Non erano polveri killer,
imprenditore assolto

CIVITANOVA - Un muratore era morto in seguito ad una malattia. Per l'accusa la patologia sarebbe insorta a causa di quanto respirato dall'uomo per tanti anni mentre era alle dipendenze di due aziende. Il giudice ha però prosciolto l'imputato con formula piena

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tribunale

 

Un muratore di Civitanova morì a 73 anni a causa di un tumore, sotto accusa erano finiti due imprenditori datori di lavoro dell’uomo che, secondo l’accusa in un processo che si è svolto al tribunale di Macerata, si era ammalato perché per anni aveva respirato «polveri miste, anche di amianto». Il processo si è concluso ieri con l’assoluzione dell’imprenditore Alessandro Rinaldelli civitanovese. Il secondo imputato nel frattempo è morto. Secondo l’accusa il muratore, Adriano Tramannoni, sarebbe morto a causa delle polveri respirate durante le attività edili di demolizione, avvenute nel periodo in cui era stato dipendente delle aziende, dal 1965 al 1993. L’accusa contestava all’imputato di non avere messo a disposizione alcun dispositivo di protezione al muratore in modo tale che potesse proteggere le vie respiratorie dalle fibre di amianto e polveri che si liberavano nell’aria. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Massimo Pistelli, sosteneva che non fosse provato il nesso causale tra l’aver respirato polveri e l’insorgere del tumore che stroncò il 73enne. Ieri il giudice Enrico Pannaggi ha dato ragione alla difesa, assolvendo Rinaldelli dall’accusa di omicidio colposo «perché il fatto non sussiste».


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