Dal cibo alla ricostruzione, Carlo Cambi
mattatore all’evento del Fai
SAN SEVERINO - Il Fondo Ambiente Italiano scelto il tema ‘Conoscere e amare l’Italia’ per approfondire le ragioni delle trasformazioni del Paese attraverso le fotografie del fondatore Renato Bazzoni in mostra al teatro Feronia. Un focus molto partecipato sui beni culturali e i prodotti locali come rilancio del territorio
Un evento all’interno dell’evento che il Fai (Fondo Ambiente Italiano) ha dedicato a San Severino dal 17 settembre scorso fino a domenica prossima sul tema ‘Conoscere e amare l’Italia’ approfondendo le ragioni delle trasformazioni del Paese attraverso le fotografie del fondatore Renato Bazzoni in mostra al teatro Feronia. L’evento è stato quello di sabato scorso con un vero ‘mattatore’ sul palco: Carlo Cambi, enogastronomo, editore, docente e, per sua stessa definizione, inguaribilmente ‘giullare’. Con lui una corona eccezionale di relatori: Angelo Serri, ‘padre’ e direttore di Tipicità Marche, Francesco Fucili presidente di Coldiretti, Graziella Roselli docente Unicam, Pietro Aloisio esperto di analisi sensoriale e Fabrizio Riccitelli, responsabile Acquisti Romagna, Marche ed Abruzzo della coop. Alleanza 3. Il tema: “Il paesaggio, i beni culturali e i prodotti locali come rilancio del territorio” è stato dal conduttore Maurizio Verdenelli, già inviato speciale de ‘Il Messaggero’, inevitabilmente allargato ed insieme contestualizzato ai drammatici eventi tellurici che hanno sconvolto da oltre un anno a questa parte il Centro Italia ed in particolare la provincia maceratese, la più danneggiata.
Così ‘corretto’ l’argomento ha ‘scatenato’ un focus che avrebbe meritato un auditorium ben più vasto e soprattutto la presenza delle istituzioni locali che dalle ‘ricette’ (stavolta non di cucina) di Cambi & C. avrebbe tratto spunti certo interessanti. E non solo di loro, perché chiamati sul proscenio da Serri sono intervenuti i rappresentanti di due autentiche eccellenze del territorio: Antonio Centocanti, presidente della cooperativa Belisario di Matelica (Verdicchio super premiato) e Mirko Angeli, titolare dell’azienda agricola ‘Delizie’ di Pieve Torina, pioniere di coltivazioni cult e riscoperte come roveia, zafferano e via elencando. “Che –ha detto Mirko- portiamo avanti praticamente nell’assenza di chi aveva promesso di aiutarci…”. Chi? Ha chiesto Verdenelli. “Le istituzioni” è stata la risposta. Tuttavia non solo le pubbliche autorità sono state assente dal ‘Feronia’, sabato, ma pure –come ha segnalato giustamente Aloisio- anche i giovani ‘che hanno smesso il ruolo del dissenso, e non esercitano più l’indignazione’.
E motivi ce ne sarebbero con questa ricostruzione post sisma che ancora non comincia, considerato che siamo ancora in piena emergenza –hanno concordato tutti i relatori con Centocanti a richiedere approfondimenti e focus come quelli ‘andati in onda’ al Feronia. La presenza dei giovani sarebbe stata inoltre ‘necessaria’ per la documentazione, ampia, che ha presentato la prof.ssa Roselli sulle nuove ‘professioni’: start up e spin off. C’è necessità di vedere molto più in là del Chienti e del Potenza per uscire dal guado, solo se si pensa –ha detto ancora Aloisio- che i grandi tour operator suggeriscono ai ricchi del mondo pacchetti che mettono insieme Parigi e Venezia senza far distinzione di Paese. “In Cina, dove i miliardari sono 200 milioni, vanno pazzi per questi percorsi basati sulle eccellenze e sull’extra lusso senza badare a spese” ha aggiunto Aloisio. Puntare sui cult locali da esportare in tutto il mondo: dal ciauscolo alla pasta. Con il web si può. E si può vincere la desertificazione anche e soprattutto alla cultura: chi salverà Castelsantangelo sul Nera e i suoi 12 sopravissuti? Il ciclo pittorico di un grande come Paolo da Visso, ha detto Carlo Cambi.
“Ce la faremo ad uscirne”? ha chiesto ad uno ad uno, Verdenelli. “Sicuri di sì, ma occorre cambiare rotta, fare squadra e il Palazzo sia meno distante dalla gente come vent’anni fa” è stata la risposta, pressoché unanime.
Una serata indimenticabile di oltre due ore fitte fitte, con tanti applausi e soprattutto ininterrotta attenzione. Poi un gran buffet con le eccellenze enogastronomiche …di cui sopra all’ingresso del Feronia. Un’organizzazione che globalmente, fa riferimento alla bravura del delegato Fai, Maurizio Oliva e di Anita Cartechini. Si chiude domenica 8 ottobre con ‘Tutta questa Bellezza’, raccolta degli scritti di Renato Bazzoni con Antonella Cicalò, Sofia Bosco, direttore dei Rapporti istituzionali del Fai e Francesca Rapaccioni, direttore artistico dei Teatri di San Severino.
(foto di Luciano Serini)





