Premio Gentile a Daje Marche:
“Le nostre eccellenze
viaggiano in rete”

FOTO - Al gruppo di Tolentino nato dopo il sisma il riconoscimento per la 21esima edizione a Fabriano, insieme al recanatese Enrico Capodaglio, Geminello Alvi, Marco Scarponi e Giacomo Rizzolatti. Lacrime di commozione per Paolo Isabettini e Ambra Ruggeri che hanno raccontato un’esperienza unica di rinascita e di successo. Il fratello del ciclista scomparso ha annunciato la costituzione di una Fondazione nel nome del fratello Michele, per la prevenzione degli incidenti stradali. L'economista Alvi: "Volevo restare a vivere per sempre in Svizzera, poi... Beniamino Gigli mi convinse a rientrare in Italia"

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Tutti i premiati

 

di Maurizio Verdenelli

(foto di Photocico)

I protagonisti sono stati loro insieme con Marco Scarponi che ha annunciato la costituzione di una Fondazione nel nome del fratello Michele, per la prevenzione degli incidenti stradali che tante vittime fa nel Paese a cominciare dai ciclisti. Lacrime e pure gioia alla 21esima edizione del Premio ‘Gentile’ a Fabriano ricordando il ventesimo anniversario del sisma umbro-marchigiano che ha permesso il restauro dell’artistico ‘scrigno’ (non a caso così definito dalla conduttrice Barbara Capponi) dell’Oratorio della Carità, sede del premio, inserito in quel mirabile contesto urbanistico ed architettonico, che tutt’Italia ha imparato ad apprezzare dalla fiction ‘Che Dio ci aiuti’ di cui è mirabile location dal 2011 . Lacrime al ricordo di Michele nelle parole di Marco –presente anche la sorella Silvia- lacrime, gioia, emozioni nelle parole di Paolo Isabettini, architetto tolentinate e di Ambra Ruggeri, deliziosa ‘signora in rosso’ sul palcoscenico del Premio dedicato al Genio fabrianese, maestro del Gotico internazionale.

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L’arch. Paolo Isabettini (Daje Marche)

 

Loro, i due giovani tolentinati, insieme con un gruppo in rappresentanza dei 130 amici di ‘Daje Marche’, hanno raccontato un’esperienza unica di rinascita e di successo: quella che manca tuttora al processo di ricostruzione del Centritalia, dopo il terremoto del 2016/17. “Quando sono andato da chi non aveva più né ristorante, né negozio, né bottega artigiana, né ufficio dopo le scosse di un anno a dire che era possibile rimettersi in piedi da subito e ripartire il giorno dopo, mi sono visto guardare come un extraterrestre.

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Ambra Ruggeri (Daje Marche)

Tornato a casa, i dubbi sono venuti a me. Avevo solo una risorsa: la rete! Ho chiamato a raccolta tutti i giovani di buona volontà a cominciare da comunicatori, grafici, continuando con le altre professioni: c’era un e-commerce da esplorare. Mi hanno risposto in centotrenta, alla fine. Abbiamo duecento ditte in rete, un fatturato ora di trecentomila euro, e diecimila pacchi spediti: siamo in venti in un container che ne può ospitare solo quattro. Ma che importa?! Le eccellenze del Maceratese, delle Marche viaggiano con noi, la nostra ricostruzione l’abbiamo avviata: Daje Marche!”. Si è asciugato più volte gli occhi, Isabettini: lacrime vere. E il sorriso, l’energia, la bellezza di Daje Marche l’ha portata, poi, tra un abbraccio liberatorio e l’altro, Ambra, ‘piccola ma tenace signora in rosso’.

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Marco Scarponi (fratello di Michele Scarponi)

 I ragazzi tolentinati, autentici ‘gioielli’ tra i ‘gioielli’ (parole di Barbara Capponi) hanno conquistato Fabriano, nel giorno dedicato a Michele Scarponi nel ricordo struggente del fratello che ancora l’atterra nel parlarne. “Un buffetto, un soprannome affettuoso, ti toccava il braccio, la spalla per dirti che lui era lì con te, sentivi addosso il caldo buono di tutta la sua umanità, l’allegria, il suo volerti bene. ‘La vita non è uno scherzo’ e giù un sorriso, in cima alla salita della vita”. Infine: “Troppi morti sulle strade: non si può finire così per sempre una mattina quando la vita, la famiglia, il traguardo ti aspettano. Le nostre strade devono essere messe in sicurezza: ecco perché la nostra famiglia è impegnata nella Fondazione Michele Scarponi’. A Marco il vicesindaco di Fabriano, Arcioni, ha consegnato un dipinto (opera di Andrea Poeta) del campione nel cuore di tutti. Nella sala strapiena, tanta rattenuta emozione tra i tifosi di Michele e gli amanti del ciclismo.

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Il prof. Enrico Capodaglio

Una giornata ‘tutte stelle’. A cominciare dal recanatese professor Enrico Capodaglio (vive a Pesaro), stella di fulgida luce del panorama letterario italiano, premiato da Eugenio De Signoribus, continuando con Geminello Alvi. Il grande economista, editorialista di ‘Corriere’ e ‘Repubblica’ ha raccontato che aveva deciso, ad un certo punto della vita, di non muoversi più dal ‘buen retiro’ svizzero dove abitava quando a fargli cambiare idea fu l’aver sentito in un film d’epoca la voce ineguagliabile di Beniamino Gigli cantare ‘Mamma’. Fu una rivelazione: il grande economista diede ascolto al cuore quella volta. E si trova ora benissimo a vivere nella campagna di Isola del Piano, nell’Urbinate.

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Il prof. Giacomo Rizzolatti

Ed ancora applausi, emozioni ed ammirazione per il grande neurologo parmense Giacomo Rizzolatti, scopritore dei ‘neuroni specchio’ alla radice dell’empatia personale. “Una realtà completamente distorta può essere alla radice di un comportamento deviato” ha raccontato il celebre scienziato, la cui semplicità ed umanità hanno conquistato Fabriano. E stupendo: “Adolf Eichmann, uno dei principali responsabili dello sterminio degli ebrei, era un buono! Proprio così: lo certificarono al processo di Norimberga tre psichiatri. Aveva tuttavia un mondo capovolto dalle menzogne di Goebbels cui aveva aderito senza remore. Gli ebrei non erano in realtà veri uomini? Erano stati responsabili con il tradimento della sconfitta della Germania nella prima Guerra mondiale? Allora Eichmann si era trovato ad ubbidire agli ordini: lo sterminio era per lui un mero affare logistico, di movimento merce. I suoi neuroni specchio perfettemente rispondevano alla terribile, disumana propaganda nazista”.

Una bellissima giornata, aperta dal sindaco fabrianese Gabriele Santarelli davanti ad una giuria pressoché al completo presieduta dal rettore dell’Università d’Urbino Vilberto Stocchi nel nome del grande Carlo Bo, per 54 anni a capo dell’istituzione marchigiana. “Fu lui –ha ricordato il direttore del Premio, prof. Galliano Crinella- a volere nel ’97 il ‘Gentile’ come volontà di riscossa di Fabriano dalle ferite del terremoto umbro-marchigiano. Le prime edizioni si tennero all’hotel Janus mentre si andava restaurando l’Oratoria della Carità, grande ‘frutto’ del post sisma”. Emozionante, ad intervallare i premiati delle varie sezioni, la voce recitante di Luca Violini che ha interpretato la lettera del capo indiano Seathl al presidente Usa Franklin Pierce ed una lirica del poeta K. Gibrain”. Un’edizione benissimo riuscita sulla scia della grande tradizione della manifestazione – nel 2002 fu premiato Enzo Biagi, nel 2006 il Decennale ebbe protagonista Dante Ferretti intervistato pubblicamente da chi scrive- seppure sia apparso per la crisi completamente evaporato il pubblico della ‘Fabriano da vivere’: i manager famosi che hanno fatto il miracolo economico marchigiano ed italiano nel mondo.

 

Il Premio Gentile alla vita di Scarponi Il fratello Marco: «Vittime della strada, sono numeri da guerra» (Video)

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Il gruppo di Daje Marche (Tolentino)

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Marco Scarponi (fratello di Michele Scarponi)

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L’economista Geminello Alvi

 

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Luca Violini

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