Guerra Pd e Upc,
Rogani minaccia querele
Franco: ‘Centioni folgorato da Ciarapica’

CIVITANOVA - Non si placa il veleno fra i due partiti. L'ex presidente di Gas Marca replica ai democrat: "su di me fango e insinuazioni". Il segretario del partito democratico contrattacca: "mossi solo da voglia di poltrone"

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Flavio Rogani

di Laura Boccanera

C’eravamo tanto amati: come nel film di Scola gli ormai ex compagni di amministrazione non mancano di riservare agli amici di ieri, avversari di oggi, frecciate e ora anche minacce di querela. L’ultimo capitolo nella saga dei botta e risposta scatenato dalle parole del segretario del Pd Mirella Franco, lo firma Flavio Rogani, ex presidente di Gas Marca, attualmente consigliere comunale eletto nella lista Obiettivo Civitanova, poi fuoriuscito come indipendente. Rogani minaccia azioni legali per difendere l’onorabilità del suo nome, infangato a suo dire, dalle parole dei componenti del Pd in nome di una pretestuosa dialettica politica. In particolare a scottare sono le dichiarazioni con le quali il Pd ha sottolineato come Rogani abbia ricercato un posto al sole richiedendo la delega alle partecipate quale ricompensa per l’appoggio politico fornito a Ciarapica. Ma Rogani non ci sta e puntualizza: «Ho rinnovato il mio impegno politico esclusivamente per proporre e possibilmente concorrere alla realizzazione di 4 progetti, l’istituzione di un fondo straordinario di solidarietà per le emergenze sociali, le borse lavoro per i giovani inoccupati, un centro diurno per l’Alzheimer e per l’autismo. Le risorse per finanziare i primi 2 progetti dovrebbero essere reperite all’interno del bilancio comunale mentre le risorse per finanziare gli altri 2 progetti dovrebbero essere attinte da un nuovo sistema di gestione delle società ed enti partecipati che dovrebbero agire in rete ed in modo sinergico per realizzare economie di scala, per valorizzare al meglio i propri assets e per intraprendere nuove attività. Ho messo a disposizione del sindaco la mia esperienza e la mia professionalità per realizzare i progetti di cui sopra che comunque hanno necessità di gruppi di lavoro e senza per questo che debba ritenersi indispensabile la mia presenza. Il Pd, se non altro per rispetto della propria storia, dovrebbe confrontarsi costruttivamente su queste tematiche sociali,  invece non trova di meglio che continuare ad infangare persone che come me cercano semplicemente di fare qualcosa di buono per la propria comunità. In vita mia le candidature e gli incarichi a cui ho rinunciato sono ben più numerosi di quelli che ho accettato; l’attaccamento alla poltrona non fa parte della mia storia e lo dimostra il fatto che mi sono dimesso, senza fare polemiche, dalla Gas Marca un anno prima delle elezioni quando Uniti per Cambiare era ancora nella maggioranza. Incarichi retribuiti? Come posso avere incarichi retribuiti finché sarò Consigliere? Essendo un libero professionista tutti sanno che l’attività politica a livello locale, da un punto di vista economico, comporta solo una perdita a meno che non si vada a prendere incarichi in Regione e allora la musica cambia completamente. Riguardo parentopoli sono l’unico che per ben due volte ho votato in contrasto con le posizioni assunte dalle maggioranze di appartenenza, prima di centro-sinistra e poi di centro-destra. Cosa potevo fare di più? Le falsità contenute nelle insinuazioni diffamatorie nei miei confronti, portate avanti dalla Franco e dalla  Iezzi, sono solo frutto dei peggiori sentimenti umani che niente hanno a che vedere con il confronto democratico e con il bene comune. Ritenendo che l’onorabilità di chi ricopre una carica istituzionale debba rappresentare un valore da difendere a tutti i costi, dovrò necessariamente ricorrere ad azioni legali nei confronti di chi si sente autorizzato a diffamare persone oneste in nome di una pretestuosa e normale dialettica politica».

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Mirella Franco

Nel frattempo non si fa attendere neanche la replica della Franco alle parole di Carlo Centioni, sempre in forza a Uniti per Civitanova: «Fulminato anche lui sulla via di Ciarapica – dice di Centioni la Franco – dopo aver governato con la giunta Marinelli e con quella Corvatta, giusto per ricordare che non i valori ma le poltrone lo muovono, Carlo Centioni corre in soccorso di Costamagna ed entrambi in debito d’ossigeno rifiatano accusando il Pd di aver monopolizzato l’amministrazione Corvatta. Una ridicola lettura della politica cittadina tanto cara a questi due personaggi che con una lista che prese l’8% portarono a casa quattro presidenze delle municipalizzate (Atac, Farmacie, Civitas e Gas Marca), ovviamente il sindaco che era espressione della lista, un assessore nominato dal sindaco e la carica di presidente del consiglio che andò a Costamagna, mentre Centioni, senza nemmeno candidarsi, si accomodò sulla poltrona di presidente delle Farmacie. Il Pd prese molti più voti della lista Uniti per cambiare e non paiono, al confronto, poi così esagerati un vice sindaco, due assessori e un amministratore delegato in Atac. Ma la bulimia di poltrone di Centioni e compagnia distorce i fatti. Il Pd caro Centioni è il partito che ha garantito la governabilità e la realizzazione di importanti opere e servizi mentre Uniti per cambiare conduceva lotte interne. Le turbolenze con De Vivo, le battaglie di Costamagna e Centioni contro Rossi misero le basi della sfiducia a Costamagna in cui i vostri eletti, non il Pd, furono protagonisti. Oggi siete con il cappello in mano davanti a Ciarapica che avete appoggiato con un accordo sottobanco, non esplicitato in campagna elettorale. Questa è la cifra della vostra politica. Quanto alle commissioni di indagine, Centioni lasci stare, che non è materia in cui può dare lezioni. Spieghi piuttosto la sua gestione delle Farmacie (i disavanzi che sono stati certificati) e si liberi dall’ossessione del Pd e di Silenzi che nel 2012 e poi alle ultime comunali è stato di gran lunga il più votato dai civitanovesi. Si candidi anche lei Centioni poi vedremo a nome di chi può parlare».

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