Undicenne palpeggiato in spiaggia,
cinque anni per l’imputato
PORTO RECANATI - Il ragazzino sarebbe stato avvicinato da un 26enne con una scusa. Oggi la sentenza. L'uomo nega i fatti. (Nella foto gli avvocati di parte civile)
Palpeggia un undicenne sul lungomare, condannato a 5 anni. La sentenza oggi al tribunale di Macerata. Quindicimila euro di risarcimento alle parti civili.
Era il 27 aprile del 2016 quando un ragazzino di undici anni sarebbe stato avvicinato da un afghano, Dilbar Tarakhel, 26enne. Era pomeriggio e i due si trovavano a Porto Recanati. L’uomo avrebbe chiesto all’undicenne se gli andava a comprare le sigarette e gli avrebbe dato dei soldi. Il ragazzino aveva accettato. In seguito però sarebbe stato vittima delle attenzioni sessuali del 26enne. L’afghano, dice l’accusa, avrebbe portato il minorenne in un posto isolato, dietro ad alcuni casotti che si trovano sul lungomare di Porto Recanati. Una volta da solo con l’11enne, avrebbe cominciato a molestarlo sessualmente. L’accusa parla di strusciamenti, di baci sul collo e sulla guancia. Tutto questo sarebbe durato fino a quando un amichetto dell’11enne era andato a cercarlo e aveva visto ciò che stava accadendo. Il ragazzino aveva approfittato della cosa per fuggire. Dopo aver chiesto aiuto ad una giovane passante, il ragazzino aveva poi riferito quanto accaduto ad un amico del compagno della madre che era andato a cercare l’afghano che era stato individuato e poi arrestato dai carabinieri. L’imputato, sentito al processo, aveva negato i fatti, riferendo di aver visto il minorenne insieme a due altri ragazzi che stavano fumando. Allora aveva detto loro perché stessero fumando e questi gli avevano chiesto se potesse andare a comprare loro una sigaretta elettronica. Lui si era rifiutato e così due dei ragazzini erano andati a comprarla mentre lui era rimasto con l’11enne. Per tutto il tempo però, ha detto, erano stati presenti degli amici del 26enne, non era dunque rimasto solo col ragazzino e non l’aveva palpeggiato.
Oggi il Tribunale di Macerata ha condannato l’imputato a 5 anni, come chiesto dal pm Enrico Riccioni. Inoltre il giudice ha disposto un risarcimento di 10mila euro per la madre del ragazzino, che si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Luciano Pacioni, e 5mila euro per il patrigno, anche lui parte civile, tutelato dal legale Paolo Carnevali. L’imputato è assistito dall’avvocato Laura Baldassarini.
