La diga di Cingoli passa il collaudo,
aumenta la portata d’acqua
REGIONE - L'impianto di Castreccioni potrà operare a pieno regime e dopo 40 anni non è più in fase sperimentale. Arrivano dallo Stato 5,5 milioni di euro per la manutenzione degli invasi delle Marche

Da sinistra il presidente del Consorzio di bonifica, Claudio Netti, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti e il presidente dell’assemblea del Consorzio, Michele Maiani
La diga di Cingoli passa il collaudo del ministero e può aumentare la sua portata di altri 20 milioni di metri cubi d’acqua. E’ quanto hanno spiegato il presidente del Consorzio di bonifica delle Marche, Claudio Netti, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti e il presidente dell’assemblea del Consorzio, Michele Maiani, in Regione ad Ancona. Al centro dell’incontro, oltre al collaudo dell’invaso di Castreccioni, il finanziamento di 5,5 milioni di euro erogato per la sicurezza delle dighe in esercizio dal ministero delle Infrastrutture. «L’ottimo rapporto di collaborazione con l’ente di Bonifica – sottolinea Sciapichetti – ha portato a questo grande risultato che ci permette di alzare ancor di più il livello di sicurezza delle nostre dighe. Il fortissimo sisma che ha colpito il nostro territorio è stato un collaudo naturale che ha mostrato l’elevato livello di sicurezza dei nostri impianti. Ora, sulla diga di Castreccioni a Cingoli, dopo i tempestivi interventi sul ponte, è arrivato anche il formale collaudo da parte del ministero, che permette all’impianto di passare dagli attuali 25 milioni di metri cubi di portata ai futuri 45 milioni, con effetti positivi sulla futura riserva idrica regionale. Per gennaio ci aspettiamo anche il collaudo ministeriale della diga di Comunanza».

Il faldone contenente gli atti del collaudo della diga di Cingoli
«Il Consorzio di bonifica è già attivo e vigile sulla sicurezza delle dighe – ha assicurato il presidente Netti –, il finanziamento ricevuto ci permetterà di aumentare ancor più gli standard degli impianti, con una particolare attenzione per gli operatori. In Italia abbiamo le normative più rigorose del mondo e nelle Marche le dighe sono in perfette condizioni di esercizio. I lavori sono tutti cantierabili entro la fine del 2019, ma noi intendiamo anticiparli e finire entro quella data». «Con il Ministero si è instaurato un ottimo rapporto – ha aggiunto Maiani – e va sottolineato che poiché per il Consorzio l’iva non è un costo, i 5,5 milioni accordatici si trasformeranno tutti in lavori effettivi, senza decurtazioni fiscali». Grazie al finanziamento si assisterà, tra l’altro, a una generale revisione ed ammodernamento della strumentazione topografica e geotecnica a servizio delle stesse opere, ad una manutenzione straordinaria degli impianti e messa in sicurezza dei camminamenti e dei percorsi interni. Nel corso dell’incontro tenutosi a Roma lo scorso 15 novembre scorso sono stati, inoltre, riconsegnati ufficialmente gli atti di collaudo della diga di Cingoli, approvati dalla direzione dighe del ministero delle Infrastrutture. Ora l’impianto, dopo 40 anni, non è più un invaso sperimentale. E’ in corso dunque l’istruttoria per l’annullamento della disposizione di limitazione d’invaso assegnata nel dicembre 2016 al Consorzio per effetto del significativo sciame sismico in corso, motivo per il quale ora l’ente potrà gradualmente provvedere alla risalita e al recupero della capacità complessiva utile di 45 milioni e 200mila metri cubi a fronte degli attuali 25 milioni.