Polittico del Veneziano riunito:
“torna” da New York col 3D

SAN SEVERINO - Il capolavoro del pittore della Serenissima si trova diviso tra pinacoteca "Tacchi Venturi” e la Frick collection. Grazie alla tecnologia e ad un progetto dell'Università politecnica delle Marche le parti sono state virtualmente ricongiunte

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Il sindaco Rosa Piermattei con gli occhiali 3d

 

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Il dipartimento di Ingegneria civile, edile e architettura dell’università Politecnica delle Marche ha ospitato un incontro tra il rettore di Univpm, Sauro Longhi, e il sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, servito a dare avvio a un ambizioso e innovativo progetto di ricongiunzione digitale del famoso polittico del Veneziano, assoluto capolavoro della pinacoteca “Tacchi Venturi” di cui una parte si trova alla Frick collection di New York. All’incontro hanno preso parte anche l’assessore alla Cultura del comune di San Severino, Vanna Bianconi, e Marco Grassi, board member di LoveItaly.  L’impossibilità di una ricongiunzione fisica del polittico ha condotto a un progetto grazie al quale, partendo dalla realizzazione di una riproduzione digitale 3D, sarà possibile, attraverso ologrammi, multiproiezioni interattive e tecniche di realtà aumentata e immersiva, avere una nuova e completa fruizione della straordinaria opera di Paolo Veneziano, testimonianza della pittura trecentesca veneta che conferma gli stretti rapporti tra la Serenissima e le Marche.

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L’incontro tra il rettore Longhi e il sindaco Piermattei e l’opera del Veneziano

L’opera, mancante di predella e di parte centrale come fa supporre il modo di disporsi dei santi rivolti verso il centro del dipinto, presenta chiari elementi bizantineggianti caratterizzati dalla immobilità statuaria dei personaggi dagli incarnati color olivastro ed evidenziati dalla profusione d’oro che fa da sfondo alle figure. La ricchezza degli ornamenti ed il gusto per il dettaglio, evidenti nelle figure della Santa Caterina e del drago ai piedi di San Michele, sono già un preludio alla civiltà del gotico internazionale. Il progetto appena avviato, vuole anche indicare nuove forme di valorizzazione e di attrattività del patrimonio artistico tanto più rilevanti in un contesto come quello delle aree terremotate della nostra regione dove queste nuove e coinvolgenti forme di fruizione digitale possono generare nuovi interessi e attrattività turistica.

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