«Col rogo messe a rischio delle vite.
La polizia faccia presto, non vivo tranquilla»
CIVITANOVA - Chi ha incendiato Scalasedici ha agito intorno alle 3 di mercoledì mattina, per fortuna le fiamme si sono spente da sole. La titolare, Simona Bonacci, presenterà denuncia ed è stata sentita dagli investigatori: «È un fatto gravissimo e chiedo venga fatta luce quanto prima. Nessun messaggio di vicinanza dalla politica»

Simona Bonacci con l’avvocato Gabriele Cofanelli
di Gianluca Ginella
«Sono state messe a rischio delle vite, chiedo agli investigatori di fare presto. Non vivo tranquilla», così la titolare di Scalasedici, Simona Bonacci. La boutique di via Conchiglia, a Civitanova, è stata incendiata mercoledì scorso. Qualcuno, secondo quanto emerso sinora, avrebbe agito intorno alle 3 del mattino e per fortuna il fuoco si è spento da solo. Gli inquirenti per risalire all’autore dell’incendio hanno seguito varie piste e ora ce ne sarebbe al vaglio una più in particolare.
Ieri la commerciante è stata sentita dalla polizia per raccogliere elementi utili alle indagini e presenterà, con l’avvocato Gabriele Cofanelli, una denuncia sul rogo subito dal suo locale. Il suo legale rimarca la gravità del gesto: «Per un miracolo non ha preso fuoco una città, c’è un palazzo sopra al negozio, con gente che a quell’ora dormiva». Il miracolo si è presentato sotto forma di mancanza di ossigeno che ha spento le fiamme nel locale.

Qualcuno mercoledì scorso dopo essere passato in un vicolo sul retro del negozio, ha rotto la vetrina colpendone un angolo con qualche arnese metallico. Fatta questa breccia nel vetro ha buttato all’interno una sorta di molotov. Le fiamme si sono propagate, da quanto emerge, alcune ore prima che si scoprisse del rogo, intorno alle 3 di notte. Sono bruciati degli abiti, si è danneggiato l’impianto di climatizzazione, ma per fortuna poi l’incendio si è spento da solo (i danni sono in corso di quantificazione). Il locale si è riempito di fumo e alle 7 del mattino la proprietaria del negozio accanto, Maria Elena Rapagnani, di Mary Market, ha dato l’allarme.

«Insieme al mio avvocato stiamo preparando una denuncia – dice Simona Bonacci -. Se non si fosse consumato il tizzone con liquido infiammabile, per mancanza di ossigeno, si sarebbe potuto distruggere l’intero palazzo. È un fatto gravissimo su cui chiedo che venga fatta luce quanto prima, le indagini non devono fermarsi. Anche perché vorrei sapere chi è stato, da chi mi devo guardare le spalle.

Non vivo tranquilla, chi è stato ha messo a rischio vite umane». C’è poi anche una considerazione amara: «Non ho letto nessun messaggio di vicinanza da parte di nessun politico – dice Bonacci -, a parte l’assessore al Commercio Roberto Pantella, che mi ha scritto, e di Maria Luce Centioni».

Le indagini della polizia del commissariato di Civitanova si baseranno anche sulle riprese delle telecamere della zona, la speranza è che le immagini consentano di dare una identità a chi ha appiccato l’incendio.




Incendio doloso alla boutique, la titolare: «Non me lo spiego. Voglio capire chi è stato»