Porto Recanati tifa Argentina
ma la Spagna spegne il sogno:
«Non è finita come speravamo»
MONDIALI - Tanti argentini e marchigiani hanno seguito insieme la sfida mondiale sul lungomare. Delusione per la sconfitta in finale, ma anche l'orgoglio per il cammino dell'Albiceleste e per l'ultima partita in Nazionale di Lionel Messi

Centinaia di argentini seguono la finale del mondiale a Porto Recanati (foto Gaetano Campolo, città di Porto Recanati)
di Alessandro Vallese
«Non è finita come speravamo». È il commento, semplice ma eloquente, di uno dei centinaia di argentini che ieri sera hanno seguito la finale del Mondiale a Porto Recanati, dove al largo Porto Giulio era stato allestito un maxi schermo per vivere insieme le emozioni dell’ultimo atto della rassegna iridata disputato al New York New Jersey Stadium. Una finale che, dopo il percorso avvincente dell’Albiceleste, lasciava presagire un epilogo diverso, ma che alla distanza ha premiato la qualità e l’insistenza della Spagna, vittoriosa 1-0 ai tempi supplementari con la rete decisiva di Ferran Torres.
Nei giorni scorsi avevamo raccontato il profondo legame tra le Marche e la terra del Sol de Mayo (leggi qui), dalle origini marchigiane di Lionel Messi e Lionel Scaloni alla numerosa comunità argentina che vive nella nostra regione e viceversa. Un rapporto che ieri sera si è tradotto in una partecipazione calorosa: famiglie, amici e tanti tifosi dell’Albiceleste (anche qualche spagnolo) hanno condiviso ogni istante della finale, trasformando Porto Recanati in un piccolo angolo d’Argentina.

Non una finale particolarmente entusiasmante, ma comunque le emozioni non sono mancate. C’è stata la sofferenza per una partita in cui la Spagna ha gestito a lungo il possesso del pallone, la speranza alimentata dalle parate del “Dibu” Martínez, l’apprensione dopo l’ingenua espulsione di Enzo Fernández e, infine, la voglia di non arrendersi con cui l’Argentina ha provato a reagire dopo il gol di Ferran Torres, arrivato ai tempi supplementari e decisivo per consegnare il secondo titolo della loro storia alle Furie Rosse.
Il triplice fischio ha lasciato spazio alla delusione, ma senza cancellare l’orgoglio per il percorso compiuto dalla Selección, capace di raggiungere ancora una finale mondiale dopo il trionfo del 2022 e di eliminare in semifinale gli storici rivali dell’Inghilterra. Anche molta sportività nell’attribuire alla Spagna l’onore al merito, per una finale e un campionato mondiale disputati da assoluta protagonista.

Per molti, poi, quella di ieri è stata anche una serata dal sapore particolare: l’ultima partita di Lionel Messi con la maglia dell’Argentina. Un momento vissuto con emozione dai tifosi, divisi tra il dispiacere di salutare il loro capitano e la consapevolezza di aver assistito, per quasi vent’anni, alle imprese di uno dei più grandi sportivi della storia.

L’evento è stato organizzato dalla neonata Associazione Teodoro Bronzini, nata per promuovere iniziative culturali nell’ambito del gemellaggio tra Porto Recanati e Mar del Plata, insieme alla CO.GE.VO. (Consorzio di gestione della pesca delle vongole nel Compartimento marittimo di Ancona), con il patrocinio del Comune di Porto Recanati.
Con Messi e Scaloni un po’ di Marche nella finale del Mondiale. Le origini dei due big argentini
Hanno giocato in 10 e poi in 9.Quando ti porti una star cadente se gli altri riescono a supportarlo è di utilità altrimenti è un peso.Fine ingloriosa la passeggiata di ieri per chi ha entusiasmato giovani e non per decenni ma una finale mondiale non dovrebbe essere una passerella finale per pensionati di lusso.La partita di per se ha visto una squadra giocare al calcio e un’altra che ha provato anche poco sportivamente frenare la superiorità degli spagnoli.La Spagna già da tempo ha dimostrato di aver preso una strada che sta dando buonissimi risultati sia sul piano tecnico che individuale e a qualcuno in Italia dovrebbe fare drizzare le orecchie.L’Argentina saprà trovare un’alternativa alle stelle?
Tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento circa 2,5 milioni di italiani sono emigrati in Argentina, del 1989 è la canzone “Italiani d’Argentina” di Ivano Fossati
https://www.youtube.com/watch?v=Hf2UqTR9lbE
O’ pallone, o’ simulacro!
Ah, americani, vuie nun capite maje,
pecché o’ calcio nun è gioco, è destino ‘e segni.
‘N coppa ‘o campo se consuma ‘a hyperrealtà,
niente divertimento, sulo ‘o deserto ‘e passione simulata.
Llà, o’ gol nun nasce pe’ allegria,
è ‘a precessione d’o’ vuoto che s’avvera,
chillu retino che s’arroja ‘int’ ‘a rete
mentre ‘a folla urla senza gioia, sulo pe’ confermà ‘o rito. Vuie, cu ‘e schermi e cu ‘e spot,
pensate ca è sport, divertimento pulito,
ma nuie sapimmo ca è guerra ‘e copie,
signi ca se mangiano ‘a realtà,
e nun ce divertimmo pe’ niente,
sulo ce annuiamo ‘int’ ‘o spettacolo eterno.
O’ Napoli, o’ Milan, o’ Juve… simulacri ‘e tribù,
senza origine, senza fine, sulo eco ‘e eco.
L’americano ride, pensa ca è game,
ma o’ vero tifo è ‘stu dulore senza còrpore,
passione che s’è fatta immagine,
e nun ce resta niente ‘e vero,
sulamente ‘o calcio ca se gioca da solo,
‘n miez’ ‘o niente ca simula tutto.
E nuie, pover’ diavule,
continuammo a suffrì pe’ ‘o segno,
pecché ‘o gol è già muorto primma ‘e nascere,
e ‘a vittoria è sulo ‘a fine d’ ‘o spettacolo.
Vuie nun capite, e nun capirete maje.
A beneficio grammaticale dell’estensore del pezzo: “centinaia” è femminile plurale (“le centinaia”), quindi dopo “uno” la preposizione articolata deve accordarsi con quel “di che cosa” (centinaia), quindi: “uno delle centinaia di argentini …”
Gli argentini come sempre l’hanno messa SOLO sul piano agonistico/intimidatorio… Dovevano finire in 8 dopo tutti i falli/provocazioni agli spagnoli.. Paredes da denuncia penale, vergognoso….
Cmq una cosa è certa: SONO STATI ASFALTATI, ha vinto la squadra più forte