Campo da basket della discordia,
la denuncia di Alba Santucci:
“Minacce alla mia famiglia”
CIVITANOVA - La donna ha avviato un contenzioso col Comune per richiederne lo spostamento, da allora lamenta clima ostile nei suoi confronti: "Urla e clacson davanti casa"
«Minacce e vessazioni verso la mia persona, dichiarata ostilità nei miei confronti e urla e clacson davanti casa». A parlare in una lettera è Alba Santucci, moglie del notaio Moscetta, divenuta nota all’opinione pubblica di Civitanova dopo aver avviato un contenzioso col Comune per richiedere lo spostamento del campo da basket all’ex casa Balilla. Una richiesta accolta che ha generato però ilarità e contestazioni all’amministrazione e, confida la donna, anche alla sua famiglia. Una vicenda ampiamente trattata e sulla quale ora la signora Santucci, che risiede davanti al campetto, chiede silenzio. «Sto subendo un forte linciaggio mediatico semplicemente per essermi limitata a far valere innanzi all’autorità giudiziaria la tutela del diritto alla salute e tranquillità, peraltro nel rispetto del diritto di altri – scrive la Santucci – Ciò si è reso inevitabile perché sono risultate vane le ripetute richieste formulate all’amministrazione comunale al fine di regolamentare l’utilizzo del campo basket così da evitare che lo stesso potesse essere in funzione a tutte le ore del giorno e della notte con considerevole elevate documentata rumorosità tale da non consentire, certamente alla sottoscritta, ma si può supporre anche altri residenti, nessuna attività lavorativa e di riposo anche notturno».

Il sindaco Fabrizio Ciarapica
La Santucci racconta come si è arrivati ad un accordo e le successive intimidazioni subite. «L’amministrazione comunale si è costituita nel giudizio opponendosi alla mia richiesta – aggiunge – l’udienza è stata rinviata per consentire alle parti, come di prassi suggerito dal giudice, di trovare un accordo e dopo un incontro in Comune alla presenza dei legali, del sindaco, del segretario comunale e anche mia, è stato stabilito lo spostamento di qualche metri del campo da basket. Soluzione per altro non risolutiva poiché anche se più attenuati i rumori persisteranno, ma l’ho accettata valorizzando l’interesse della collettività ed in particolare degli utenti del predetto campo che è bene ribadirlo non è stato eliminato bensì semplicemente spostato di alcuni metri. Purtroppo è stata minata la serenità e la sicurezza mia e della mia famiglia. Infatti le dichiarazioni rese da alcuni politici che hanno anche pubblicato e divulgato gli atti processuali hanno violato la mia privacy e generato minacce e vessazioni varie nei confronti miei e dei miei familiari. Si sono verificati episodi in cui non meglio identificati cittadini – conclude la donna – si sono recati sotto la mia abitazione ad effettuare delle rimostranze inveendo ad alta voce verso la mia abitazione, suonando insistentemente il clacson delle automobili. In definitiva ciò che registro mio malgrado è una dichiarata ostilità da parte di molti miei concittadini indotti a credere possa esservi stato un abuso da parte mia o ancora peggio la concessione di un privilegio».
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cara signora la sua posizione le permette cose che a noi umani non è consentito neanche sognarle, spero si sia accorta che il mondo è cambiato, che i bambini non giocano più per strada e che in molti hanno dei problemini più seri dei suoi decibel, la campagna è piena di angoli di paradiso ma si sa che la botte piena e la moglie ubriaca è un privilegio per pochi.