Dai maltrattamenti alle minacce,
violenza sulle donne:
27 casi a Recanati

APPUNTAMENTO - Le testimonianze raccolte dal centro comunale anti-stalking: se ne parlerà domani, giornata mondiale contro questi tipi di abusi, a villa Colloredo a partire dalle 14,45

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stalking

 

Maltrattamenti, violenza psicologica, violenza fisica ed economica, stalking, minacce: sono questi i racconti delle 27 donne che nel corso del 2016 si sono rivolte allo sportello anti violenza e anti stalking del comune di Recanati. Un servizio che le ha accolte, sostenute ed accompagnate gratuitamente con la garanzia dell’anonimato.  Domani, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, si parlerà anche di casi come i loro. Appuntamento a villa Colloredo a partire dalle 14,45 con l’associazione Altra eco e il Centro Yoga di Recanati. In programma gli interventi della psicologa e criminologa Margherita Carlini, responsabile dello sportello anti violenza, degli assessori alle Politiche sociali Tania Paoltroni e alle Culture Rita Soccio, della delegata alle Pari opportunità del comune Carlotta Guzzini. Alle 15,30 lezione di Yoga nela parco e merenda con prodotti biologici offerti dall’associazione Altra eco. Il servizio offerto dallo sportello è stato ampliato con un’apertura settimanale nell’ospedale di Recanati. Questo perché il servizio è sempre più indispensabile. A rivolgersi allo sportello sono state quest’anno donne dai 19 ai 65 anni, in prevalenza italiane e provenienti da diversi comuni dell’ambito territoriale. Non è possibile tracciare un profilo standard di coloro che si sono rivolte al servizio in quanto distribuite in un range anagrafico ampio, differente l’estrazione sociale, diversi i livelli di istruzione (dalla terza elementare sino alla laurea) e con stati occupazionali che variano dalla disoccupazione alla libera professione. Spesso quello espresso non è un unico bisogno: tra le vittime disagio e sofferenza emergono da stati di isolamento sociale e o lavorativo, umiliazioni, comportamenti svalutanti, violenza fisica e atti persecutori. Per ogni caso è stata fornita una risposta specifica e conforme alle esigenze e alla volontà della donna. In alcuni casi è stato effettuato un invio ai Centri anti violenza provinciali di competenza, in altri è stata attivata una rete di protezione territoriale (con le forze dell’ordine e i Servizi sociali del Comune), altre ancora hanno fatto dello sportello un proprio spazio di sostegno.


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