Lo stesso fenomeno riguarda la lingua cosiddetta ufficiale che, proprio perché funzione umana, non può vantare il dogma dell’immobilità. Sulla scia e l’esempio di maestri del Novecento quali Guerra, Pierro, Marin, Pasolini, Scataglini, Baldini, antologizzati in momenti diversi da Pasolini, Contini, Mengaldo e Brevini, si tenta dunque l’ ennesimo esperimento che mira a conferire pari dignità ai dialetti rispetto all’italiano, attraverso la sensibilità dell’uomo contemporaneo. Una breccia aperta, a livello critico, dai lavori e dalle riflessioni pasoliniane sui neodialettali, nell’idea di farli convivere con i poeti in lingua. Il comune denominatore della ricerca di un ritmo personale del pensiero lungo il raggio della poesia, filtrato dal prisma linguistico, scinde la sostanza del discorso lirico, per creare un confronto dialettico tra diversi esempi di identità parlanti. Nel corso della presentazione del volume è previsto un intervento critico del professore Guido Garufi.


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