Sequestro casetta a Muccia,
«Non era destinata a villeggiatura»
MUCCIA - Il legale che assiste la donna romana di 68 anni che aveva edificato la struttura spiega che la sua assistita e il marito l'avevano costruita per andarci a vivere
Sequestro della casetta a Massaprofoglio di Muccia, il legale: «Non era per villeggiatura ma per andarci a vivere». L’avvocato Carlo Francesco Chiarolla assiste la donna di Roma di 68 anni che secondo gli accertamenti della procura aveva realizzato una casetta in legno a Muccia senza i necessari permessi, cosa che ha portato al sequestro. La casetta installata su fondo di proprietà dei clienti del legale «previa comunicazione al corrispondente ufficio tecnico, non è destinata, come erroneamente scritto, a meri fini di villeggiatura – dice l’avvocato Chiarola -. I titolari, come molte altre persone nel cratere, sono infatti da tempo in stato di pensionamento e, del tutto comprensibilmente, avevano fatto della casa di montagna la dimora abituale per una vita più serena e tranquilla rispetto a quella della metropoli. Non può non considerarsi giuridicamente rilevante il concetto di dimora abituale quale situazione di fatto che prescinde dalla residenza legale. Ciò detto, il diritto alla casa, ancor più in stato di emergenza, per persone che qui hanno le radici, deve essere considerato diritto primario e costituzionalmente garantito. Stupisce il ritardo del legislatore nel porre mano alla fattispecie, stupisce il ritardo dello Stato che dopo 13 mesi da un evento drammatico e distruttivo, non è stato ancora capace di gestire l’emergenza con migliaia di persone ancora spostate da un hotel all’altro come pacchi postali, non può stupire l’iniziativa privata di chi con estremo sacrificio, cerca di ripopolare, un territorio bellissimo ma abbandonato a se stesso e che vede nell’uomo primo guardiano e unico tutore».
