Falsità nelle domande di emersione
ed estorsione ad un indiano
Condannata ex dipendente comunale

CIVITANOVA - Tre anni e sei mesi per Catiuscia Spadini e per il 45enne Manjit Dutt. Prosciolto Moreno Spadini per intervenuta prescrizione

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di Gianluca Ginella

Falsità ideologica commessa nel presentare domande per l’emersione del lavoro di clandestini e estorsione verso un indiano: condannati una ex dipendente del comune di Civitanova e un indiano di 45 anni. Altri capi di imputazione sono stati dichiarati prescritti. Il terzo imputato è stato prosciolto per intervenuta prescrizione. Sotto accusa al tribunale di Macerata erano finiti la 43enne Catiuscia Spadini, ex dipendente comunale, originaria di Foligno, il fratello, Moreno Spadini, 42, e l’indiano Manjit Dutt, 45, residente a Caldarola. L’accusa contestava loro di aver presentato domande per l’emersione dal lavoro per cittadini stranieri, per lo più indiani, allo sportello unico per l’immigrazione di Macerata e di Perugia. In sostanza le domande, dice l’accusa, erano legate a rapporti di lavoro verso aziende, che però risultarono non essere mai stati instaurati. Per Moreno Spadini il Tribunale ha dichiarato prescritti i reati. Catiuscia Spadini e Dutt sono invece stati condannati a 3 anni e 6 mesi per due capi di imputazione, mentre per gli altri è stata dichiarata la prescrizione.

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L’avvocato Marco Poloni

Oggi sono stati condannati per falsità ideologica per aver presentato allo sportello unico per l’immigrazione di Perugia dichiarazioni di emersione del lavoro in favore di cinque persone, questo nel novembre del 2009. Viene inoltre contestata loro l’estorsione. Spadini – dice l’accusa – quale apparente datore di lavoro, Dutt come incaricato a reperire i connazionali interessati ad essere regolarizzati e di ricevere da loro il denaro, e una terza persona come complice (poi assolta dall’accusa dal gup). Dopo aver promesso ad un indiano, clandestino in Italia, la propria intermediazione per fargli ottenere il permesso di soggiorno presentando istanza di emersione dal lavoro irregolare, dietro il pagamento, oltre a quelle di avvio della pratica, di 8mila euro quale compenso, si sarebbero fatti consegnare 7.500 euro a più riprese e in ultimo altri 1.800 euro. Denaro che, dice l’accusa, avrebbero ottenuto minacciando l’uomo di denunciarlo e di farlo arrestare perché clandestino. I fatti sarebbero avvenuti fino al 9 giugno del 2010. «Il mio assistito è completamente estraneo – dice l’avvocato Marco Poloni –, dava solo una mano a tradurre, non ha mai minacciato nessuno né preso denaro. In appello cercheremo di vedere la situazione da altro punto di vista e ottenere l’assoluzione». Pronto a fare appello anche il legale di Catiuscia Spadini, l’avvocato Alessandro D’Arienzo. Moreno Spadini era difeso da Chiara Bimbi.


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